Puglia, impennata di nuovi casi: 196 in un giorno. Ma i ricoveri restano bassi

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Vincenzo DAMIANI

I 196 contagi in un solo giorno rappresentano un nuovo record per la Puglia, ma non raccontano tutto. Lo scorso 3 maggio, quando il lockdown andava verso la conclusione, in Puglia c'erano 2.955 positivi al coronavirus: fu il picco toccato durante la prima ondata. Lentamente i numeri sono calati, sino all'annuncio di regione Covid free.

Cinque mesi dopo, il bollettino regionale riporta 3.133 positivi. In sostanza, dopo la riapertura delle frontiere nazionali e dei confini regionali e la ripresa delle scuole e di tutte le attività, il numero dei contagi è aumentato in maniera esponenziale e siamo solamente all'inizio della seconda fase della pandemia. C'è, però, una differenza sostanziale che, per ora, conforta e riguarda i dati relativi ai ricoveri: lo scorso 3 maggio erano 410 i pugliesi negli ospedali, di questi 40 si trovavano in terapia intensiva; oggi sono 251 di cui 23 sono in rianimazione. Questo perché molti dei contagiati sono persone giovani. Il rischio, però, è che l'aumento dei casi possa, come accaduto durante la primavera scorsa, portare nuovamente ad una epidemia tra anziani e malati cronici, i soggetti più fragili.
Insomma, la situazione appare ancora sotto controllo, almeno negli ospedali, ma da non sottovalutare perché il quadro potrebbe mutare rapidamente. «Il virus circola e circola con grande intensità», ammette il governatore pugliese, Michele Emiliano. «È evidente che la ripresa di tutte le attività in tempo di pandemia, la riapertura delle scuole, il ritorno delle vacanze, hanno determinato un innalzamento dei contagi. La struttura ospedaliera pugliese, comunque, sta reggendo bene anche se, com'è ovvio, c'è grande attenzione nel rafforzarla ulteriormente. Si tratta in gran parte di persone asintomatiche o paucisintomatiche, quindi al momento non c'è uno stress della struttura ospedaliera e nessuna particolare preoccupazione». Però, interventi correttivi sono necessari, soprattutto in alcuni settori come i trasporti: «Bisognerà prendere dei provvedimenti non solo mettere la mascherina sempre quando c'è un contatto ravvicinato con altre persone. Bisognerà fare in modo, ad esempio, che il trasporto scolastico possa essere meno stressato, ipotizzando anche orari delle lezioni sfalsati». Il presidente della Regione critica l'Esecutivo Conte: «I mezzi pubblici non sono aumentati anche perché il governo non ha ritenuto di stanziare nemmeno un euro per rafforzare il sistema».

 


Oltre ai contagi, aumenta anche la capacità della Puglia di effettuare tamponi: ieri ne sono stati processati 4.822, anche questo è un record. Dei nuovi casi, 68 riguardano la provincia di Bari, 3 la provincia di Brindisi, 7 la provincia Bat, 80 la provincia di Foggia, 10 la provincia di Lecce, 27 la provincia di Taranto. Sono 4.883 i pazienti guariti (+54 rispetto a martedì) e 3.133 i casi attualmente positivi (+142), dei quali 274 ricoverati (+9) e 2859 a domicilio (+ 133). Degli attuali positivi, lo 0,7% è ricoverato nelle terapie intensive e l'8% negli altri reparti. «Come abbiamo imparato in tanti mesi di esperienza spiega il professore Pierluigi Lopalco, assessore in pectore - non è il dato di una giornata che deve essere valutato, ma l'andamento della curva nel suo complesso. Il dato di ieri è legato alla casuale coincidenza di un aumento di casi in due province. È una situazione da monitorare attentamente che deve comunque invitare tutti noi alla massima attenzione e prudenza».

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Dalle scuole agli ospedali, passando per le Rsa, i casi lievitano: a Bari, 17 dipendenti tra medici e infermieri del reparto di Riabilitazione della clinica Mater Dei sono risultati positivi al Covid-19. Sempre nel capoluogo pugliese, sono stati scoperti 35 contagi nella Rsa Oasi Santa Fara, di cui 20 riguardano anziani, mentre gli operatori sanitari contagiati sono 15. Una pizzeria barese è stata costretta a chiudere dopo la positività di due dipendenti, la Asl sta ricostruendo la catena dei contatti richiamando anche i clienti. «Gli ospedali ha ribadito ieri Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Organizzazione mondiale della Sanità, presente a Bari durante il forum Mediterraneo Sanità che si è svolto in Fiera del Levante - non possono essere la prima linea di una risposta di una pandemia del genere, ma non dovevano essere la prima linea neanche come risposta alla normale influenza negli anni passati». Guerra si è soffermato sui contagi nelle scuole: «Siamo all'inizio, è fondamentale che le misure di sicurezza predisposte all'interno degli istituti vengano garantire anche nel tragitto casa-scuola e viceversa».

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Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 11:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA