La Puglia resta arancione: «Serve ancora prudenza». L'indice Rt scende a 0,99, ma l'occupazione dei posti in terapia intensiva supera la media nazionale

Sabato 28 Novembre 2020

La Puglia resta zona arancione. Non ci sono ancora le condizioni per promuovere la regione a zona gialla, così come ieri è stato invece deciso per Liguria e Sicilia. Numeri ancora molto alti, e non basta l'abbassamento dell'indice Rt a 0,99. L'eventuale passaggio in zona gialla sarà a questo punto valutato alla fine della prossima settimana, in concomitanza con gli ultimi giorni del Dpcm del 6 novembre. Da domani, invece, Lombardia, Piemonte e Calabria passeranno dalla zona rossa alla zona arancione, e Liguria e Sicilia dall'arancione alla gialla.


«Dopo molte settimane diminuisce leggermente per la prima volta l'incidenza di casi di Covid-19 nel Paese - ha confermato il direttore della Prevezione del ministero della Salute, Gianni Rezza, commentando il monitoraggio settimanale -, anche se si mantiene molto elevata, superiore a 700 casi per 100mila abitanti. Si nota un primo effetto delle misure di contenimento fino ad ora adottate. Purtroppo aumentano i ricoveri ospedalieri e soprattutto quelli in terapia intensiva. Data la situazione è bene continuare a mantenere comportamenti prudenti e tutte quelle misure che siano adeguate rispetto all'evoluzione dell'epidemia».


Secondo gli esperti, insomma, un rilassamento delle restrizioni è da evitare, e per il prossimo Dpcm si profila il divieto di spostamento tra regioni nelle feste, se non per ricongiungimenti tra familiari stretti. La trattativa nel governo e con le Regioni è sull'ampiezza delle deroghe. Resta comunque in vigore il sistema tricolore. Sul coprifuoco alle 22 invece il ministro Francesco Boccia - che giovedì aveva parlato di «Gesù bambino che può nascere anche due ore prima» il 24 dicembre - ribadisce alle Regioni, sentite anche ieri, che la linea del rigore resta per proteggere il sistema sanitario. Da vedere se il premier Giuseppe Conte spingerà invece per una soluzione più morbida sull'orario del tutti a casa nei giorni clou.


Anche i sindacati medici chiedono che la politica «non allenti ancora una volta la guardia», per non ripetere gli errori fatti la scorsa estate: in vista delle festività natalizie le misure in atto «non vanno ammorbidite perché se è vero che l'epidemia sta rallentando, è anche vero che gli ospedali sono ancora sovraccarichi. Chiediamo al Parlamento, al Governo e alle Regioni di ascoltare le decine e decine di migliaia di colleghi che da mesi lavorano senza tregua nell'emergenza territoriale e negli ospedali, amareggiati per il dibattito in corso su riaperture che, sotto le pur comprensibili esigenze dell'economia, celano sottovalutazioni del rischio di una ripresa della pandemia che potrebbe sommarsi nei prossimi mesi alla diffusione stagionale dell'influenza».
Ed è il report settimanale Altems dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica campus di Roma a confermare che 12 Regioni hanno esaurito i posti letto aggiuntivi di terapia intensiva per malati Covid. E tra questi c'è anche la Puglia. In particolare, sottolinea il Rapporto, la Puglia sta utilizzando il 20,39% della propria dotazione strutturale di posti letto di terapia intensiva. 
Su questo dato, va considerato che un altro rapporto, firmato da Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, aggiornato a ieri, 27 novembre, il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva Covid in Puglia è arrivato al 44%, sopra la media nazionale di un punto percentuale. Per quanto riguarda, invece, i posti letto Covid di «area non critica», come malattie infettive e pneumologia, il tasso di occupazione è pari al 50%, in linea con la media nazionale ma in aumento rispetto a sette giorni fa, quando era fermo al 44%.

Il governatore Michele Emiliano ha spiegato ieri che «c'è ancora un numero molto elevato di terapia intensive e i posti letto che verranno realizzati nella Fiera del Levante serviranno per consentire agli ospedali di riprendere l'attività ordinaria, trasferendo i pazienti in una struttura più grande». Emiliano ha poi aggiunto: «Abbiamo avuto migliaia e migliaia di contagi da campagna elettorale perché ce le hanno fatte fare in un momento sbagliato, avremmo dovuto farle in estate, come avevano chiesto le Regioni, quando i contagi erano a zero». Il governatore pugliese è tornato anche sul tema delle scuole sostenendo che la «Puglia viaggia più o meno con 15 giorni di ritardo» rispetto al picco di contagi che si registra nel resto d'Italia «perché abbiamo aperto le scuole più tardi, sapevo che sarebbero state un innesco e ho spostato la riapertura». Rispondendo, invece, ad una domanda sulla carenza di medici, lamentata in Consiglio regionale dallo stesso Emiliano, il presidente della Regione Puglia conferma: «Non abbiamo anestesisti in Italia perché tutti i governi si erano fatti convincere che la sanità poteva funzionare con i dispositivi al minimo». «In tutta Italia - ha detto ancora - i contagi sono 10-11 volte quelli di marzo-aprile, tutti gli scienziati sono stati sorpresi dall'entità della seconda ondata», quindi «siamo tutti sulla stessa barca e stiamo cercando di difenderci».

 

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