Festival estivi senza fondi. Attesa per il cda di Apulia: «È la Regione a decidere»

Dopo l'appello del Cinema del reale, scoppia il caso fondi

Festival estivi senza fondi. Attesa per il cda di Apulia: «È la Regione a decidere»
di Giorgia SALICANDRO
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Martedì 7 Giugno 2022, 05:30

Ore caldissime per la rete dei festival del cinema pugliese, e non di certo a causa dell’afa africana di questa prima settimana di giugno. Commenti, passaparola, chat online e offline si sono rincorsi per tutto il weekend dopo il post lanciato sabato pomeriggio sui canali social della Festa di Cinema del reale, che denunciava l’assenza di indicazioni sulle risorse disponibili da parte della Regione Puglia e di Apulia Film Commission, a circa un mese e mezzo dalla data d’inizio del festival, in programma dal 20 al 23 luglio prossimi a Corigliano d’Otranto. Un post che ha rotto il silenzio sul timore diffuso del settore, di fatto paralizzato nell’incertezza dei fondi. Anche perché nelle stesse condizioni ci sono anche altre manifestazioni, una situazione particolarmente preoccupante per gli eventi previsti entro l’estate 2022 che non hanno ancora potuto versare anticipi né programmare ad ormai una manciata di settimane dall’arrivo in Puglia degli artisti (e del pubblico).

Tensione tra operatori dello spettacolo e Afc


La tensione è tangibile e non sfugge ai vertici di Apulia Film Commission. Nel pomeriggio di ieri, nelle chat degli addetti ai lavori è circolato un messaggio che rassicurava circa l’arrivo imminente di aggiornamenti sulla questione, messaggio riportato anche dalla consigliera regionale con delega alle Politiche culturali Grazia Di Bari: «Il 13 giugno è stato convocato il Consiglio d’amministrazione della Afc e al termine forniremo dettagli sui festival».
Proprio dall’Ente regionale «sono attese novità e determinazioni sulle risorse», come confermano Simonetta Dellomonaco e Antonio Parente, rispettivamente presidente e direttore di Apulia Film Commission. «Mi sono impegnata personalmente per garantire l’attuazione dei festival – la risposta di Dellomonaco - con la Regione stiamo cercando il modo per far fronte alla difficile situazione causata dal periodo in cui stiamo operando, ovvero l’esaurimento delle risorse sulla vecchia programmazione 2014-2020 e il ritardo della partenza della nuovo POR 2021-2027, dovuto alla pandemia».

I motivi del ritardo


A quanto pare, proprio i ritardi sullo stanziamento delle risorse europee destinate alle regioni sarebbero la causa del cambio di programma circa un possibile bando pubblico per il finanziamento ai festival pugliesi, del quale si è continuato a parlare fino a pochi mesi fa nelle riunioni di Apulia cinefestival network ma che è stato poi definitivamente messo da parte a causa dell’accorciarsi dei tempi a disposizione prima dell’avvio della stagione dei festival. 
Le ultime notizie trapelate da quegli incontri parlano di fondi da destinare anche quest’anno, in via straordinaria, alle singole manifestazioni, ma anche dell’esiguità delle risorse disponibili.
E però, c’è chi su quest’ultimo particolare storce il naso, richiamando i 900mila euro destinati al Bifest di Bari, stanziati in fretta e furia mentre in Afc impazzavano le tensioni interne. 
Netta la risposta della presidente Dellomonaco: «Per me i festival fanno parte del patrimonio culturale della Puglia, alcuni sono storici e consolidati, altri sono più giovani ma comunque realizzati da professionisti e quindi meritevoli».

Anche il Cinzella a rischio?


Intanto, negli staff delle rassegne la preoccupazione cresce tanto più si avvicina la data di inizio prevista. Il Cinzella Festival di Taranto accenderà gli schermi il prossimo 24 giugno. «L’anno scorso è stato particolare a causa della pandemia, ma le risorse sono arrivate e dopotutto ce l’abbiamo fatta – dichiara Gianni Raimondi, presidente dell’associazione AFO6 che organizza la manifestazione – le criticità le registriamo quest’anno, perché al 6 giugno non abbiamo ancora nessun tipo di comunicazione a riguardo. Il Cinzella è diventato una tradizione e non potevamo rischiare di far saltare un’edizione, “ci siamo fatti il segno della croce” e siamo andati avanti. Crederci e osare fa parte della nostra mission, e poi ci vogliamo fidare di Afc con l’auspicio che si risolvano queste problematiche. Certo è che se i fondi non dovessero arrivare sarebbe un grave problema per noi».

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