L'intervista/Amati: «Emiliano e Con? Scalata ostile al Pd, reagiamo. È solo un’operazione di potere»

L'intervista/Amati: «Emiliano e Con? Scalata ostile al Pd, reagiamo. È solo un’operazione di potere»
di Oronzo MARTUCCI
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Sabato 31 Luglio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:34

Il presidente Emiliano sta conducendo una legittima scalata ostile nei confronti del Pd. Sono però turbato dal fatto che chi rappresenta il partito lo lasci fare»: Fabiano Amati, eletto con il Pd, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale, commenta con parole molto critiche l’attività di federatore delle liste civiche e di pontiere tra il Pd e il M5s di Giuseppe Conte che sta conducendo il presidente della Regione con l’obiettivo di strutturare sul territorio un movimento, Con, che partecipi da subito alle amministrative e in prospettiva alle elezioni politiche del 2023.
Presidente Amati, Emiliano vuole aiutare il centrosinistra a vincere e «a resistere», sono sue parole, «a questo vento delle destre più deteriori, che non è affatto ineluttabile». Cosa non va, cosa la turba?
«Beh, i latini dicevano: diffida sempre di chi ti porta doni e dice di farlo per aiutarti. Al di là di questa dichiarazione di aiuto per la vittoria, non vi è un solo argomento di merito o una narrazione che possa convincermi a condividere il progetto di chi lavora per piazzare suoi uomini in tutti i contenitori politici, compreso il M5s di Conte. Questa è bulimia di potere, non è politica».
Se la situazione è così grave, c’è da chiedersi: il Pd che fa?
«Vi è una soggezione psicologica evidente, una sorte di sindrome di Stoccolma che impedisce a chi rappresenta il Pd di ribellarsi a questa situazione, a vederla concretamente per quella che è: una operazione di potere, ammantata di paternalismo, che distrugge il Pd».
È vero però che il centrosinistra il Puglia perde sempre alle elezioni politiche.
«Appunto. Il centrosinistra perde sempre, e colleziona sonorissime sconfitte, perché non è nelle corde del voto di opinione, che si manifesta il modo più chiaro in occasione delle elezioni politiche, ma è nelle corde delle rappresentanze legate al potere. Così è ora e così è stato anche ai tempi della cosiddetta “Puglia migliore”, con Vendola presidente, quando vincevamo tutte le elezioni amministrative e perdevamo alle politiche».

Resta il fatto che il centrosinistra vince alle amministrative.
«Perché abbiamo una classe dirigente locale più presentabile dei nostri avversari, si tratta di un valore collettivo che non va certo a merito di Emiliano, il cui tatticismo politico è senza tempo e senza storia. E il Pd non deve permettere che continui nella scalata ostile».
Ma c’è davvero nel Pd chi vuole condurre battaglie di merito o anche tra i democratici molti si aspettano di poter beneficiare del sistema di potere di Emiliano?
«C’è nel Pd chi vuole condurre battaglie di merito e le conduce, ci mancherebbe. Io sono iscritto al Pd, e come me tanti altri che hanno idee e voglia di metterle in campo. Tra l’altro voglio ricordare che Emiliano premia solo i suoi fedeli, chi fa parte del suo sistema di potere, quindi chi sta nel Pd non ha da sperare di ottenere alcunché dal presidente».
A quali battaglie di merito si riferisce?
«Alla battaglia per la costruzione dei nuovi ospedali, a quella per il piano dei rifiuti, per aiutare la transizione energetica e il potenziamento del porto di Otranto, la vaccinazione obbligatoria e il riconoscimento del diritto di cura a chi ha malattie rare. C’è bisogno di un movimento che si occupi di argomenti di merito e non di piazzare amici nei posti di potere. E per fare ciò ci sono idee e intelligenze non contaminate dalla bulimia di potere».
Lei è molto critico con Emiliano. Dipende dal fatto che non le ha assegnato un posto in giunta?
«Assolutamente. Il mio percorso politico è chiaro, lo è anche in questa legislatura. Io sono leale, non fedele, propongo approcci di governo alternativi per superare quella soggezione psicologica che impedisce a tanti di farsi sentire. Voglio continuare a operare in modo che il Pd diventi un partito consapevole del tempo in cui opera e al servizio della storia, che si faccia valere sugli argomenti di merito. Magari seguendo questo percorso di competizione virtuosa riusciamo anche a vincere le elezioni politiche e non solo le amministrative».

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