Da oggi e per i prossimi cinque giorni la Puglia torna in zona gialla. Ma è in arrivo una nuova stretta

Lunedì 11 Gennaio 2021

Da oggi e per i prossimi cinque giorni la Puglia torna in zona gialla. Una scelta, questa, fortemente contestata dalla Regione Puglia, sia con le parole del governatore Michele Emiliano che ha invitato i genitori a preferire la didattica a distanza per i propri figli, sia con quella dell'assessore alla Salute Pierluigi Lopalco che sabato scorso ha affermato: «È difficile ipotizzare che il rischio di contagio o di tenuta del sistema sanitario possa essere talmente altalenante: non sarebbe stato meglio fissare un bel colore arancione omogeneo in tutto il Paese senza tanti arzigogoli, almeno fino ad ottenere una stabilizzazione della fase discendente della curva epidemica in tutte le regioni?».
Di fatto, comunque, fino a venerdì 15 gennaio ci sarà un allentamento delle misure. Ci si potrà spostare in un altro comune o in un'altra provincia, ma rimanendo comunque nella regione. Confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5, con la possibilità di uscire di notte solo per motivi di lavoro, salute o stretta necessità (e servirà l'autocertificazione).
Le attività dei servizi di ristorazione, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, potranno riaprire con servizio ai tavoli dalle 5 alle 18, poi solo asporto fino alle 22 e consegna a domicilio senza vincoli di orario. Negozi e centri commerciali aperti, mentre continuano a restare chiusi i musei, le piscine, le palestra, i cinema, i teatri.
Intanto il governo prepara il primo provvedimento del 2021 con nuove limitazioni e una stretta in particolare sulla movida, arrivata dopo gli ultimi episodi di assembramenti e feste illegali, vietando l'asporto dai bar a partire dalle 18 ed estendendo il divieto di spostamento tra regioni anche nelle zone gialle, così come avvenuto dalle feste di Natale ad oggi. Ma sul tavolo c'è anche la possibilità di istituire una zona bianca, seppur difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto 0,5), in cui poter riaprire tutto senza limitazioni. Sono le ipotesi trapelate al termine della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e che saranno presentate oggi alle Regioni nel vertice con il ministro Francesco Boccia. Un incontro nel quale i governatori hanno già annunciato di volersi opporre a quella sembra molto più di un'ipotesi, e cioè alla possibilità di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti.
Una raccomandazione, perorata dagli scienziati, che però potrà vedere la luce solo dopo il confronto odierno e solo dopo il passaggio in parlamento del ministro della Salute, Roberto Speranza, in programma il 13 gennaio.
L'intenzione di Palazzo Chigi sarebbe quella di seguire le raccomandazioni dell'Istituto Superiore di Sanità e del Comitato Tecnico Scientifico per varare il nuovo provvedimento che entrerà in vigore il 16 gennaio: se l'incidenza settimanale dei casi supera i 250 casi ogni 100mila abitanti, la Regione è automaticamente in zona rossa. La Puglia, però, almeno stando ai dati attuali non sarebbe inclusa in questo nuovo elenco di regioni, che per ora comprenderebbe i Veneto e l'Emilia-Romagna.
Il governo cercherà di trovare un'intesa, ma appare chiara la volontà di stringere le maglie anche, e soprattutto, per evitare la temuta terza ondata e contenere i contagi che, ieri, hanno registrato oltre 18 mila nuovi casi e 361 vittime, con un incremento del tasso di positività salito al 13,3%. Per questo nel nuovo Dpcm non dovrebbe cambiare la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti. Nel provvedimento, oltre alla scuola, entrerà molto probabilmente anche la proroga della chiusura degli impianti da sci, che al momento dovrebbero riaprire il 18 gennaio.
L'unica cosa certa al momento è che il nuovo provvedimento - al quale sarà affiancato un Dl per estendere il divieto di spostamento tra le regioni - continuerà a prevedere le zone colorate e il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Smentita invece la possibilità di istituire i weekend arancioni: le giornate di sabato e domenica, dunque, avranno le stesse limitazioni delle zone di appartenenza. Resteranno ancora chiuse palestre e piscine, così come teatri, musei e cinema.
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