Puglia, sale la tensione nel Pd. Boccia commissario: attesa per la nomina

Puglia, sale la tensione nel Pd. Boccia commissario: attesa per la nomina
di Paola ANCORA
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Mercoledì 23 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 18:20

«Questione di ore». E la segreteria nazionale del Partito democratico, che firma questo conto alla rovescia, proverà a rimettere il partito regionale sui binari dopo mesi di scossoni, liti e fratture che hanno finito per disorientare i territori e irritare i militanti. La soluzione individuata da Enrico Letta insieme al suo braccio destro Marco Meloni ha un nome: il deputato di Bisceglie Francesco Boccia. Già in queste ore potrebbe essere nominato commissario del partito regionale, in deroga al principio non scritto che vorrebbe venisse scelto un nome fuori dai confini regionali per garantire imparzialità di giudizio e ripulire il campo da qualsiasi deriva localistica o incrostazione interna. Principio al quale, nei giorni scorsi, si sono appellati i riformisti e i componenti dell’area che fa capo al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ma che potrebbe venir meno sia per l’urgenza di ridare un assetto stabile al partito pugliese sia perché Boccia ricopre un ruolo importante in seno alla segreteria nazionale dem. Letta lo ha scelto come responsabile per gli Enti locali e nominarlo commissario dunque - a prescindere dai natali dell’ex ministro per gli Affari regionali - costituirebbe un segnale di attenzione per un territorio ritenuto strategico come la Puglia.

La tappa


L’ufficializzazione della nomina è attesa per oggi, quando Roma potrebbe decidere, insieme, del destino del partito in Campania - dove proprio la segreteria di Letta ha costretto alle dimissioni il numero uno dei dem regionali Leo Annunziata, fedelissimo del governatore Vincenzo De Luca - e di quello del partito in Puglia, mostrando il pugno di ferro in un Mezzogiorno dove la leadership dell’uomo solo al comando ha occupato agevolmente lo spazio lasciato libero da un partito che, in Puglia, ha vissuto e vive ancora oggi una crisi di identità. 

I fronti aperti


In prima battuta Boccia dovrà ricucire gli strappi che da Barletta a Galatina, nel Salento, rischiano di logorare ancora il partito e di farlo proprio alla vigilia dell’importante appuntamento elettorale con le Amministrative. A Galatina, la candidata sindaco del Pd Sandra Antonica – fino a qualche tempo fa “emilianana” di ferro – è orfana dell’appoggio del governatore, in un quadro di alleanze a geometria variabile – tipiche delle piccole realtà - che si fatica ancora a decifrare. Sabato scorso a Barletta il governatore ha benedetto però la candidatura a sindaco di Santa Scommegna, sostenuta dal segretario regionale Marco Lacarra e dalla segretaria cittadina Rosa Cascella, ma non dalla segreteria nazionale perché incapace, almeno per ora, di raccogliere il consenso degli alleati dell’asset nazionale, ovvero Sinistra Italiana e Movimento Cinque Stelle. E questo nonostante o forse proprio perché Boccia, il giorno precedente, aveva invitato i referenti locali a «sospendere ogni ulteriore iniziativa politica e a confrontarsi con la segreteria nazionale del partito in ordine alle soluzioni praticabili». Una prova di forza del governatore? Secondo gli osservatori più attenti un avvertimento, tanto più che alla bacchettata arrivata a stretto giro da Roma sul caso Barletta e firmata da Meloni - «un grave errore che si tenti di intraprendere una strada fondata su un confuso coacervo di liste civiche che sembrano prescindere da qualsiasi discrimine tra centrosinistra e centrodestra» recitava la nota - il segretario Lacarra ha replicato rivendicando la bontà delle scelte compiute, insieme a Emiliano, fino a oggi: «Il centrosinistra in Puglia - ha sottolineato - vince da 15 anni». 

Il punto


Il presidente dei pugliesi, del resto, è il convitato di pietra di un partito di cui non è componente – non ha più la tessera – ma sul quale incide in maniera determinante. E non trova particolari resistenze dal momento che, senza un congresso, alla segreteria Pd e alle sue articolazioni territoriali manca una legittimazione vera, fondamenta e impalcatura del partito. Lo hanno ribadito ieri Ippazio Morciano, Nicola Oddati e Francesco Rogoli, segretari provinciali a Lecce, Taranto e Brindisi.
Accompagnare i dem prima alle Amministrative e poi al congresso sarà la sfida che Boccia dovrà affrontare, per provare a restituire al Pd la centralità che rivendica e che, inseguendo schemi e dinamiche del civismo, sembra aver perso. 
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