Piano regionale dei trasporti: treni e “autostrada” fino a Lecce, si accelera. Incognita sui fondi per progetti e cantieri

Piano regionale dei trasporti: treni e “autostrada” fino a Lecce, si accelera. Incognita sui fondi per progetti e cantieri
di Paola ANCORA
5 Minuti di Lettura
Giovedì 26 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 14:27

La trasformazione della statale 16 da Bari a Lecce in una arteria “con caratteristiche autostradali”; il collegamento ferroviario fra i porti di Taranto, Brindisi e Bari con quello strategico di Gioia Tauro, in Calabria, con le regioni del Nord Italia e quindi con l’Europa, lungo il corridoio Ten-T. E, ancora, la realizzazione di collegamenti intermodali fra le stazioni ferroviarie e gli aeroporti di Brindisi e di Taranto, rispettivamente per il trasporto passeggeri e per le merci, sulla falsa riga del nodo già esistente, nel capoluogo di regione, fra l’aeroporto Karol Wojtyla e la stazione dei treni. Nel nuovo Piano regionale dei trasporti c’è tutto questo e molto di più in termini di obiettivi da raggiungere e cantieri da aprire da qui fino al 2030. Ciò che manca è, tuttavia, un quadro chiaro delle risorse necessarie, dei canali di finanziamento dai quali attingere per dare corpo a un Piano che, senza denaro sufficiente, finirebbe per restare un libro dei sogni, inchiodando le ambizioni di sviluppo della Puglia a una rete ferroviaria antiquata - sono appena 500 su 1.600 i chilometri di rete ferrata a doppio binario - e a un reticolo di strade poco sicure e inadeguate al traffico esistente. 

I casi


Per ammodernare la statale 16, con la creazione da Bari a Lecce di una “corsia dinamica” da aprire e chiudere negli orari di punta del traffico su gomma, servono infatti 250 milioni di euro. Dall’assessorato ai Trasporti - al timone del quale c’è Anita Maurodinoia - specificano che una programmazione simile, «di lungo periodo», prevede la definizione di un accordo di programma con Anas. Dunque le risorse necessarie ancora non ci sono. Lo stesso dicasi per il potenziamento e la messa in sicurezza della tangenziale di Brindisi e per i collegamenti alla viabilità di accesso al porto e alla stazione ferroviaria: serviranno 40 milioni, ancora da intercettare. Un altro accordo di programma con Anas servirà per il completamento funzionale di un tratto della statale 100 da Bari a Taranto e per la connessione di questa strada con la statale 7 per Palagiano: 140 milioni necessari per garantire sicurezza lungo un’arteria che, in una manciata di anni, è stata teatro di 118 incidenti, con 244 feriti e 16 morti. 

I numeri del Piano


In poco meno di 500 pagine, il Piano delinea non solo il nuovo assetto dei trasporti su gomma, con maggiori investimenti sui mezzi all’idrogeno o elettrici per svuotare le congestionate strade della Puglia dalle auto – il 95% dei cittadini utilizza, infatti, esclusivamente la propria auto –, ma anche il quadro degli investimenti sulle ferrovie. Ribadisce, innanzitutto, la necessità di collegare le stazioni agli aeroporti e poi scommette sull’acquisto di 32 nuovi convogli, 29 dei quali elettrici. Salta agli occhi l’assenza di una pianificazione chiara e completa di investimenti sulle infrastrutture ferroviarie a terra. Tradotto, sui binari che oggi, per la loro vetustà, rallentano la corsa dei treni. Un esempio su tutti: per percorrere in treno i 70 chilometri che separano Gagliano del Capo da Lecce ci vogliono, ancora oggi, oltre due ore. «Per consentire a tutto il territorio del Salento - è scritto nel Piano - l’accesso ai servizi ferroviari (...) si propone l’attivazione di un servizio di Bus Rapid Transit suburbano elettrico o a idrogeno da Porto Cesareo a Melendugno», passando per Lecce. Una scelta legata alla «forte vocazione turistica del Salento» che, sul fronte delle merci, dovrà puntare le proprie speranze sullo scalo ferroviario di Surbo, anch’esso genericamente inserito nel Piano regionale. 

I canali di finanziamento


Un progetto sicuramente ambizioso, quello firmato da Maurodinoia e approvato dalla Giunta di Michele Emiliano due giorni fa: mira anche a correggere e contribuire ad accelerare il completamento degli oltre 450 interventi previsti per il quinquennio 2015-2019 e dei quali, al momento, soltanto il 56% risulta, se non concluso, almeno già avviato. A dire, insomma, di quanto tempo ci voglia per trasformare un’idea in un cantiere in una regione che attende da 40 anni la messa in sicurezza della statale 275 e la realizzazione - sempre solo annunciata - di una “metropolitana di superficie” che colleghi il Salento a Brindisi e Taranto. Per cambiare marcia, la Regione si prefigge certamente di sfruttare tutte le opportunità offerte dal Green New Deal europeo, le risorse della programmazione Ue 2021-2027 e quelle del Piano nazionale di ripresa e resilienza, oltre a 3,36 miliardi di risorse proprie regionali stanziate nel bilancio 2022 fino al 2036 a beneficio esclusivo degli interventi sulla rete viaria delle sei province. E non è escluso scommetta anche sull’arrivo di ulteriori finanziamenti legati al corridoio europeo Ten-T, del quale fanno parte Bari, Brindisi e Taranto. I pezzi del mosaico ancora mancanti sono tanti: il Piano è solo il primo passo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA