Puglia, a scuola in presenza tra pochi giorni. Dal green pass alla mascherina, restano tanti dubbi e nodi da sciogliere

Lunedì 6 Settembre 2021 di Alessio PIGNATELLI
Si torna a scuola in presenza tra pochi giorni in Puglia ma restano tanti dubbi e nodi da sciogliere

La campanella tornerà a suonare ufficialmente lunedì 20 settembre - al netto di piccole variazioni dovute all’autonomia - per la maggior parte degli istituti scolastici pugliesi. L’inizio dell’anno scolastico 2021/22 sarà all’insegna della mascherina per (quasi) tutti e del green pass per il personale docente. E della presenza fisica, almeno per ora. Ministero e sindacati da settimane provano a limare protocolli, circolari e interpretazioni del decreto ma restano diverse questioni molto complesse da gestire e nodi da risolvere a partire dal trasporto scolastico. Prima di cercare di districarsi in questa nuova era dovuta alla pandemia, sono già iniziati i collegi docenti di tutti gli insegnanti in servizio dal primo settembre. E in molti hanno preferito svolgerli in modalità online - possibilità concessa in base all’autonomia dei dirigenti - e c’è anche chi ha optato per riunioni all’aperto e all’esterno della struttura scolastica.

In presenza, almeno per ora

L’inizio delle lezioni, però, come detto sarà in presenza anche se “la misura è derogabile con provvedimenti dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome esclusivamente nelle zone arancioni e rosse, solo in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità e per singole istituzioni scolastiche o per quelle presenti in specifiche aree territoriali”. In pratica, dove fosse necessario, la didattica a distanza potrà tornare. Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato a luglio il “documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le istituzioni del sistema nazionale di istruzione per l’anno scolastico 2021/2022”.

Successivamente, il 6 agosto, il governo ha varato il decreto legge 111/2021 con oggetto: “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti” e a seguire il protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di covid 19.

Le regole

In generale, la situazione attuale prevede l’obbligo della mascherina per i bambini a partire dai sei anni e per tutto il personale. Si raccomanda una distanza interpersonale di un metro purché le condizioni spaziali e strutturali lo consentano; questa può essere derogata per lezioni di ginnastica o di sport all’aria aperta purché venga mantenuta una distanza di due metri.

Negli ultimi giorni è montata la polemica circa la possibilità di togliere la mascherina nelle classi composte da studenti che abbiano completato il ciclo vaccinale: fonti del Miur hanno chiarito che, tenuto conto anche degli aspetti legati alla privacy, si sta ora lavorando per l’attuazione di questa novità che “non vuole assolutamente creare discriminazioni, quanto piuttosto consentire un progressivo ritorno alla normalità all’interno delle aule in corrispondenza dell’avanzamento del piano vaccinale”.

Questione green pass: è obbligatorio per dirigenti scolastici, docenti, personale Ata e studenti universitari. Non lo è per studenti e studentesse degli altri ordini e gradi di istruzione. Cosa succede se un docente non ha il certificato verde? È considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso. È prevista anche una sanzione economica dai 400 ai 1000 euro. Questa disposizione non si applica al personale che, per motivi di salute, è esente dalla campagna vaccinale secondo i criteri indicati dal ministero della Salute. I lavoratori fragili sono tutelati. E chi e come si controlla il green pass? Altro tema fonte di polemica. È previsto che sia il dirigente scolastico che potrà però delegare tale funzione. Il ministero, per snellire tale attività burocratica e di controllo, sta lavorando a una piattaforma informatica gestita dalle segreterie delle scuole che però al momento non è pronta.

Infine, nodo trasporti. Assai complicato da sciogliere pure questo: l’Associazione nazionale presidi della Puglia ha bocciato le opzioni con fasce differenziate di ingresso e di uscita da scuola. E per evitare il doppio orario chiede alle istituzioni che, insieme alle aziende concessionarie del trasporto pubblico, “si studino tutte le soluzioni e si impieghino tutte le risorse umane e finanziarie disponibili per potenziare non solo il numero delle corse ma anche quello dei mezzi disponibili".

Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 12:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA