Pressing sul governo per i corridoi Ue: «La battaglia prosegue»

Mercoledì 22 Settembre 2021 di Massimiliano IAIA

Prosegue il pressing sul governo, ma anche sull’Europa, da parte delle forze parlamentari del territorio che chiedono che Brindisi e il Salento non siano esclusi da corridoio Ten-T, le reti di trasporto veloce da completare entro il 2030.

 

In Commissione


Il centrodestra ribadisce di essere pronto a proseguire la battaglia, proprio quando nella giornata di oggi in Commissione Trasporti alla Camera è prevista la discussione della risoluzione di cui è primo firmatario il deputato Gianluca Rospi, vicepresidente del gruppo “Coraggio Italia”. La mancata previsione del Ministero delle Infrastrutture del corridoio Bari-Brindisi-Lecce nella revisione delle reti trans-europee di trasporto, dice Rospi, «è una decisione che va contro la priorità per la quale nascono questi Corridoi europei: garantire per merci e passeggeri trasporti rapidi, efficienti e intermodali tra i paesi europei, eliminando i colli di bottiglia esistenti». Nella risoluzione si chiede al Governo di attivarsi presso l’Unione Europea per inserire nella revisione una serie di interventi ferroviari indispensabili per lo sviluppo del Paese. Tra questi il completamento della dorsale adriatica ad Alta Velocità tra Ancona e Lecce, e non solo fino a Bari, così come previsto dal Ministero delle Infrastrutture. «Si renderebbe così il corridoio ferroviario Scandinavo-Mediterraneo davvero completo consentendo lo sviluppo del porto di Taranto e dei porti dell’Adriatico con collegamenti più rapidi e diretti tra l’Europa e il Mediterraneo. Certo, verrebbe da chiedersi perché l’Alta velocità sulla linea Adriatica fino a Bari toccherà solo i 200 chilometri all’ora e non i 300 come nel centro-nord Italia. La Puglia non finisce a Bari ogni giorno trascorso dai territori brindisini e salentini fuori dalle rotte del futuro aumenta il gap infrastrutturale che attanaglia questa fetta del Mezzogiorno d’Italia. Il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile Giovannini ha accolto la nostra reiterata richiesta di inserire nelle Ten-T la prosecuzione a sud di Ancona del corridoio adriatico con la linea Ancona-Foggia che aggancerà la Bari-Taranto, completando l’intero percorso che mette in collegamento Adriatico e Ionio. Tuttavia, occorre un altro sforzo». «D’altronde – conclude Rospi – escludere dal Core network il polo di Brindisi è un grande errore tattico, logistico e sistemico. Stesso discorso per Lecce: nell’estate che vede l’hashtag #salento ripetuto milioni di volte su Instagram, condannare gli utenti a muoversi su rotaia con tecnologie che non appartengono a questo tempo appare francamente incomprensibile». 

D'Attis


Tra i primi ad essersi occupato della questione c’è sicuramente il parlamentare brindisino di Forza Italia Mauro D’Attis, che proprio la scorsa settimana aveva interrogato il ministro Giovannini in un question time alla Camera. «Continueremo a farci portavoce delle istanze del territorio - dice D’Attis - e lo faremo non solo con il governo nazionale ma anche, attraverso il contributo dell’europarlamentare Andrea Caroppo, con l’Europa».

De Lorenzis


Secondo il presidente della Commissione Trasporti alla Camera Diego De Lorenzis, comunque «non c’è nessuna volontà di escludere. Ci sono però criteri oggettivi riguardanti gli attuali flussi di traffico e che vanno rispettati». De Lorenzis sottolinea tuttavia come «l’appartenenza al gruppo “core” non comporti vincoli allo sviluppo del territorio. Solo per fare qualche esempio, la Termoli-Lesina o la prosecuzione della linea adriatica non hanno nulla a che vedere con la possibilità che il corridoio venga esteso o meno. Quel tratto è già stato finanziato dallo Stato, e ha intenzione di realizzarlo, quindi non ha senso il grido d’allarme di chi grida allo scandalo per l’esclusione di Brindisi o del Salento». De Lorenzis conclude: «Taranto e Brindisi sono collegate da una linea ferroviaria, che qualcuno chiede di raddoppiare. Eppure, al momento quella capacità ferroviaria è sottoutilizzata, c’è più traffico automobilistico che ferroviario, e quindi è evidente che nel programma dei trasporti Rfi abbia fatto scelte diverse. Ma questo non vuol dire che questi territori saranno trascurati, tutt’altro. E i parlamentari del territorio, con Regione e sindaci si preoccuperanno di chiedere al governo di impegnarsi a finanziare le realtà che fanno parte della “comprehensive”, della rete secondaria».

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