Parità di genere, Conte avverte la Puglia: «Adeguate la legge». Nuovo tentativo in Consiglio

Sabato 4 Luglio 2020 di Vincenzo DAMIANI

Il premier Giuseppe Conte torna a fare pressing sulle Regioni inadempienti sulla doppia preferenza di genere, tra queste la Puglia; il governatore Emiliano risponde scaricando le responsabilità sul Consiglio regionale: «È un punto del mio programma, ma non dipende dalla mia volontà», dice il presidente della Regione. Che aggiunge: «In caso di mancato adeguamento nell'arco dei prossimi giorni da parte del Consiglio regionale, considero l'intervento del governo nazionale a favore della introduzione della doppia preferenza di genere un atto legittimo e di assoluta condivisione». Insomma, se non lo farà il Consiglio regionale ci penserà l'Esecutivo Conte.

Regionali, si voterà il 20 e 21 settembre. In Puglia la legge elettorale è un caso: «Introdurre la parità di genere o impugneremo l'esito delle elezioni»
Verso le regionali/Voto e doppia preferenza la mossa del governo: la Puglia dovrà adeguarsi

Intanto il Consiglio regionale ci proverà: il 15 luglio le tre proposte rimaste in un cassetto per almeno due anni saranno esaminate dalla VII commissione, che avrà il compito di elaborare un unico testo da sottoporre, poi, all'Assemblea. Ieri Conte ha inviato una lettera ai governatori delle Regioni che, a distanza di quasi cinque anni, non si sono adeguate a quanto prevede una norma nazionale approvata nel 2016. «Ti invito con la massima urgenza ad allineare le disposizioni della normativa elettorale della tua Regione alle disposizioni». «Le leggi elettorali di alcune Regioni, fra cui la tua - scrive Conte - non si sono adeguate alle disposizioni di principio» volte a «garantire l'equilibrio di rappresentanza tra donne e uomini nel Consigli regionali». «Come saprai - ribadisce Conte - nel Consiglio dei ministri del 25 giugno il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, ha reso una informativa in relazione ad una ricognizione effettuata sulla legislazione regionale in materia di elezioni dei Consigli regionali, a seguito di sollecitazioni pervenute da associazioni di donne consigliere di parità».

Già il 5 giugno, tramite il presidente della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, il ministro Boccia, ricorda Conte, «ha sollecitato le Regioni interessate ad adeguarsi, senza peraltro alcun esito. Sarai d'accordo con me - aggiunge - sull'importanza, ancor più in questo particolare contesto storico in cui occorre dare nuovo impulso per costruire il futuro del nostro paese, di garantire l'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini».
«L'introduzione nella legge elettorale pugliese della doppia preferenza di genere per garantire una effettiva rappresentanza delle donne negli organi legislativi è la replica di Emiliano - è un punto del nostro programma di governo. La competenza è del Consiglio regionale che, malgrado le mie ripetute sollecitazioni e richieste, non ha ritenuto finora di mettere in agenda la discussione sulla doppia preferenza».

Oltre alla Puglia anche Liguria, Piemonte, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano non hanno modificato la propria legge elettorale. La Puglia ci provò nel 2012 durante il governo Vendola ad inserire la doppia preferenza ma il Consiglio regionale, con il voto segreto, bocciò la proposta. Il rischio è che il risultato possa ripetersi. Un tentativo verrà fatto il 15 luglio, in VII commissione consiliare. E i componenti dovranno trovare una intesa per giungere ad un testo unico da portare poi in Consiglio. «Tecnicamente ci sono ancora i tempi per procedere», commenta il presidente dell'Assemblea pugliese, Mario Loizzo. Ma allo stato attuale non c'è nella maggioranza di centrosinistra su come procedere, così come non c'è alcuna intesa con le opposizioni. Lo scorso febbraio, prima della pandemia Covid-19, ci fu un vertice di maggioranza durante il quale si concordò di proporre al centrodestra e al M5S una modifica alla legge elettorale che contenesse, oltre alla doppia preferenza di genere, anche la sospensione dei consiglieri regionali nominati assessori, con subentro dei primi non eletti. Fu questo l'accordo di massima individuato, ma poi non se n'è più discusso perché nel frattempo il Coronavirus ha fatto irruzione. Il presidente Loizzo pretende che la proposta di legge arrivi in Aula blindata, la parola d'ordine è evitare sorprese. Sulla sospensione dei consiglieri nominati assessori - proposta sostenuta dagli assessori Alfonso Pisicchio e Gianni Stea, oltre che dal consigliere Ernesto Abaterusso - c'era stato lo stop del governatore Emiliano. Però, c'è chi ha posto la condizione: se si vuole approvare la doppia preferenza di genere bisogna portare avanti anche il discorso dei consiglieri sospesi.

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