Personale, la penuria cronica che ammala gli enti locali

Personale, la penuria cronica che ammala gli enti locali
di Alessandra LUPO
6 Minuti di Lettura
Martedì 10 Maggio 2022, 05:00

L’allarme sul “deserto amministrativo” nei Comuni, che mette in crisi anche il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr, non è certo una novità. Ma dopo mesi di appelli inascoltati sulla necessità di gestire a livello centrale un problema che si aggiunge alle criticità preesistenti negli enti locali, la situazione non è cambiata di molto. Di diverso c’è solo la maniera in cui le amministrazioni affrontano la cosa, da una parte facendo tesoro delle misure messe in piedi dal ministro per la Pa Renato Brunetta e dalla ministra del Sud Mara Carfagna per il rafforzamento amministrativo degli enti territoriali meridionali. Dall’altra facendo rinunce.

Il divario tra enti più o meno strutturati


Ed è qui che si annida il rischio che di fronte a una debolezza strutturale gli enti in difficoltà non raggiungano il plafond dei bandi, come accaduto per economia circolare e asili nido che infatti hanno avuto bisogno di una proroga. E che anche quando le quote regionali siano rispettate, accada che a ottenere i fondi siano gli enti più reattivi, già dotati almeno in parte dei servizi finanziati dal Pnrr aumentando le disparità anche tra città vicine. Nella sola Puglia, la situazione è molto disomogenea: a Lecce, per esempio, sei delle otto unità garantite dal ministero per lo staff addetto ai bandi del Pnrr sono già al lavoro mentre a Brindisi sono 3 su 6. Ma non finisce qui. A Nardò ad esempio « la progettazione va a gonfie vele - spiega l’assessore al Personale e al Bilancio Gianpiero Lupo -. Abbiamo un team di progettazione che lavora non solo sul Pnrr ma anche sui bandi di Cultura e Turismo. Abbiamo potuto attingere a un’unità esterna con i fondi garantiti dal Ministero. Dal punto di vista della partecipazione dell’aggiudicazione siamo molto virtuosi ma il personale è all’osso ». La carenza di organici resta infatti il male cronico degli uffici. «Anche noi siamo nettamente sotto organico - prosegue l’assessore neretino -: poco più di 120 unità mentre altre 50 mancano all’appello. Abbiamo un piano del fabbisogno elaborato un anno fa che prevede la possibilità di assunzione di 22 istruttori amministrativo-contabili part time, qualcosa in più per la Polizia Locale, che anche da noi tra Quota Cento e trasferimenti gli uffici si sono svuotati». I tempi? «Non abbiamo dato seguito ai concorsi perché eravamo in campagna elettorale e non ci sembrava opportuno ma li bandiremo a breve. Sarà già una boccata d’aria».

La corsa del turn over e poi quella ai bandi


Anche nel Tarantino, a Martina Franca, il veloce turn over ha innescato una vera e propria corsa del Comune che si è visto gli uffici svuotati. Il primo cittadino, Franco Ancona, spiega: «Negli ultimi anni abbiamo assunto 60 persone e ora siamo oltre le 180 unità. Li abbiamo assunti con Quota cento e con una serie di concorsi per figure con funzioni anche tecniche e alla fine siamo riusciti a ricostituire il personale in servizio anche con un background culturale più avanzato rispetto al passato. È stato faticoso - prosegue - perché questa dinamica ha richiesto dapprima di svuotare gli uffici dai funzionari e poi riempirli in tempi record. Anche grazie alla progressione verticale - continua il primo cittadino martinese - ce l’abbiamo fatta e passeremo alla Polizia Locale».  Ma al di là dei numeri la vera fatica è consistita nel rincorrere personale che andava via». Secondo Ancona esiste poi anche un’altra emergenza, dovuta alla preparazione dei progettisti: «Con i meccanismi normativi che abbiamo oggi ottenere progetti di un certo livello con procedure estremamente semplificate non è facile. Noi in Comune - prosegue abbiamo tre aree tecniche con dirigenti e personale preparato. Gli avvisi vengono emanati per tempo ma poi hanno bisogno di una proposta progettuale adeguata anche nei tempi di esecuzione e credo di non poter essere smentito affermando che non sempre è possibile trovare in giro in giro professionisti abbastanza attrezzati».

A Brindisi, inserita tra le città che volendo potrebbero aumentare l’Irpef per fare fronte a problemi di Bilancio, la situazione dovrebbe sbloccarsi a breve. Il vicesindaco Tiziana Brigante, che ha anche la delega al Pnrr ricorda: «Continuiamo a partecipare ai bandi con ottimi risultati, perché all’interno abbiamo professionalità preparate ma occorrono anche idee progettuali. Gli uffici sono stremati, le figure previste nello staff dal Pnrr erano sei e invece per ora ne abbiamo solo tre. Sia Lecce che Brindisi poi c’è il problema del riequilibrio di bilancio che non permette di fare altre assunzioni. Una parte delle risorse - prosegue il vicesindaco - è dedicata ad aumentare il fabbisogno di personale e ci sono diverse figure tecniche con curricula ad hoc di cui dobbiamo dotarci, ma solo dopo l’approvazione del bilancio di previsione (che dovrebbe passare entro il 30 di maggio)». 
Risalendo nel Barese, troviamo Monopoli. Qui il sindaco Angelo Annese non usa mezzi termini: «L’unico vero problema di tutti gli enti comunali è la carenza di risorse umane che ci fa anche rallentare sui concorsi. Quando in tempi non sospetti qualcuno lamentava il gap in tal senso tra Nord e Sud - prosegue Annese - la mia preoccupazione era questa e da tempo chiediamo al governo centrale e alla Regione di darci la possibilità di strutturarci: io sto provando a fare assunzioni in modo più diretto e dinamico attingendo all’apposito albo. perché le graduatorie vengono assorbite in tempi record. Da settembre speriamo di essere più pronti e celeri ma mai come in questo periodo la problematica merita attenzione non solo per il funzionamento ordinario ma anche per essere di parola con gli impegni presi. Mi auguro che ci sia una presa di posizione forte che ci sostenga nella richiesta di fondi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA