Puglia, l'autunno caldo del lavoro: 49 tavoli di crisi. Si punta ai fondi del Pnrr

Puglia, l'autunno caldo del lavoro: 49 tavoli di crisi. Si punta ai fondi del Pnrr
di Andrea TAFURO
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Sabato 28 Agosto 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:52

Si prospetta un settembre caldo per il mondo del lavoro in Puglia con 49 tavoli di crisi aziendale in discussione nella task force regionale del Sepac e 5.324 lavoratori a rischio. Numeri pesanti, a cui si aggiunge la complessa situazione dell’ex Ilva di Taranto, e che disegnano un quadro occupazionale a tinte fosche. Caccia alle soluzioni, cercando di attingere - con deroghe ad hoc - alle risorse del Pnrr. La crisi provocata dal Covid ha interessato il 53% dei lavoratori del settore industriale in senso stretto; il 29% appartenente al settore dei servizi produttivi; il 18% equamente distribuito tra comparto del commercio e servizi alle persone. Ridotte del 10,2% nel 2020 le ore complessive lavorate e, nonostante il blocco dei licenziamenti a livello nazionale, il numero di occupati in Puglia è calato di 13mila unità (report “L’Economia della Puglia” di Banca d’Italia), -1% rispetto al -2% della media nazionale. A pagare il prezzo più alto sul fronte occupazionale sono stati soprattutto i giovani e le donne, con il 70% dei posti di lavoro persi a causa della crisi economica e occupazionale per la pandemia.

Il tavolo


Si ripartirà quindi da uno scenario, figlio delle interlocuzioni e trattative che la task force ha intrattenuto lungo tutto il periodo della pandemia in Puglia, sia ai tavoli di negoziato delle crisi aziendali, sia nel confronto continuo con gli imprenditori, con i sindacati e le istituzioni ad ogni livello, che attualmente vede il 100% dei nuovi tavoli e delle gestioni di crisi per le quali sono stati aperti i nuovi fascicoli ancora in corso di gestione o di avvio delle procedure. Brindisi l’area industriale più colpita a livello regionale. Complessivamente, il 35% delle crisi in gestione al Sepac (17 aziende) è soggetta a monitoraggio stretto (incontri mensili o bimestrali di verifica) mentre per il restante 65% si procede con monitoraggi ordinari con scadenza trimestrale. Per 7 aziende il Sepac ha dovuto attivare tavoli negoziali presso il Ministero del Lavoro ed il Mise per i quali la Task Force regionale ha svolto attività di redazione documentale, verifica ed accompagnamento formale all’evoluzione e conclusione delle trattative. La pandemia ha fatto emergere inoltre tutti i disallineamenti logici dei paradigmi produttivi su cui si basa l’economia del lavoro nel Paese, Puglia compresa. Dall’osservatorio della task force tale squilibrio appare evidente in almeno quattro vesti: la scelta del lavoro precario legata ad esigenze produttive; l’aumento esponenziale dell’indebitamento aziendale a medio e lungo termine (+28,6% nel settore turistico-alberghiero; +16,8% nella logistica; +31,2% nel commercio al dettaglio non-GDO; +11,3% nell’edilizia) con l’automatico rinvio degli investimenti in innovazione ed in ristrutturazione e la conseguente riduzione dei consumi intermedi per la produzione delle famiglie di prodotto innovative già avviate, l’impoverimento crescente e di lungo periodo di una quota non secondaria della popolazione lavorativa (famiglie monoreddito) con la conseguente riduzione dei consumi non essenziali e l’apparente tenuta dell’occupazione stabile, dovuta all’estensione della cassa integrazione, rispetto a quella precaria.

 

La cassa integrazione


In Puglia, le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a luglio 2021 sono state 5,5 milioni e si riferiscono quasi interamente alla causale “emergenza sanitaria Covid”, mentre 403.601 sono le ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate. Ed ancora nel mese scorso gli interventi in deroga della Cig sono stati pari 690.708 ore. Da questi elementi la task force regionale ripartirà nelle prossime settimane per realizzare un monitoraggio costante che possa ampliare l’osservatorio del mercato del lavoro attraverso l’analisi complessiva dei dati Istat e dei riscontri numerici forniti dalle comunicazioni obbligatorie aziendali (Cob). Al vaglio la creazione di patti strategici, per rilanciare la meccanica, l’automotive e l’aerospazio (tra i maggiori indotti economici pugliesi) puntando sulla condivisione di misure straordinarie tra sindacati, parti datoriali, Regioni e Governo, che tengano in conto specifiche politiche attive per le aziende in crisi e deroghe ai regolamenti per l’utilizzo dei fondi del Pnrr.

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