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Pillola anti-Covid: guarito il primo paziente pugliese trattato col nuovo farmaco. Chi è e come sta: la speranza dei medici

Pillola anti-Covid: guarito il primo paziente pugliese trattato col nuovo farmaco. Chi è e come sta: la speranza dei medici
di Paola ANCORA
4 Minuti di Lettura
Sabato 15 Gennaio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:15

Ha concluso la terapia e sta bene: niente febbre, nessun sintomo o malessere. Fra qualche giorno dovrà sottoporsi al tampone molecolare, per accertare di essere tornato negativo al Sars-CoV2. Ma il “paziente zero” pugliese, il primo ad aver ricevuto la pillola anti-Covid, «dal punto di vista clinico sta bene» certificano i medici. Ed è proprio il personale sanitario, a partire da Felice Spaccavento, direttore dell’Unità Fragilità e Complessità del Centro prescrittore antivirali della Asl di Bari, a essere fiducioso che anche altri malati potranno trarre giovamento da questa nuova terapia. 

Chi è il paziente zero


Il paziente zero è un 50enne di Altamura affetto da broncopatia acuta e preso in carico dalle Usca della Asl di Bari. Per cinque giorni, dal 10 al 14 gennaio, ha preso le compresse Lagevrio: si chiama così il farmaco contenente il principio attivo Molnupiravir, che – una volta nel nostro corpo malato - agisce inserendosi nel virus, precisamente in un filamento del suo Rna, e impedendogli di replicarsi. Anche per questo le pastiglie di Lagevrio possono essere assunte solo entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi del contagio e solo da determinati pazienti. Il 50enne di Altamura aveva tutti i requisiti necessari: «Sta benissimo – dice Spaccavento -, si sottoporrà al tampone molecolare il 18 gennaio prossimo, ma dal punto di vista clinico sta bene. E stanno bene anche altri due pazienti trattati con il farmaco - aggiunge - mentre in altri due persiste la febbre». Si tratta, in questo caso, di malati oncologici, uno dei quali cardiopatico e molto anziano. «Sono monitorati quotidianamente e devono ancora completare il ciclo di cura con Lagevrio» spiega Spaccavento, che in questi giorni ha ricevuto altre tre prescrizioni della pillola da parte delle Usca della provincia barese. «Le esamineremo in base ai criteri sintomatologici dettati dall’Agenzia italiana del Farmaco e, se sarà possibile, le valideremo». 

La fornitura per la Puglia e l'iter di autorizzazione


Le richieste per una scorta di compresse ci sono in tutte le province: 240 le confezioni di medicinale a disposizione della Puglia, per altrettanti pazienti. Non molte, ma sufficienti ad avere riscontro della bontà degli studi condotti sul farmaco: «Ho proposto l’organizzazione di una riunione settimanale per fare il punto sui malati ai quali stiamo somministrando Lagevrio e seguirne meglio effetti ed efficacia». 
La pillola anti-Covid ha ottenuto il via libera Aifa il 30 dicembre scorso e il 10 gennaio è partita anche in Puglia la somministrazione negli adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono a maggior rischio di progressione verso forme severe della malattia. Insieme al 50enne di Altamura, anche altri cinque positivi hanno ricevuto il nuovo farmaco antivirale il 10 gennaio: un altro uomo di Altamura, un contagiato di Bari, uno di Ostuni in provincia di Brindisi e altri due di Foggia. Poi, nei giorni seguenti, Lagevrio è stato somministrato anche a un malato di Manduria, in provincia di Taranto. 

L'obiettivo della terapia


Obiettivo della nuova terapia è evitare che queste persone, una volta infettate, rischino di finire in ospedale: «Il farmaco - spiega Spaccavento - riduce la sintomatologia lieve e moderata nei pazienti affetti da Covid e limita il peggioramento della malattia. Va prescritto però solo in determinate condizioni, in particolare nei pazienti over18 con fragilità». 
Per il direttore generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, la pillola anti-Covid «è un’ulteriore arma per curare a domicilio i pazienti sintomatici con determinati fattori di rischio, per ridurre le ospedalizzazioni e quindi lasciare posti per i pazienti molto più gravi». Del resto, quello dell’occupazione dei posti letto nei nosocomi pugliesi, è oggi il vero “fianco scoperto” della Puglia: i valori soglia per i reparti di Area medica e le Terapie intensive, infatti, sono già stati superati. E con la corsa di Omicron - che in poco più di un mese ha fatto decuplicare il numero dei positivi - il quadro potrebbe peggiorare ancora, aumentando ulteriormente la pressione sugli ospedali. Lagevrio non sarà la soluzione di questa quarta ondata, ma rappresenta un elemento fondamentale per guardare oltre i bollettini e gli indicatori: rappresenta la speranza. 

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