Puglia, sos medici nei Pronto soccorso. Palese striglia le Asl: «Personale in aiuto dagli altri reparti»

Giovedì 24 Marzo 2022 di Paola ANCORA

«In riferimento alle gravi criticità organizzative riscontrate presso i Pronto soccorso della Regione Puglia, i direttori generali delle Asl, considerata la significativa carenza di personale medico, dovranno impartire ordini di servizio per la copertura dei turni in Ps». Firmato: Rocco Palese, assessore regionale alla Sanità. Con una disposizione urgente, della quale raccomanda «tempestiva e puntuale osservanza», Palese impone ai direttori degli ospedali e alle Asl di organizzare il lavoro nei reparti per garantire la copertura del servizio di emergenza-urgenza. E lo fa dopo un lungo colloquio con il primario del Vito Fazzi di Lecce, Silvano Fracella che ieri, dalle colonne di Quotidiano, ha ribadito in quale gravissima carenza di organico si trovi il Pronto soccorso. «Sono in servizio solo 19 medici, mentre dovrebbero essercene 32. Da luglio a ottobre - ha detto - ho perso 11 medici a contratto. Sono stati ammessi alle scuole di specializzazione, buon per loro, e mai rimpiazzati. Entro aprile ne andranno via altri due». E per chi resta il lavoro è incessante, con i pazienti in attesa per ore, i disagi, i disservizi lamentati dai cittadini non solo a Lecce, ma anche negli altri ospedali del Salento e della Puglia dove si lamenta la stessa carenza d’organico. Negli ultimi mesi, infatti, in ogni presidio hanno dato le dimissioni due o tre medici. Il provvedimento assessorile, dunque, riguarda tutta la regione. 


L'assessore

Raggiunto al telefono, Palese non nasconde la sua irritazione: «Sono stato costretto a una disposizione che tratta dell’ordinario, di ciò che sarebbe superfluo dire, ma invece a quanto pare non lo è». Se la prende con i dirigenti degli ospedali, l’assessore, e con le Asl. «Non si possono lasciare i Pronto Soccorso scoperti. Evidentemente - dice - ci si è dimenticati di come dovrebbero funzionare le direzioni sanitarie. E davanti all’inerzia di alcuni è stato necessario il mio intervento. Trovo inaudito che non lo si sia fatto prima, anche perché le disposizioni contrattuali vanno rispettate». Le Asl e ancora di più i direttori degli ospedali, insomma, davanti alla cronica carenza di personale del Pronto soccorso avrebbero dovuto fare quello che ha ora ordinato Palese e che l’assessore spiega chiaramente: «Se nei reparti di emergenza-urgenza mancano medici, i responsabili di reparto e dell’ospedale devono fare una ricognizione del personale di tutto l’ospedale per capire se ci siano medici per coprire i turni. Vale per tutti i medici di ciascuna Asl. Si valuta prima la possibilità di coprire con personale interno - prosegue Palese - e poi anche la disponibilità di medici degli altri ospedali, capaci di garantire turni aggiuntivi da pagare come straordinari o come prestazioni aggiuntive. E questo vale per Lecce, per Casarano e per tutti i nosocomi di Puglia che, a fasi alterne, si misurano con questo problema». 

Le norme e le associazioni

Ad aggravare il quadro del personale mancante ci sono le recenti norme sulla professione medica, che non permettono più di far valere i cinque anni di lavoro sul campo ai fini della stabilizzazione: bisogna specializzarsi o rimanere precari per sempre. E così chi si è già formato nel Pronto soccorso, appena può va via. E la Regione, al momento, non ha bandito ancora nuovi concorsi né concluso quelli aperti negli ultimi anni. Così l’attenzione delle associazioni a tutela dei pazienti restano vigili. «Occorre agire subito - scrive in una nota il coordinatore del Tribunale per i Diritti del Malato di Lecce, Angelo Oliva -. Noi restiamo disponibili a una fattiva collaborazione nel proporre soluzioni a questo problema, nell’interesse dei cittadini, ma anche del personale sanitario interessato».

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