Un errore del Ministero manda in tilt le regioni: «Puglia e Umbria in zona gialla»

Un errore del Ministero manda in tilt le regioni: «Puglia e Umbria in zona gialla»
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Mercoledì 4 Agosto 2021, 12:41 - Ultimo aggiornamento: 20:07

Non è ancora chiaro se si sia trattato di una svista o se di un intervento di un hacker - e in quel caso ci sarebbe da preoccuparsi -, anche in considerazione delle notizie dei dati sottratti in via informatica alla Regione Lazio. Di sicuro, però, la notizia di una Puglia retrocessa improvvisamente in zona gialla assieme all'Umbria - notizia riportata sul sito del ministero della Salute - non corrisponde a realtà.

Nessuna retrocessione


La Puglia, infatti, pur facendo registrare da alcuni giorni un aumento sul numero dei nuovi casi positivi e degli attuali contagiati è ancora ben lontana - almeno per il momento - dalla zona gialla, prospettiva che invece rischia di diventare concreta nelle prossime settimane per Sardegna e Sicilia.
Intanto, l'obbligo del green pass per il personale scolastico è una delle tante ipotesi che potrebbe arrivare sul tavolo del governo. Anche se al momento nulla è deciso. In attesa della cabina di regia e del Cdm, che sono previsti domani, allo studio ci sarebbero le nuove misure per la scuola e i trasporti mentre, almeno per ora, non si discuteranno le norme sul certificato nei luoghi di lavoro e resta un rebus l'ipotesi di Pass per alcune categorie di lavoratori. Per il personale scolastico, l'ipotesi che circola in queste ore in ambienti di maggioranza, sarebbe quella di introdurre l'obbligo del pass, anche considerando che l'incidenza di vaccinati tra insegnanti e personale è già altissima, dell'85% circa: sono invece quattro le Regioni che registrano un numero consistente di scettici del vaccino tra i prof (Sicilia, Liguria, Sardegna e Calabria). Resta in campo, ma è meno probabile, l'ipotesi di intraprendere percorsi specifici con misure ad hoc, come la Dad, laddove il numero di immunizzazioni fosse stato ancora basso.

Tra le forze politiche era anche spuntata in queste ore l'ipotesi di allargare la platea di persone per le quali il lasciapassare dovrebbe diventare tassativo. L'idea, che sembra per il momento accantonata, era di rendere obbligatorio, dai ristoratori agli istruttori delle palestre, il passaporto verde in tutti quelle attività per le quali ne è prevista l'esibizione. Ma la prima difficoltà sarebbe stata sui tempi: da venerdì prossimo il pass sarà già necessario per l'accesso a spettacoli, cinema, centri termali, piscine, palestre e ristoranti al chiuso e anche nel caso di consumazione ai tavoli che si trovano all'interno dei bar. Sono ore determinanti anche per l'approvazione in generale del Piano Scuola, in vista del rientro a settembre. Il documento dovrebbe essere discusso, non è ancora chiaro se informalmente, dai governatori domani in una riunione straordinaria della Stato-Regioni. L'intenzione del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi - e di tutto l'Esecutivo - è di ripartire con le lezioni in presenza, seguendo la linea dettata dal Comitato Tecnico Scientifico nel suo ultimo parere fornito al dicastero. Da questo punto di vista sarà anche determinante l'aumento del numero delle corse, visto che l'80% della capienza non è sufficiente a garantire distanziamento su metro e autobus.
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