Dal Pnrr 631 milioni per cambiare volto alla sanità pugliese: 31 ospedali e 106 Case di Comunità

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Paola COLACI

Potenziare l’assistenza sul territorio e renderla più accessibile attraverso reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina: il rilancio della Sanità nel Paese passa attraverso la “Misura 6” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). E alla Puglia spettano 631 milioni di euro per ammodernare 29 ospedali e strutture sanitarie presenti sul territorio. Ma anche e soprattutto, per potenziare l’offerta dell’assistenza territoriale e realizzare 31 nuovi ospedali di comunità oltre a 106 Case della Salute

Gli obiettivi

Obiettivi da centrare entro il 2026, se il riparto dei fondi e il cronoprogramma dei lavori saranno confermati. Al momento la bozza con la quale il Ministero della Salute assegna le quote alle regioni – 8 miliardi a disposizione e il 40% delle risorse al Sud – garantisce alla Puglia il 7.88% di risorse disponibili. Riparto che, “tiene conto, in via generale, della quota di accesso al Fondo sanitario nazionale (2021) e il criterio che prevede che al Mezzogiorno venga destinato almeno il 40% del totale delle risorse” si legge nella bozza ministeriale. E la regione si piazza al quinto posto in Italia dopo Lombardia, Campania, Sicilia e Lazio.
Nel dettaglio, se per la digitalizzazione e l’acquisto dei macchinari la Puglia potrà contare su circa 200 milioni di euro, altri 164 milioni sono stati già assegnati alla Regione per l’adeguamento sismico e strutturale di 29 ospedali, istituti di ricovero e policlinici. I cantieri partiranno già nei prossimi mesi. E gli interventi di restyling riguarderanno tra gli altri il Policlinico e gli ospedali “Di Venere” e “Giovanni XIII” di Bari. Ma anche il “Perrino” di Brindisi e i nosocomi di Ostuni e Francavilla Fontana. E ancora, il “Ss. Annunziata” di Taranto e gli ospedali di Statte, Grottaglie, Manduria e Martina Franca.

Ospedali di Comunità: 31 strutture da riqualificare

Ma attraverso un finanziamento da 78.7 milioni entro il 2026 dovrebbero essere attivati in tutta la regione 29 nuovi “Ospedali di Comunità” per un totale di 507 nuovi posti letto. Si tratta, nei fatti, di strutture residenziali “a ricovero breve” destinate a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media e bassa intensità clinica e per degenze di breve durata. Presìdi sanitari a gestione prevalentemente infermieristica attraverso i quali la Regione punta a garantire una rete di cura capillare sui territori. Gli Ospedali di Comunità dovrebbero, inoltre, contribuire a ridurre il numero di accessi “impropri” ai servizi sanitari. Quelli nei pronto soccorso e in altre strutture di ricovero ospedaliero, innanzitutto. «E su questo fronte non partiremo da zero - garantisce l’assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco - Ma punteremo a riattivare prioritariamente quella rete di strutture ospedaliere già presenti sui territori ma ridimensionate nel corso degli ultimi anni».

Entro il 2026 oltre 100 Case della Comunità

Per centrare l’obiettivo di una “sanità pugliese a chilometro zero”, come la definisce l’epidemiologo, sarà inoltre necessario integrare la rete dei servizi sanitari attraverso le “Case di Comunità”. E sul piatto ci sono più di 157 milioni di fondi del Pnrr che saranno destinati alla realizzazione di 106 strutture. “Cittadelle della Salute” in grado di fornire tutti i servizi sanitari di base. Poliambulatori nei quali il medico di medicina generale e il pediatri lavoreranno in équipe, in collaborazione con gli infermieri di famiglia, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari (logopedisti, fisioterapisti, dietologi, tecnici della riabilitazione). E ancora, a rafforzare il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale, sarà la presenza degli assistenti sociali. Anche se la figura chiave nella “Casa della Comunità” resterà quella dell’infermiere di famiglia. 

La telemedicina

C’è, infine, il capitolo dedicato alla telemedicina. La prima centrale operativa regionale “CorHealth” in Puglia è già stata inaugurata a inizio ottobre. Ma attraverso i 6.9 milioni di fondi previsti dal Pnrr, i team di cura (medici e infermieri) e le piattaforme cloud per la gestione telematica dei pazienti dovrebbero salire complessivamente a 40. Personale sanitario che attraverso il telemonitoraggio garantirà ai pazienti servizi di teleassistenza, televisita, teleconsulto e telecooperazione sanitaria, servizi digitalizzati per la presa in carico, la personalizzazione e gestione dei piani di cura e la gestione logistica dei kit dispositivi medici. Agli assistiti, inoltre, verrà fornito un kit di dispositivi medici (tablet, saturimetro, multiparametrico, bilancia) per la rilevazione e al monitoraggio in tempo reale dei parametri salienti. È, infine, previsto un sistema automatico di allarme per alcuni parametri. Per formare il personale sanitario addetto all’assistenza a distanza, infine, la Puglia potrà contare su altri 6 milioni.

 

Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 07:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA