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Puglia, l'Rt risale. Timori per un ritorno in giallo

Puglia, l'Rt risale. Timori per un ritorno in giallo
di Massimiliano IAIA
4 Minuti di Lettura
Sabato 17 Luglio 2021, 15:51 - Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 19:59

L'indice Rt aumenta anche in Puglia, ma la regione non è - almeno per il momento - tra le indiziate per un imminente cambio di colore, novità che invece potrebbe riguardare nelle prossime settimane Sicilia, Sardegna e Veneto.

Aumentano i contagi nel Leccese

L'aumento dei contagi c'è, in particolare nella provincia di Lecce, ma si tratta di impennate che fortunatamente non stanno incidendo sulla pressione ospedaliera. È quanto emerge dal monitoraggio settimanale dell'Iss, che ha permesso di fare il punto sulla reale situazione del quadro pandemico. È la variante Delta ad incidere in maniera evidente su una crescita dei contagi che differenzia in modo netto i bollettini di questi ultimi giorni rispetto a quelli dell'anno scorso nello stesso periodo. Ma al contempo c'è un aspetto positivo, riconducibile inevitabilmente all'efficacia dei vaccini: i nuovi casi positivi sono caratterizzati da lievi sintomi o comunque non modificano più di tanto la voce relativa ai ricoveri né tantomeno quella dei decessi.

Preoccupa l'Rt


Preoccupa, tuttavia, l'indice Rt - che dà un'idea del livello della potenziale trasmissibilità del virus -, passato nel giro di una settimana da 0.59 a 0.68. Un nuovo aumento si registra anche nel numero di casi segnalati nell'ultima settimana (283 contro i 236 dei sette giorni precedenti). E c'è un'altra importante novità: la classificazione del rischio che era stata bassa per diverse settimane, ora è passata a moderata. Risalita per l'incidenza di contagi ogni 100mila abitanti (da 7,6 a 8,2). Giù invece l'occupazione di posti letto in area medica da pazienti Covid (dal 3,2% al 2,5%), mentre resta invariata (1,7%) l'occupazione di posti in terapia intensiva.

Il nuovo aumento dei contagi è monitorato costantemente dal governo, che sta pensando seriamente di rivedere la colorazione di alcune regioni, che tra poco potrebbero tornare dalla zona bianca alla zona gialla. Secondo Altems, attualmente la regione con il rischio maggiore - non da lunedì, ma forse dal 26 luglio o al limite dal 2 agosto - è la Sardegna, seguita da Sicilia e Veneto. La regione con il rischio inferiore di entrare in zona gialla è invece la Valle d'Aosta, seguita da Basilicata, provincia autonoma di Trento e appunto la Puglia. Le previsioni sono frutto di un nuovo indicatore che misura il rischio delle regioni di entrare in zona gialla considerando il numero di nuovi casi in un certo momento in una data Regione e allo stesso tempo il numero di persone vaccinate in quella Regione fino a quel momento. Usando questo indicatore, afferma Altems, si riesce a mettere in atto azioni preventive prima ancora che le ospedalizzazioni aumentino. Infatti non sono le ospedalizzazioni in sé da tenere sotto controllo, perché agire quando le ospedalizzazioni sono già aumentate significa agire tardivamente, come è stato fatto nella seconda ondata lo scorso autunno.
Per quanto riguarda il bollettino di ieri, in Puglia sono stati registrati 46 casi su 6.156 test, con una incidenza dello 0,74%. I nuovi positivi sono 12 in provincia di Lecce, 10 in provincia di Bari, 9 in provincia di Foggia, 7 in provincia di Brindisi, 5 nella provincia Bat, 3 in provincia di Taranto. Non è stato registrato alcun decesso. Sono 1.641 i casi attualmente positivi (dieci in meno rispetto a giovedì), mentre i ricoverati - passati a 74 - calano di altre due unità rispetto al giorno prima (solo mercoledì c'era stata una lieve risalita).
È effettivamente il Salento a far registrare i più consistenti aumenti di contagi. Lo conferma anche il bollettino dell'Asl Lecce, sebbene anche l'ultimo monitoraggio confermi come le curve di questi giorni siano ovviamente molto più basse rispetto alle impennate dello scorso inverno. Nell'ultima settimana, tuttavia, il rapporto positivi/casi testati è passato dall'1,9% al 3,9%.
Intanto, è polemica sul numero di tamponi giornalieri effettuati ogni 100mila abitanti: netta è la differenza tra una Regione e l'altra, ed è ovvio che chi esegue un maggior numero di test possa ritrovarsi con maggiore probabilità con un elevato numero di positivi, andando così incontro a limitazioni che verrebbero invece eluse da chi fa meno test. Secondo una elaborazione del Sole 24 ore, in Puglia il numero di tamponi giornalieri per ogni 100mila abitanti è pari a 142. Ma il Veneto ne fa 489, l'Umbria 386, C'è chi fa peggio: la Calabria 96, la Basilicata 89.
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