Politiche, tensione fra Pd e civici sui posti in lista utili all'elezione: è braccio di ferro

Politiche, tensione fra Pd e civici sui posti in lista utili all'elezione: è braccio di ferro
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Venerdì 12 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:02

Nell’ottica di un’alleanza strutturale che porti al Pd i consensi necessari per tentare di opporsi all’avanzata del centrodestra avanti nei sondaggi, i civici pugliesi non fanno sconti: vogliono che l’accordo passi per un reale riconoscimento del loro peso e ieri lo hanno ribadito alla segreteria Pd, cui spetterà trovare una sintesi se non vorrà correre da solo alle Politiche e ovviamente anche ai prossimi appuntamenti elettorali. L’aut aut è chiaro.
Al tavolo tra il partito e le liste collegate a Michele Emiliano che si è tenuto a stretto giro dell’incontro romano con Letta, erano seduti il segretario regionale dei democratici Marco Lacarra, gli assessori regionali Alessandro Delli Noci e Sebastiano Leo in rappresentanza delle liste “Con Emiliano” e “Per la Puglia”. La proposta è sempre quella: un posto di sicura elezione per il capo di gabinetto Claudio Stefanazzi in cambio della disponibilità di Sebastiano Leo ma anche di Cusmai a Bari a mettersi a disposizione del Pd per i collegi senza paracadute di Lecce e di Bari. Niente di più dello schema esposto a Letta da Emiliano, ottenendo un ok di massima, ma rimandando il problema al regionale.

Le dichiarazioni

Lacarra prende atto: «A seguito dell’incontro con le liste civiche Con e Per la Puglia, rappresentate dagli Assessori regionali Sebastiano Leo e Alessandro Delli Noci, che si è svolto in un clima di assoluta cordialità - spiega il segretario -, abbiamo convenuto di proseguire il percorso iniziato assieme con le elezioni regionali del 2020. Un percorso - prosegue - che ha visto e vedrà nei prossimi appuntamenti elettorali il Partito Democratico della Puglia dialogare costantemente con un mondo civico rappresentante di una parte importante dell’elettorato e decisivo anche ai fini delle vittorie riportate in questi anni sul territorio. Abbiamo dunque definito una linea comune per le elezioni politiche di settembre, fondata su una convergenza programmatica e sulla volontà di dare una rappresentanza alle forze del civismo della maggioranza di governo regionale anche nelle istituzioni nazionali».

Anche Delli Noci è positivo: «Il risultato politico principale è avere costruito le basi per alleanza politica e programmatica anche per il futuro. Un dialogo strutturale tra mondo civico e Pd, poi questo è chiaro che si attui anche attraverso il coinvolgimento in prima persona dei civici anche nelle prossime politiche, anche visto il percorso del mondo civico verso una strutturazione statutaria e organizzativa importante». Delli Noci parla del movimento politico legato alla figura di Emiliano che abbraccerà quello che è stato il laboratorio Puglia. «Rispetto alle Politiche - aggiunge - abbiamo chiesto un protagonismo degli attori principali di questo laboratorio». 

I nodi

Una volta formalizzata la comunione di intenti tra le parti resta però da capire come dare spazio a Stefanazzi senza mortificare le aspirazioni dei democratici già pronti alla candidatura. Il primo scoglio è il posto intoccabile di Francesco Boccia. Letta nell’incontro dell’altra sera, senza specificare se capolista alla Camera o al Senato, lo ha definito imprescindibile per la Puglia. Le vie d’uscita restano dunque quelle già esplorate nei giorni scorsi: che una donna del nazionale (Camusso, Boldrini, Furlan?) possa prestare la sua candidatura anche in Puglia rinunciando all’elezione. In questo caso bisognerebbe garantire però anche una casella all’uscente Assuntela Messina, che tratta direttamente con il nazionale. Mentre Antonio Decaro spingerebbe per il secondo posto al Senato la sindaca di Bitetto Fiorenza Pascazio. 
Che si tratti della testa di lista al Senato nel plurinominale (dove dovrebbero passare i primi due degli 8 nomi) oppure dei listini bloccati dei plurinominali alla Camera, la scelta non sarà indolore. Da una parte infatti il Pd deve garantire gli uscenti, fatta eccezione per Michele Bordo alla fine del quarto mandato. E già la postazione di Dario Stefàno appare in bilico da un po’, tanto che si spingerebbe per la Camera. Dall’altra garantirsi la linfa dei civici. Non è escluso allora che un sacrificio venga chiesto alle possibili new entry. Anche visto che a Letta Emiliano ha ricordato senza mezzi termini che candidati ritenuti suoi fedelissimi come il vicepresidente della giunta Raffaele Piemontese e la presidente del Consiglio Loredana Capone, sono in realtà del Pd.

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