Puglia, un passo indietro: 20 contagi in 24 ore. Non accadeva da due mesi

Sabato 1 Agosto 2020 di Maddalena MONGIò
In Puglia è impennata di contagi da Covid nelle ultime 24 ore: 20 nuovi positivi in un giorno, un dato che non si registrava da oltre due mesi (il 22 maggio i nuovi casi erano stati 27, il giorno dopo nove, e da quel momento in poi non era mai stata toccata quota 20 in una sola giornata). Ieri quattro nuovi contagi in provincia di Lecce (e tra questi anche un bimbo di tre anni), 12 nel Foggiano, quattro in provincia di Bari. Nessun decesso, ma sale ancora il numero degli attualmente positivi: sono 112.

Sotto la lente d'ingrandimento i focolai: uno a Lecce, tre a Foggia. Il tratto che unisce le regioni in tutta Italia riguarda i casi in aumento, una costante da giorni che preoccupa gli scienziati. Nel Foggiano uno dei focolai interessa la zona di Cerignola e riguarda due gruppi familiari collegati tra loro. Il maggior numero di contagi si sarebbe registrato dopo la festa di compleanno di una 18enne: 7 casi Covid il bilancio. Il caso indice dovrebbe essere quello di una donna con sintomi suggestivi che a sua volta avrebbe contagiato il marito, un infermiere in forze all'ospedale di Cerignola dove il reparto, come da prassi in questi casi, è stato bonificato e tutto il personale che ha avuto contatti stretti con l'uomo è stato sottoposto a tampone. Proprio questa coppia, partecipando alla festa di compleanno, ha contagiato altre 7sette persone. Il direttore generale della Asl di Foggia Vito Piazzolla dichiara: «Le persone risultate positive al Covid19 nelle ultime 24 ore si trovavano già in isolamento domiciliare in quanto erano a loro volta entrate in contatto diretto con casi positivi. Questo significa che il lavoro di contact tracing dei dipartimenti di prevenzione delle Asl e l'attività di sorveglianza attiva per chi si trova in isolamento domiciliare sta limitando al massimo la diffusione del contagio. In provincia di Foggia allo stato sono stati circoscritti tre focolai e messi sotto controllo».

Sotto controllo anche i casi nelle province di Lecce e di Bari individuati grazie all'intensa attività di screening, incluso chi arriva dall'estero, e di sorveglianza attiva. Il direttore generale della Asl di Bari Antonio Sanguedolce con riferimento ai quattro casi della sua provincia dichiara: «Sono casi appartenenti a due nuclei familiari diversi individuati grazie alla sorveglianza attiva e allo screening. Presentano tutti sintomi lievi ed è già in corso l'attività di indagine epidemiologica per individuare i contatti stretti».

Per quanto riguarda il focolaio nel Leccese, il caso indice è quello di un cardiologo 65enne, libero professionista, che lavora in convenzione con diverse strutture sanitarie salentine. Sono ormai 30 i casi collegati al medico, diretti e indiretti. Come sempre avviene nei focolai i contagi si sono sviluppati per contatto diretto con il medico e da persone che sono state a contatto con questi contagiati contagiandosi a loro volta. Una catena, insomma. Per quanto riguarda i 4 casi che si sono registrati ieri nel Salento presentano le caratteristiche consuete dei contagi dell'ultima settimana. Due persone (una di Lecce e l'altra di Minervino) sono risultate positive al rientro dalla Polonia uno e dall'Albania l'altro. E poi ci sono due contagi che riguardano una mamma e il suo bambino di 3 anni, di Cursi, infettati da persona contagiata dal cardiologo. In pratica i casi, ancora una volta, sono di importazione, ossia provengono dall'estero, o sono collegati al focolaio generato dal cardiologo.

Con il bollettino epidemiologico di ieri, il totale complessivo dei Covid sale a 4.631, mentre i tamponi sono stati 241.836 di cui 1.832 un giorno fa. Di pari passo continua il lavoro di ricerca per conoscere il virus. Nei giorni scorsi sono stati resi noti i dati del rapporto Impatto dell'epidemia Covid-19 sulla mortalità: cause di morte nei deceduti positivi a Sars-CoV-2 realizzato dall'Istat e dall'Istituto Superiore di Sanità dopo aver analizzato le informazioni riportate dai medici in 4.942 schede di morte, di soggetti diagnosticati microbiologicamente con test positivo al virus Il risultato statistico sui decessi da Covid-19 dice che «è la causa direttamente responsabile della morte nell'89% dei decessi di persone positive al test Sars-CoV-2, mentre per il restante 11% le cause di decesso sono le malattie cardiovascolari (4,6%), i tumori (2,4%), le patologie del sistema respiratorio (1%), il diabete (0,6%), le demenze e le malattie dell'apparato digerente (rispettivamente 0,6% e 0,5%)». Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 12:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA