La Puglia riapre: a sorpresa è in fascia gialla. Allo studio un nuovo Dpcm che potrebbe modificare ancora il quadro

Sabato 9 Gennaio 2021 di Francesco G.GIOFFREDI

In fascia gialla, da lunedì e fino a venerdì 15. All'apparenza quasi per caso, di certo controvoglia - almeno poggiando l'orecchio a terra dalle parti della Regione, che avrebbe preferito il giro di vite. Tutto il Paese, oggi e domani, sarà tinteggiato di arancione (tradotto: livello intermedio di restrizioni), poi da lunedì torna il sistema differenziato a fasce: ieri Roberto Speranza, ministro della Salute, ha firmato l'ordinanza. La Puglia è destinata al colore giallo, solo cinque regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia) sono in fascia arancione, nessuna si tingerà di rosso, tutte scelte ufficializzate sulla base dell'ultimo report settimanale di ministero e Istituto superiore di sanità.


Questo è il quadro, per ora. Perché è già in cottura il nuovo Dpcm, che entrerà in vigore dal 16 gennaio: stretta generalizzata o quasi, visto che gli epidemiologi prevedono un'altra impennata dei contagi e dei ricoveri. L'allarme corre sottotraccia anche in Puglia, tanto che il governatore Michele Emiliano commenta così: «Sinceramente avrei preferito una decisione politica del governo per mandare tutta l'Italia in arancione come ho sostenuto sin all'inizio della scelta del sistema delle tre diverse colorazioni. Ma al di là della zona gialla, abbiamo un indice di incremento dei contagi che non mi rassicura per niente. Siamo sempre in grave pericolo e non siamo affatto in sicurezza». La Regione al momento non valuta di varare, o di chiedere al governo di farlo, zone rosse o arancioni per una porzione della Puglia come già accaduto a dicembre: Emiliano preferisce aspettare il nuovo decreto per poi tirare le somme, anche alla luce della curva epidemica.


Perché alla Puglia è stato assegnato il colore giallo? Il parametro dirimente è Rt (l'indice di trasmissibilità del virus): si attesta a 1, esattamente come la scorsa settimana. Valore al confine, perché oltre quella soglia scatta la fascia arancione (a 1,25 c'è il rosso, secondo le modifiche più severe introdotte dal decreto del 5 gennaio). La Puglia sembra passeggiare davvero sul filo del rasoio, e il giallo rischia d'essere solo una parentesi: secondo l'ultimo report di ministero e Iss, è tornata nella classificazione complessiva di rischio «alta» - dopo la tregua dei sette giorni precedenti. Sono 12 le Regioni così catalogate dal report, circostanza che restituisce il clima di preoccupazione che aleggia tra le istituzioni politiche e scientifiche. E che sarà il motore del nuovo dpcm in lavorazione, anche alla luce di Rt oltre 1 nella media nazionale.


Altro indicatore sintetico da monitorare con massima attenzione è l'incidenza per 100mila abitanti nei 14 giorni: in Puglia è a 318.34, soltanto in quattro regioni è più alta. In rialzo, sempre stando al report, il trend settimanale di casi e di focolai. L'altro parametro che orienterà in modo decisivo le scelte per il nuovo decreto è il tasso di occupazione ospedaliera: il report di ministero e Iss registra per la Puglia percentuali rispettivamente del 30% (terapie intensive) e del 43% (altri reparti Covid), l'uno di un pelo entro la soglia e l'altro invece di tre punti oltre. Ma già ieri i 33 nuovi ingressi in terapia intensiva (valore più alto d'Italia) hanno fatto schizzare il tasso d'occupazione al 36%. «I reparti ospedalieri - ribadisce non a caso Emiliano - stanno tornando a riempirsi, pur essendo capienti e organizzati. Ricordate che aumento dei contagi significa, anche con le migliori cure e i posti letto necessari, aumento dei morti e delle gravi complicazioni invalidanti. La curva dei contagi va dunque tenuta comunque bassa anche se abbiamo le terapie intensive pronte ad accogliere tutti quelli che ne hanno bisogno». Ad ogni modo «la rete ospedaliera mai ci ha mandato in zona rossa come pure è successo a tante altre regioni con storia sanitaria positiva». Ma non finisce qui, c'è un altro indicatore nel report settimanale che fa scattare l'alert. Si tratta della percentuale settimanale di tamponi positivi sul totale, escludendo attività di screening e re-testing (i tamponi di conferma): in Puglia è al 36,2%, è il tasso più alto d'Italia.


La pioggia di esortazioni descrive il cammino in salita. Dice Speranza: «Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione, il virus circola molto e l'indice di contagio è in crescita». Ribadisce Emiliano: «Rivolgo un appello a tutti coloro che possono fare a meno di uscire di casa e che possono operare a distanza attraverso la tecnologia di lavorare e studiare da casa. E di non uscire se non per stretta necessità». I dati del monitoraggio settimanale di ministero e Iss indicano un «peggioramento generale» degli indici della pandemia che porta ad un «aumento del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile». Un quadro allarmante che, si rileva nel monitoraggio, evidenzia come l'epidemia si trovi «in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti».

Ultimo aggiornamento: 18:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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