Turismo in Puglia: si torna alle presenze pre pandemia. A giugno +40% e tornano gli stranieri

Turismo in Puglia: si torna alle presenze pre pandemia. A giugno +40% e tornano gli stranieri
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Giovedì 30 Giugno 2022, 13:38 - Ultimo aggiornamento: 13:50

Boom di turisti in Puglia nella prima parte dell'estate. Giugno regala grandi soddisfazioni in termini di numeri con un +40% di presenze compresi gli stranieri, al netto dei russi. Numeri, stando alla lettura degli imprenditori, che sono tornati ai livelli pre-pandemia. In taluni casi perfino superati. 

Le presenze di giugno

Torna l'estate italiana, lo confermano i dati del Sindacato italiano balneari: le spiagge del Belpaese sono state prese d'assalto, segno più a doppia cifra in tutte le regioni per quanto riguarda le presenze del primo mese dell'estate rispetto allo stesso periodo del 2021. Spiccano la Campania e la Puglia con un +40%, seguono Toscana con +30%, Liguria ed Emilia Romagna con +25%, bene anche le Isole maggiori con +25%.

«Siamo tornati ai livelli pre-pandemia, in alcune località li abbiamo anche superati, ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio -  Il "tutto esaurito" negli stabilimenti balneari lo registriamo, però, solo il week-end (ma questa è una prerogativa alla quale siamo, ormai e purtroppo, abituati da tempo). Una tendenza accentuata dal caro carburante che riduce gli spostamenti degli escursionisti: coloro che si muovono giornalmente dalle aree interne verso la costa. L'incremento dei prezzi e delle tariffe energetiche in generale (luce e gas), poi, stanno obbligando i turisti a contenere le spese risparmiando sulle consumazioni al bar o al ristorante».

Ma il desiderio di normalità, dopo due anni di pandemia, prevale anche sulle preoccupazioni per le prospettive economiche negative dovute all'impennata dell'inflazione e al rallentamento della crescita generale a causa del perdurante conflitto ucraino. Tra gli stranieri si regista un ritorno di tedeschi, austriaci, svizzeri, polacchi, ungheresi, francesi e spagnoli che, privilegiano i litorali del nord e delle isole. Benino gli americani, totalmente assenti i russi (un duro colpo per molte località in quanto hanno un'alta propensione alla spesa).

Il post pandemia e i servizi

«Da parte degli imprenditori balneari - ha proseguito il presidente del sindacato - confermiamo le precauzioni per l'andamento della pandemia, tanto che molti hanno conservato le distanze degli ombrelloni messe in pratica negli ultimi anni». Molto apprezzati dai clienti italiani e stranieri i nuovi servizi offerti come quello direttamente sotto l'ombrellone o le prenotazioni via whatsApp. «Del resto - ha precisato Capacchione - il successo della nostra offerta nel turismo italiano, per cui la vacanza continua ad essere sinonimo di mare è dovuta proprio alla presenza di una balneazione attrezzata costituita dalla quantità e qualità dei servizi di spiaggia, che rendono questa tipologia di vacanza sicura e confortevole: un unicum nel panorama internazionale e che il mondo ci invidia». Ottimi i numeri delle prenotazioni per il mese di luglio e agosto, un grande segnale di speranza per l'economia del Paese e una vera e propria 'boccata d'ossigenò per molte comunità locali che basano la propria sussistenza proprio dai proventi del comparto turistico. «A parte la variabile dettata dalle condizioni atmosferiche e, soprattutto, dalle eccessive temperature - ha concluso Capacchione - gli imprenditori balneari, però, sono seriamente preoccupati per il futuro e quello delle proprie famiglie a causa di recenti interventi legislativi 'confusi e pasticciatì, come la confisca e la messa a gara delle aziende balneari che, con un contenzioso esteso e profondo, rischiano di distruggere un modello di turismo efficiente e di successo costruito in decenni di sacrifici da decine di migliaia di famiglie di imprenditori balneari: lavoratori autonomi e piccole aziende che si tenta di sostituire con capitani d'industria dai forzieri ricolmi».

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