Puglia, liste d'attesa anche per visite urgenti: la classifica delle Asl

Mercoledì 20 Aprile 2022 di Paola ANCORA

Un anno e otto mesi per riuscire a sottoporsi a una mammografia al Policlinico di Bari. E se il medico prescrive che l’esame venga eseguito entro dieci giorni al massimo, l’attesa è comunque di due mesi. Le donne preoccupate per la loro salute non possono fare altro che bussare alla porta dei privati e mettere mano al portafogli. Il report regionale sulle liste d’attesa (dati relativi alla settimana “campione” dal 24 al 28 gennaio scorsi, ndr) premia, inaspettatamente, alcune aziende sanitarie e ne boccia altre, in un quadro complessivo che, in ogni caso, è denso di chiaroscuri e di criticità da risolvere. Restando al Policlinico barese, per una visita cardiologica urgente - che, quindi, dovrebbe essere effettuata entro al massimo tre giorni dalla prescrizione - si devono attendere otto mesi. Tre mesi e mezzo per una visita urgente dal neurologo e poco meno di tre mesi per ottenere una risonanza al cervello. Quanti sarebbero capaci di aspettare tre, lunghi mesi per scoprire di avere o meno un tumore da curare? Una domanda che, spogliata di ogni retorica, serve a ricordare come in attesa, nelle liste dense di numeri compilate dalla Regione, ci siano le persone in carne e ossa, con il loro bagaglio di bisogni, paure e diritti da rispettare.

La mappa


Se i dati dell’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” e del “De Bellis” sono scarsi, al punto da non poter procedere a una valutazione esaustiva, quelli delle Asl permettono di capire se, negli ospedali e nelle strutture sanitarie pugliesi, si riesca oppure no a garantire senza ritardi almeno le prestazioni urgenti e dove si trovino le sacche di inefficienza delle quale, in questi giorni, dibatte la politica. Nella Asl di Lecce le prestazioni urgenti e quelle alla voce “Brevi”, ovvero da smaltire entro 10 giorni dalla richiesta, vengono garantite senza ritardi. Un caso virtuoso, come si vedrà. L’unica eccezione è costituita da ortopedia: solo il 50% delle richieste di visita urgente è soddisfatto nei tre giorni previsti. La maggior parte dei ritardi si concentra sulle prestazioni differibili e programmate, ovvero sulle visite di controllo che i pugliesi richiedono per mantenersi in salute. Qui i tempi si dilatano: un anno per una visita cardiologica; dieci mesi per una endocrinologica, per una ecografia al seno o per una visita oculistica, che soltanto il 16,9% dei pazienti riesce a ottenere entro i 60 giorni previsti dalle norme. Un anno si dovrà aspettare per un elettrocardiogramma e nove mesi per una mammografia bilaterale, ma va sicuramente meglio rispetto alla Asl di Bari dove lo stesso esame - essenziale per la diagnosi del tumore al seno dopo i 40 anni - viene garantito, anche quando è urgente, non prima di un mese e mezzo. Lo stesso ritardo con il quale vengono offerte prestazioni urgenti in neurologia, urologia, gastroenterologia. 
Problemi di cuore? Meglio cambiare provincia, perché negli ospedali pubblici baresi ci sarà da aspettare 25 giorni per una visita cardiologica urgente. E anche di più se l’urgenza da affrontare richiede una tac all’addome, al torace o al cranio: mettersi in coda e attendere, pazientemente - se si riesce - un mese e mezzo. Anche in questo caso, quando si tratta di visite cosiddette “programmate”, ovvero non urgenti, i tempi si dilatano a dismisura.

Le altre aziende sanitarie

Il quadro si aggrava ulteriormente nella Asl della provincia Barletta, Andria, Trani. Anche qui si registrano consistenti ritardi nelle prestazioni urgenti: per stendersi sul lettino di un endocrinologo senza pagare, bisogna aspettare due settimane. Lo stesso accade per ortopedia, otorinolaringoiatria o fisiatria. Anche per una Tac urgente del torace o dell’addome si devono attendere più di due settimane.
Nella Asl di Brindisi le visite per la chirurgia vascolare ed endocrinologiche da smaltire entro 10 giorni dalla richiesta, vengono effettuate con 43 giorni di ritardo. È di due mesi l’attesa per pneumologia, di 23 giorni quella per una tac all’encefalo. Per le visite programmate, dunque non urgenti, sette mesi è il ritardo medio registrato per sottoporsi a un controllo cardiologico; dieci mesi per una ecografia del collo. Decisamente più bassi i tempi di attesa nella Asl di Foggia, dove nessuna prestazione segnala ritardi a tre cifre. Il più consistente è quello per ottenere una tac del torace o dell’addome per la quale si può attendere fino a due mesi oltre. Per la Asl di Taranto sono disponibili i dati delle prestazioni urgenti per sole 11 voci sulle 69 elencate nel report regionale. Un difetto di trasparenza che non basta, però, a nascondere ritardi e inefficienze: più di un mese bisogna aspettare per una visita cardiologica, cinque per andare dall’urologo. Sempre che, beninteso, non si possa pagare. 

Ultimo aggiornamento: 14:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA