Pd-Civici, il no della base: «Precedenza ai territori»
Seggio blindato in bilico

Pd-Civici, il no della base: «Precedenza ai territori» Seggio blindato in bilico
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Domenica 14 Agosto 2022, 05:50 - Ultimo aggiornamento: 17:10

Sarà un ferragosto caldissimo quello di lunedì a Roma, dove la direzione nazionale del Pd alle 11 dovrà riunirsi sulle liste per le Politiche. Ma i giochi ovviamente non si fermano e ieri gli incontri con il partito nazionale sono proseguiti anche per la Puglia. Oltre alle rimostranze dei singoli che assediano la segreteria di Letta, sul tavolo c’è infatti il crescente malcontento della base Pd rispetto alle concessioni del partito regionale a Michele Emiliano e ai civici. Com’è ormai noto al centro del contenere c’è la candidatura del capo di gabinetto alla Regione Claudio Stefanazzi, emblema dell’ascesa civica pugliese imposto da Emiliano al partito per tenere salde le file dell’asse con il partito.
Ma all’ombra di questo abbraccio si consumano anche una serie di sacrifici richiesti qua e là sul territorio, dove nemmeno gli uscenti sono tutti al sicuro. Ne sa qualcosa il senatore leccese Dario Stefàno, sulla cui ricandidatura regna l’incertezza. Ma la battaglia salentina passa soprattutto dal Loredana Capone, che in quanto donna godrebbe di una minore concorrenza nei listini. La tensione si taglia a fette da giorni, tanto che ieri secondo alcuni tra i presenti le quotazioni del capo di gabinetto sarebbero tornate in calo, ipotizzando nuovamente il terzo posto al Senato dopo Francesco Boccia e Assuntela Messina. Una postazione fortemente a rischio. 

Le proteste del Salento


Dal Salento le barricate sono alte: il segretario provinciale del Pd leccese Ippazio Morciano oggi ribadisce: «L’indicazione Stefàno-Capone è arrivata in assemblea ed è stata trasmessa a segretario e commissario regionali. E nelle ultime ore abbiamo fatto lo stesso passaggio con la segreteria nazionale. Con tutto il rispetto per le organizzazioni civiche cui va dato spazio, riteniamo che sulle teste di lista l’indicazione non possa prescindere dai livelli provinciali. Se qualcuno pensa di esautorare la federazione di Lecce per altri scopi - rimarca il segretario - per me sbaglia, perché la nostra linea è coesa», conclude Morciano.
D’altronde anche la segreteria brindisina il 4 agosto aveva inviato a Enrico Letta una lettera aperta in cui rivendicava una rappresentanza del territorio. E il segretario Francesco Rogoli conferma la linea. In questo caso, Brindisi aveva infatti indicato Elisa Mariano e Fabiano Amati, anche se si era pure fatto il nome dell’ex presidente della Provincia di Brindisi Maurizio Bruno. E nel braccio di ferro si inserisce anche il presidente della Provincia Stefano Minerva. Pur essendo tra i presenti alla contrattazione con Letta sui civici nelle liste del Pd pugliese, Minerva sembra avere le idee chiare: «Il mio appello al partito è non sacrificare le espressioni del territorio. Benvenga la candidatura di Stefanazzi ma non ci possono essere federazioni sovrarappresentate rispetto ad altre. Piuttosto - conclude Minerva - si cerchi una postazione a Bari, già rappresentata da Marco Lacarra e Ubaldo Pagano». Il posto a cui puntare sarebbe quindi quello richiesto dal sindaco di Bari Antonio Decaro per la sindaca di Bitetto Fiorenza Pascazio. Ma la lotta si fa dura. Sempre tra le donne, come al solito contate, si pone poi anche il problema dell’uscente Assuntela Messina, che a Roma avrebbe paventato la rinuncia al secondo posto al Senato dopo Francesco Boccia, chiedendo un listino alla Camera. L’ultima parola ad ogni modo sarà della segreteria, affidata al coordinato e braccio destra di Enrico Letta Marco Meloni.

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