Pasqua blindata per bloccare le scampagnate “fuori porta”: controlli a tappeto anche a Pasquetta. Droni in azione

Giovedì 9 Aprile 2020 di Valeria BLANCO e Salvatore MORELLI
Droni in volo a Pasqua e Pasquetta per scongiurare il pericolo di pic nic all'aperto, scampagnate, brunch in riva al mare e passeggiate nella natura. Si avvicina il week-end più caldo sul fronte dei controlli sulle strade, per questo il questore di Lecce Andrea Valentino ha predisposto un'intensificazione della presenza di pattuglie per strada nei giorni delle feste, quando - complice il sole e le temperature finalmente primaverili - sarà forte la tentazione di trasgredire.

Sorvegliate speciali sono le marine: quelle di Lecce in primis, per la presenza di tante case estive dove qualcuno sta già pensando di organizzare pranzi all'aperto: nei giorni scorsi i vigili urbani hanno registrato un insolito movimento, in alcuni casi dovuto a qualcuno che stava dando una ripulita alle abitazioni estive proprio in vista della scampagnata del prossimo lunedì. E poi Gallipoli, Porto Cesareo, Otranto, Leuca, Torre dell'Orso, Santa Caterina. Un po' ovunque i sindaci si stanno organizzando anche con le Polizie locali per presidiare i centri stoprici e le strade che portano al mare.

A Lecce, controlli potenziati con più pattuglie per strada. Non solo: la Polizia locale farà alzare in volo, sul litorale e sulle campagne limitrofe, il drone in dotazione della protezione civile: il mezzo aereo a pilotaggio remoto, che ha un'autonomia di circa 30 minuti, può arrivare fino a sei chilometri di distanza dalla postazione dei due piloti del Comando di viale Rossini che hanno recentemente conseguito la necessaria qualifica Enac. Poi ci saranno anche i droni della Polizia provinciale per dare man forte e controllare l'intero perimetro di 238 chilometri quadrati tra città e marine. E il sindaco Carlo Salvemini ha fatto un ulteriore appello al buon senso: Questa Pasqua ci deve vedere comunque a casa, nelle forme più adeguate, usando fantasia e capacità di adattamento, perciò si potrà pranzare in terrazza o sul balcone, ma non si potrà uscire né creare assembramenti.
Anche a Gallipoli il primo cittadino, Stefano Minerva, farà ricorso ai droni della Polizia provinciale per controllare sia il litorale Sud, quello della Baia Verde, che quello Nord, verso Rivabella.

Salvatore Albano, sindaco di Porto Cesareo, ha già chiesto alla Polizia municipale di avere maggiore attenzione: controlli più serrati che si ripeteranno per Pasqua e Pasquetta. Qui si farà il possibile con i quattro agenti della Municipale (l'organico è quello invernale) che dovranno monitorare ben 22 chilometri di costa. Anche se non mancherà il supporto di Carabinieri, Polizia e Finanza secondo il piano provinciale che sarà disegnato dal questore nelle prossime ore. Anche Pierpaolo Cariddi, sindaco di Otranto, si dice preoccupato non tanto per le possibili fughe degli otrantini - a cui comunque nelle prossime ore lancerà un messaggio con l'appello a restare in casa e a tenere in casa i propri figli - quanto per chi viene da fuori. Un pericolo, quello degli assembramenti, che dovrebbe però essere contenuto dalla presenza di pattuglie delle forze dell'ordine a tutti gli ingressi della città, com'è stato finora.

Intanto, in attesa delle feste, i controlli non si fermano e fioccano le sanzioni. Nell'arco delle ultime 24 ore, gli agenti della Questura hanno controllato centinaia di attività commerciali e moltissime persone, sanzionandone 25 per essere state sorprese fuori casa senza un giustificato motivo. Gli agenti della Municipale, invece, in tutto hanno acquisito 160 autocertificazioni e hanno comminato 9 sanzioni per ingiustificato spostamento: un uomo fermato in via Adriatica di ritorno da Spiaggiabella; un altro che si intratteneva in un parco cittadino; due giovani residenti a Novoli diretti a casa di un'amica in zona Stadio, a Lecce; una coppia, lui di Carpignano salentino, lei di Villa Convento, avvistati in città in mattinata e multati nel primo pomeriggio e infine una giovane coppia di ritorno da Torre Chianca priva di plausibile giustificazione.

Si prospetta una Pasqua blindata dalle forze dell'ordine su tutto il territorio pugliese. Con gli ultimi due giorni di sole, anche i dati relativi alle denunce fanno registrare in provincia di Brindisi un sensibile aumento negli ultimi giorni: 83 martedì scorso (relativi l'ex articolo 4, comma 1 del Decreto legge per il contenimento del coronavirus che prevede multe fino a 3mila euro per chi aggira le misure di contrasto alla diffusione del Covid-19) su un campione di 1.352 controlli, anche questi in aumento.

Un tema che non nasconde misure ferree da parte del governo in ogni angolo del nostro Paese e che mette in apprensione anche alcuni politici locali, come la cordinatrice locale di Forza Italia, Livia Antonucci, che scrive al sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi: In prossimità delle festività pasquali e con l'arrivo delle primavera, abbinati a questi piccolissimi sprazzi di miglioramento, è possibile che i cittadini abbassino la guardia e pensino di poter dar luogo a tutte le tradizioni di queste festività riunendosi con amici e parenti. A tutela della salute collettiva e per evitare un effetto rebound, auspico che il sindaco Rossi possa aver già predisposto una intensificazione dei controlli, in sinergia con la Prefertura di Brindisi e quindi con le forze dell'ordine, a cui siamo sempre grati per il lavoro straordinario che svolgono.

Tutto ciò per evitare che i festeggiamenti della Santa Pasqua ci facciano ripiombare nel tunnel da cui un mese fa siamo partiti, vanificando gli sforzi finora attuati.
Un lavoro, quelle delle forze dell'ordine, che dall'11 marzo scorso ha visto già controllare nel Brindisino ben 27.536 persone, con poco più di 2mila denunce, avvenute per reati di ogni genere. Una mole di lavoro molto significativa per vigili del fuoco, i poliziotti e i carabinieri (e non solo) che attraverso le rispettive sigle sindacali (Conapo, Sap e Unarma) chiedono dallo scorso 23 marzo più sicurezza al governatore della Puglia Emiliano Chi provvederà alla sicurezza del territorio se malauguratamente il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata anche tra le forze dell'ordine e del soccorso pubblico?
Una domanda provocatoria che finora non ha avuto alcuna risposta dalla Regione Puglia, ma essendo in prima linea e allarmati dai rischi che corrono quotidianamente questi uomini del soccorso pubblico chiedono quindi maggiore attenzione e, soprattutto, un'azione di prevenzione in Puglia come quello già adottato in Toscana ed Emilia Romagna: i test di positività al Covid-19.

I sindacati ritengono quest'iniziativa di grande aiuto in un momento così delicato per il Paese. L'obiettivo è chiaramente quello di contenere il più possibile il diffondersi del contagio e scongiurare il rischio di dover mettere in quarantena intere unità delle forze dell'ordine e della sicurezza pubblica. Il 23 marzo scorso i segretari di Conapo, Sap e Unarma avevano già scritto al governatore della Puglia Michele Emiliano per  metterlo al corrente di quanto fosse importante non solo rispettare le norme di legge in vigore, ma anche un'azione di monitoraggio continuo delle condizioni di salute del personale.
Denunciano i sindacalisti: Abbiamo chiesto al presidente Emiliano di applicare protocolli ad hoc ma, ad oggi siamo ancora in attesa di una risposta. Purtroppo, nel territorio regionale iniziano a registrarsi casi di contagio tra il personale delle forze dell'ordine e del soccorso pubblico, con casi accertati nelle caserme dei vari capoluoghi di provincia e in quelle di alcuni Comuni che, allo stato, vedono alcuni lavoratori ricoverati presso le strutture sanitarie o posti in isolamento. Altri sono stati collocati in quarantena fiduciaria.

  Ultimo aggiornamento: 19:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA