Cemento e consumo di suolo. Puglia maglia nera al Sud

Domenica 5 Dicembre 2021 di Antonio BUCCI

«Torniamo a pianificare. Vale per noi per primi, in Regione, ma tornino a farlo anche i Comuni, pur con tutte le difficoltà che hanno, da protagonisti del governo dei territori. Non li lasceremo soli». L'appello è firmato Anna Grazia Maraschio assessore regionale ad Ambiente e Urbanistica - e arriva in occasione della Giornata mondiale del suolo, ricorrenza istituita dal 2014 dall'agenzia alimentare dell'Onu, la Fao, e occasione per parlare anche di consumo di suolo.

I numeri nel report di Ispra


L'ultimo report targato Ispra, infatti, vede la Puglia sul podio. Gli incrementi maggiori, se si prende in considerazione il dato netto in ettari dell'ultimo anno, sono avvenuti in Lombardia, con 765 ettari in più, e in Veneto, a quota 682. A seguire la Puglia, appunto (+493). Cifre in linea con quelle degli scorsi dossier ugualmente preoccupanti. Nei 365 giorni appena trascorsi, le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 56,7 chilometri quadrati, ovvero, in media, più di 15 ettari al giorno. Una escalation che fa perdere al nostro Paese quasi due metri quadrati di suolo ogni secondo. Il conto rischia di essere parecchio salato: un costo complessivo stimato tra gli 81 e i 99 miliardi di euro, in pratica la metà del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Puglia compresa: «Un dato che certifica le politiche di espansione edilizia che hanno caratterizzato la legislatura regionale e comunale negli ultimi anni. Proprio qualche giorno fa - mette in chiaro il presidente di Legambiente, Ruggero Ronzulli -, il Consiglio Regionale all'unanimità ha prorogato per l'ennesima volta il Piano Casa al 31 dicembre 2022 con emendamenti sempre più puntati alla saturazione edilizia ed alla semplificazione degli interventi che, senza una programmazione a monte che ne disciplini la portata, assumono i contorni di un preoccupante snellimento delegislativo che tralascia gli spazi per i servizi e la correlazione delle nuove densità con le infrastrutture (viabilità, parcheggi, verde, ecc) necessarie al vivere collettivo di qualità».

L'appello della Regione: torniamo a pianificare


Se è per questo, il via libera in questione è arrivato con il parere negativo dell'esecutivo e della stessa Maraschio, che non ha mai nascosto di preferire un'altra strada, rispetto a quella tracciata dal Piano Casa e che conferma di lavorare «con gli Ordini professionali, in vista di una fase di elaborazione complessiva di normative urbanistiche e paesaggistiche» improntate a maggiore rispetto per l'ambiente. L'assessora torna poi sul Piano paesaggistico territoriale: «Nella gran parte dei centri non è stato applicato e non ce lo possiamo più permettere. Tanto più se si conta che ci sono Piani regolatori poggiati su un quadro e una previsione di sviluppo, anche demografico, ormai superati» evidenzia l'assessora, parlando di co-pianificazione con l'ente di via Gentile e del tentativo di concretizzare un sostegno ai palazzi municipali che vada oltre quello economico messo in campo finora.


Per Legambiente non basta: «Su iniziativa del consigliere Tutolo, il Consiglio ha votato la modifica di una legge del 2001 che alza l'indice di fabbricabilità fondiaria da 0,03 a 0,1 metri cubi per metro quadro, triplicando, dunque, il potenziale consumo di suolo». Ad aprire un altro fronte ci pensa l'opposizione. «Proprio in queste ore, su proposta del ministro della Transizione ecologica Cingolani, dal Governo nazionale è arrivata l'autorizzazione ad altri sei mega impianti eolici, la metà dei quali nel territorio già sfigurato del Foggiano, a Cerignola e Ascoli Satriano. Che transizione ecologica è - chiede il capogruppo de 2La Puglia domani, Paolo Pagliaro - questo scriteriato via libera a nuovo sfruttamento di suolo in una regione che, pur avendo pagato un prezzo già altissimo, continua ad essere assediata dai giganti dell'eolico affamati di terra e di mare in cui piazzare le loro gigantesche pale, dal Gargano al Salento? Perché non si alzano le barricate contro l'offensiva dei signori delle rinnovabili?». La polemica è appena iniziata.
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