Psr, Puglia ancora ultima fra le regioni: a rischio milioni di euro di fondi europei

Sabato 17 Ottobre 2020 di Maria Claudia MINERVA

Nonostante i buoni propositi dell'Autorità di gestione del Psr, la Puglia, con un avanzamento della spesa pari al 35,03%, notevolmente inferiore sia alla media nazionale al 50,34% che a quella delle Regioni meno sviluppate al 44,66%, risulta sempre ultima fra tutte le Regioni e Province autonome.


I nuovi dati sono stati appena pubblicati dalla Rete Rurale Nazionale che ha reso nota la Tabella Agea Coordinamento con tutte le voci relative all'avanzamento della spesa (sia quella pubblica, sia la quota Feasr) programmata ed effettivamente sostenuta dalle Regioni e dalle Province autonome al 30 settembre 2020 e relativa situazione disimpegno automatico Feasr al 31 dicembre 2020.

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La situazione registra notevoli differenze fra le varie Regioni: tra quelle meno sviluppate sono notevoli l'exploit della Calabria (57,36%), che ha già raggiunto da tempo il target di spesa previsto al 31/12/2020, e della Campania (46,44%). Seguono la Sicilia (44,24%) e la Basilicata (43,74%). La Regione Puglia, invece, continua ad occupare l'ultimo posto, a notevole distanza dalle altre, come percentuale di realizzazione delle spese degli anni di impegno 2015/2016/2017 con appena il 69,64% rispetto alla media nazionale che è del 97,79% e delle regioni meno sviluppate pari, invece, all'87,35%.


Considerata la percentuale raggiunta finora, per la Puglia la rimanente spesa pubblica e relativa quota Feasr a rischio disimpegno automatico al 31/12/2020 sono pari rispettivamente a 266.144.303,60 e 161.017.303,68 euro. Già lo scorso anno la Regione ha mancato il suo obiettivo di spesa 142 milioni, di cui 86 del Feasr poi, di fatto, riavuti grazie alla deroga concessa dalla Commissione Europea, per cause di forza maggiore, vale a dire i ricorsi al Tar che avevano bloccato la macchina amministrativa. Ora il rischio di perdere i fondi è di nuovo dietro l'angolo, motivo per cui il fronte delle contestazioni alla gestione regionale del Psr resta sempre caldo, tanto che è quasi quotidiano lo scontro sulle somme ancora non spese. Il presidente Emiliano, all'indomani della sua riconferma alla guida della Regione Puglia, aveva annunciato di voler cambiare passo, affidando la gestione all'agenzia Puglia Sviluppo e puntando su erogazioni a sportello. Ma il tempo stringe. Le problematiche maggiori del Programma rurale restano quelle legate alla definizione dei bandi e alle successive modifiche. Di fatto, le misure più importanti, quelle che hanno un portafoglio più sostanzioso, sono quelle bloccate dal Tar: la 4.1A, la 6.1 (il pacchetto giovani) e la 6.4 (sostegno ad investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole). Bandi che dovrebbero anche aiutare gli imprenditori che hanno subito danni dalla xylella che continua la sua avanzata verso il capoluogo regionale.
Intanto, a proposito di xylella, ieri Arif ha proceduto all'abbattimento due alberi d'ulivo rinvenuti nella zona cuscinetto di Monopoli. In quell'area sono stati rinvenuti più focolai e piante infette anche nella zona indenne.

Per accelerare sui tagli, il sindaco della cittadina Annese ha incontrato il direttore dell'Arif Ferraro insieme ai proprietari terrieri dei campi incriminati. Durante il primo incontro avvenuto in Municipio a Monopoli i proprietari hanno dato la loro disponibilità a tagliare le piante volontariamente, dietro corrispettivo deciso dalla Regione, che oscilla tra i 90 e i 170 euro, a seconda del tipo di albero che viene abbattuto. Così facendo si sta cercando di arginare il problema dell'avanzata veloce della fitopatia, che rischia di compromettere un tessuto produttivo molto variegato, considerato che oltre agli ulivi nei terreni si coltivano diversi ortaggi. Come ha assicurato il neo assessore regionale all'Agricoltura, Donato Pentassuglia, in una intervista rilasciata nei giorni scorsi al nostro giornale, ora la priorità è fermare l'infezione già arrivata nel Barese. Quasi pronto un piano per l'applicazione delle misure anti xylella e per la rigenerazione olivicola del Salento già divorato dall'epidemia.

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