Puglia, triste primato: è ancora prima per tasso nuovi positivi-tamponi

Lunedì 7 Dicembre 2020 di Francesco G.GIOFFREDI

Un altro salto in alto nella giornata d'esordio in fascia gialla, peggiorando la performance. Anzi: piazzandosi al vertice nazionale di una graduatoria per nulla incoraggiante. Quella del tasso nuovi positivi-tamponi: ieri in Puglia la percentuale è stata del 24,5%, la più elevata tra tutte le regioni. Come quasi sempre accade nel weekend, s'è ridotto il numero di test: 7.293, ma con ben 1.789 casi registrati. L'incremento in valore assoluto è in linea col trend degli ultimi giorni. E segnala la Puglia tra le regioni col maggior numero di casi totali quotidiani: ieri terza regione, dietro Veneto e Lombardia, e appena un contagiato oltre l'Emilia Romagna. Le tre regioni del Nord hanno tuttavia un tasso positivi-tamponi inferiore, o persino decisamente più contenuto: 23,9% in Veneto, 9,3% in Lombardia e 16% in Emilia Romagna. Anche ieri in Puglia è stato purtroppo aggiornato il bollettino dei decessi: altri 24.


Insomma: un'altra giornata al sapor di paradosso, dopo la promozione della Puglia in zona gialla. Resiste la frattura territoriale tra parte settentrionale e meridionale della regione, a tal punto che prende sempre più corpo la definizione della zona arancione per Foggia, Bat e Murgia barese, porzione di Puglia dove il virus circola troppo agevolmente e la pressione ospedaliera è pressoché insostenibile. Ma attenzione: anche nelle altre province gli incrementi quotidiani di casi positivi cominciano ad assumere proporzioni rilevanti. Ieri i nuovi positivi sono stati infatti 783 in provincia di Bari, 259 in provincia di Taranto, 220 in provincia di Lecce, 214 in provincia di Foggia, 160 nella provincia Bat, 136 in provincia di Brindisi, 8 residenti fuori regione, 9 casi di residenza non nota sono stati riclassificati e attribuiti. In sostanza, Taranto e il Salento hanno accumulato più contagiati delle province (Foggia e Bat) sul punto di tornare in fascia arancione (rischio intermedio) secondo le intenzioni di enti locali e Regione. I decessi sono stati 12 in provincia Bat, 5 ciascuno nelle province di Foggia e Bari, 2 in provincia di Taranto (dove tuttavia ieri, nel corso della giornata, sono stati segnalati 6 morti). La mortalità continua a essere l'altro fronte critico: dall'inizio dell'epidemia in Puglia ci sono stati 1.712 decessi, in larghissima parte concentrati nell'arco di questa seconda ondata.


Il tasso di occupazione dei posti letto nelle strutture ospedaliere pugliesi resta alto, o perlomeno da monitorare con massima cura. Fortunatamente, i ricoveri crescono a un ritmo meno sostenuto - rispetto all'andamento delle ultime settimane: ieri solo 11 ingressi nelle terapie intensive pugliesi, in cinque regioni le cose sono andate peggio. Secondo il bollettino regionale, sono 1.816 i pazienti Covid in un letto d'ospedale; 203 sono in terapia intensiva (ottava regione). Il tasso di occupazione ospedaliera resta di fatto stabile, con tendenza al raffreddamento: 45% e 47% rispettivamente per terapie intensive e altri reparti Covid.
Col passaggio in fascia gialla, decretato alla luce dei 21 indicatori-sentinella di ministero e Istituto superiore di sanità, ora in Puglia la reattività del sistema sanitario diventa cruciale: tanto nella presa in carico dei pazienti, quanto nel tracciamento dei contatti stretti di ogni singolo positivo. Di sicuro la curva dei contagi dev'essere appiattita al più presto: considerando l'incidenza ogni 100mila abitanti nell'arco degli ultimi sette giorni (criterio affidabile perché disegna una tendenza), la Puglia è quinta.


Il livello di guardia è alto in tutto il Paese. Il numero complessivo dei decessi ha superato in Italia i 60mila, ma è pur vero che nelle ultime due settimane si sta assistendo a un lieve miglioramento dell'andamento della pandemia: riduzione dei casi del 3% al giorno. Torna a salire dello 0,8% il rapporto fra i 18.887 casi positivi e i 163.550 tamponi eseguiti, che arriva così all'11,5%. E se intanto l'unica regione rossa (l'Abruzzo) s'avvia verso l'arancione, il termometro della preoccupazione è nelle parole di Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico: ci apprestiamo ad entrare in una fase in cui «avremo il raddoppio della criticità, nei Pronto Soccorso arriveranno coloro che avranno l'influenza stagionale e coloro che avranno il Covid vero e proprio», «avremmo potuto imporre un lockdown assoluto, ma non possiamo permettercelo». Ovunque, e ancor più in Puglia, sarà ora necessario rafforzare le campagne di testing (tra tamponi molecolari e antigenici) e il sistema di tracciamento. O le maglie più larghe imporranno un pesante dazio in termini di contagi, ricoveri e decessi.

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