Terapie intensive occupate al 41%: sos degli ospedali alle cliniche private

Terapie intensive occupate al 41%: sos degli ospedali alle cliniche private
di Paola COLACI
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Venerdì 26 Marzo 2021, 08:18 - Ultimo aggiornamento: 15:11

In Puglia il virus non molla la presa. La terza ondata della pandemia continua ad avanzare ed è nuovo boom di contagi: 2.033 positivi nelle ultime 24 ore. Ma anche gli ospedali sono sempre più sotto pressione. Ecco perché ora le Asl ora chiamano in soccorso i privati: cliniche e strutture accreditate disponibili a ricevere i pazienti di area medica no Covid. Appello a cui in provincia di Lecce hanno già risposto la Casa di cura Petrucciani di Lecce e la clinica San Francesco di Galatina con 38 posti letto complessivi di medicina generale. Collaborazione tra strutture sanitarie pubbliche e private - e tra l'ospedale SS. Annunziata e alcune cliniche della città - già avviata anche a Taranto. E ipotesi di accordo in vista anche a Brindisi dove, però, al momento il livello di saturazione dei reparti sembra ancora sotto controllo. Ma tant'è.

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I DATI DELL'AGENZIA NAZIONALE


Secondo i dati Agenas (Agenzi nazionale per i servizi sanitari regionali) il tasso di occupazione dei posti letto di pazienti Covid ieri ha raggiungo il nuovo picco del 41% di occupazione delle terapie intensive (Puglia prima in Italia per numero di nuovi ingressi). Già da giorni, tuttavia, nei presidi sanitari pubblici sono in sofferenza anche i reparti di medicina generale. La terapia intensiva del Dea del Vito Fazzi a Lecce ha già raggiunto il 100% di saturazione. E al momento tutti i 24 posti risultano occupati. Ma sono vicini alla saturazione anche i 16 letti disponibili in sub intensiva. Di contro, la richiesta di ricoveri continua a salire. E all'emergenza legata agli accessi in pronto soccorso dei pazienti Covid ora rischia di sommarsi la gestione delle emergenze relative alle altre patologie che, comunque, richiedono intervento immediato e un eventuale ricovero ospedaliero. Ecco perché già mercoledì, su input della Regione, il direttore generale della Asl di Lecce Rodolfo Rollo si è rivolto alla casa di cura Petrucciani di Lecce e alla clinica San Francesco di Galatina. Alla base della richiesta di collaborazione, la necessità di reperire con urgenza posti letto no Covid per trasferire i pazienti di area medica. E recuperare nei presìdi ospedalieri Covid Vito Fazzi di Lecce e Santa Caterina Novella di Galatina il maggior numero di posti letto da destinare a pazienti affetti dal virus.

LE RISPOSTE


«Facendo seguito alla richiesta del direttore generale dell'Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, la casa di cura Professor Petrucciani ha immediatamente messo a disposizione i suoi 18 posti letto di medicina generale per tutti i pazienti No Covid di area medica afferenti al Pronto Soccorso di Lecce - ha confermato nelle scorse ore l'amministratore delegato Sergio Capeto Petrucciani- in questo particolare momento siamo chiamati a lavorare tutti fianco a fianco per permettere al Servizio Sanitario Nazionale di destinare quanti più posti possibile ai malati Covid. Per questo motivo, in un'ottica di forte collaborazione abbiamo immediatamente aderito alla richiesta pervenutaci con l'obiettivo di salvaguardare la salute dei pazienti salentini».
Immediata manifestazione di disponibilità anche da parte della clinica San Francesco di Galatina che ha messo a disposizione altri 20 posti letto di medicina generale. E i primi pazienti sono già trasferiti nella giornata di ieri. «Il nostro impegno nel tentativo di decongestionare i pronto soccorso in relazione alle patologie no Covid è massimo - ha tenuto a sottolineare il dottore Francesco Sanapo, medico di direzione sanitaria - E già tra la scorsa notte e la giornata di oggi (ieri, ndr) abbiamo ricevuto e trattato quattro pazienti internistici. In questa fase l'obiettivo è quello di supportare in maniera più efficacie possibile il sistema sanitario è impegnato a fronteggiare l'emergenza legata alla pandemia».

IL DISTRETTO SANITARIO


Secondo il direttore del Distretto sanitario di Gagliano del Capo Rocco Palese, tuttavia, ora la stessa collaborazione tra pubblico e privato dovrebbe essere adottata anche in relazione a strutture private - Rsa e case di cura, ad esempio - da riconvertire temporaneamente nella gestione di pazienti Covid. «La vera emergenza da gestire in questa fase è la carenza di letti per i pazienti Covid - rimarca - Nella sola provincia di Lecce dovrebbero essere reperiti almeno 50 posti destinati a pazienti asintomatici che non possono essere assistiti dalle Usca in casa. Ma anche per i pazienti già ricoverati negli ospedali i quali, pur essendosi negativizzati, non possono essere dimessi per quadri clinici significativi».

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