Pd, il caso Barletta riapre il nodo alleanze. Emiliano prova il blitz

Pd, il caso Barletta riapre il nodo alleanze. Emiliano prova il blitz
di Antonio BUCCI
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Lunedì 21 Marzo 2022, 06:58 - Ultimo aggiornamento: 14:44

Il centrodestra che copia male il “modello Emiliano”. E poi un problema strutturale: «Il punto chiave è che il Movimento 5 Stelle, in questo momento, non ha un accordo generale con il Pd in nessuna parte d’Italia e a Barletta c’è una componente locale che non è ancora convinta di questa operazione. Ci vuole solo un po’ di pazienza». Il governatore prova così a spegnere i fuochi: l’epicentro dell’ultimo terremoto è la città della Disfida e il “romanzo comunale” arrivato fin nella Capitale. Con l’effetto di riaccendere la brace sotto la cenere dei malumori nel partito. Per ora è un campanello d’allarme.

Stavolta, sul tavolo c’è la scomunica del braccio destro di Enrico Letta a una intesa appena siglata su candidato e coalizione. E sulla quale Michele Emiliano aveva appena messo la faccia, tanto da indurre il numero uno uscente del partito pugliese – Marco Lacarra – a dirsi pronto ad incontrare l’inquilino del Nazareno per gettare acqua sul fuoco. Una staffilata netta: «Un grave errore che a Barletta si tenti di intraprendere una strada fondata, nella sostanza, su un confuso coacervo di liste civiche che sembrano prescindere da qualsiasi discrimine tra centrosinistra e centrodestra, e dunque privo di alcuna chiara connotazione progressista. Un disegno sul quale non a caso si registra la mancata convergenza dei soggetti fondanti della coalizione larga del centrosinistra, a partire dal Movimento 5 Stelle e dalla Sinistra», ha inviato per direttissima Marco Meloni, deputato già nella Margherita e vicino al Segretario. Stesso profilo di un altro big come Francesco Boccia, responsabile nazionale enti locali, la cui richiesta «di non precipitare i tempi nell’adottare scelte indubitabilmente in contrasto con la linea del Pd» non sarebbe stata tenuta in considerazione, lamentano. 


La questione è quella di sempre: quanto si può allargare il perimetro delle alleanze? Non capita tutti i giorni, però, che da Roma prendano tanto apertamente le distanze, peraltro per voce di un peso massimo. Emiliano prova a scongiurare lo strappo. Costruire un’alleanza con SI e M5S? «Non c’è nessuno più di me convinto di questa cosa», ribadisce, difendendo l’aspirante prima cittadina, Santa Scommegna: «Una donna di sinistra, molto competente e stimatissima, sostenuta dalla parlamentare del Pd Assuntela Messina e dal partito regionale. Adesso si tratta di rimanere uniti senza fare ulteriori pasticci». Il messaggio è chiaro: nessuna imposizione dall’alto ma una scelta blindata dall’intera filiera, istituzionale e interna ai dem. Anzi, l’ex sindaco di Bari rispedisce la palla nel campo del centrodestra che «ha preso l’abitudine di candidare a Sindaco uno di noi» a Taranto come a Barletta, appunto, «ma il metodo Emiliano non candida a sindaco persone di destra. Noi candidiamo i nostri militanti, rispettiamo la nostra identità politica e chiediamo alla destra alle volte di condividere i nostri progetti e i nostri candidati». 


E allora, solo una tempesta in un bicchier d’acqua? Sinistra Italiana è già nell’esecutivo di via Gentile con Anna Grazia Maraschio, «il dialogo con il M5S presenta l’ulteriore complessità dell’assenza di organismi regionali di coordinamento» e i rapporti restano buoni con le altre forze di area, spiega Lacarra. Con un punto fermo: «La Puglia è un territorio dove il centrosinistra vince praticamente tutte le competizioni elettorali principali da oltre 15 anni determinando una svolta nella storia della regione rispetto alla quale non si torna indietro». Sullo sfondo resta la contesa tutta interna ai dem, che ha portato alla verifica in corso in Regione, sul programma di governo. E poi proprio il nome di Boccia si era rincorso, nelle scorse settimane, come papabile commissario alla guida del partito: «Anche in Puglia prende corpo e sostanza l’autonomia politica del PD per la costruzione del campo largo del centrosinistra. Ora l’insofferenza e il mugugno devono lasciare il posto alla organizzazione ed alla iniziativa politica. È indispensabile il commissariamento del partito regionale e l’organizzazione di un congresso vero», a dirla con le parole del salentino Fritz Massa. Se si tratti di un incidente di percorso o di un varco in una partita più grande è tutto da vedere. 
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