«Mafia, protocolli tra Regione e forze dell'ordine». In commissione procuratori e prefetti di Lecce, Brindisi e Taranto

«Mafia, protocolli tra Regione e forze dell'ordine». In commissione procuratori e prefetti di Lecce, Brindisi e Taranto
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Lunedì 25 Ottobre 2021, 18:46 - Ultimo aggiornamento: 18:48

procuratori di Lecce, Taranto e Brindisi e i prefetti delle tre province salentine sono stati ascoltati oggi dalla commissione d'inchiesta sulla criminalità pugliese della Regione Puglia. «Come politici - ha detto il presidente della commissione Renato Perrini - abbiamo il dovere di "illuminare" quella pericolosa "zona grigia" dove si insinuano insospettabili per fare affari con la pubblica amministrazione».

Il presidente della commissione d'Inchiesta

«Ogni intervento ascoltato oggi in audizione meriterebbe un approfondimento - ha detto Perrini - . Per questo sono davvero grato ai prefetti e ai procuratori di Lecce, Taranto e Brindisi per aver accettato il nostro invito in Commissione d'inchiesta sulla criminalità pugliese. Le loro riflessioni ci hanno fornito spunti e dati che elaboreremo in forma legislativa per quello che è di nostra competenza regionale». Per rendere gli «appalti impenetrabili e controllabili in ogni fase dell'aggiudicazione - ha aggiunto - trovo opportuna la proposta della presidente Capone di firmare protocolli fra Regione e forze dell'ordine perché vengano intensificati i controlli in fase preliminare». «Come politico tarantino, infine, non posso non considerare grave il monito del procuratore aggiunto Carbone sul rischio infiltrazione criminalità nelle risorse che arriveranno per la bonifica dell'ex Ilva nel Pnrr. Tocca anche a noi, politici del territorio, essere sentinelle per evitare che ciò possa consumarsi».

Il procuratore di Lecce Guglielmo Cataldi

«Preoccupa la zona grigia, dove si incontrano gli interessi dei professionisti e, a volte, dei pubblici amministratori con quelli della criminalità organizzata. E noi notiamo sempre più spesso la presenza di questa commistione, particolarmente pericolosa». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Lecce Guglielmo Cataldi in Commissione. «Non sempre la risposta a questi fenomeni deve essere penale - ha detto Cataldi - e per questo lanciamo un grido di dolore condiviso: ci rendiamo conto che non è facile fare il politico in Italia e soprattutto nelle piccole realtà, dove è difficile tenere separati i rapporti tra persone perbene e persone non perbene, ma purtroppo notiamo sempre più spesso provvedimento di scioglimento di Consigli comunali».

Il procuratore di Taranto Maurizio Carbone

«Da parte nostra c'è massima attenzione sul rischio di infiltrazioni criminali sull'utilizzo degli ingenti fondi che arriveranno dall'Europa per il risanamento dello stabilimento Ilva. C'è grande preoccupazione per impedire che vengano solleticati gli appetiti di gruppi criminali». Lo ha detto il procuratore facente funzione di Taranto, Maurizio Carbone.

Il procuratore di Brindisi Antonio De Donno

Il procuratore di Brindisi, Antonio De Donno, ha posto invece l'accento sul rischio che «la riconversione industriale porti a uno stravolgimento del mondo del lavoro», con ricadute occupazionali molto importanti. Su Brindisi, inoltre, è stato evidenziato il fenomeno delle «infiltrazioni criminali nel settori turistico-alberghiero e della ristorazione».

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