«Il Mediterraneo come ponte tra popoli, culture e territori»: la Puglia si prepara ad accogliere il Papa

Lunedì 17 Febbraio 2020 di Donato NUZZACI

Il mar Mediterraneo, frontiera di pace costituirà il confine e al tempo stesso la «finestra aperta al dialogo sulla pace, sull'accoglienza, sull'integrazione» tra 20 Paesi di tre continenti (Europa, Asia e Africa) che si affacciano sul suo bacino. Si preannuncia un confronto aperto e partecipato quello di Bari, dal 19 al 23 febbraio, dove i rappresentanti della cristianità cattolica si ritroveranno per discutere sul ruolo del mare nostrum, sulle sue potenzialità di convivialità e sulle sue contraddizioni. E, al tempo stesso, per stilare una relazione da porgere nelle mani di Papa Francesco, in arrivo nel capoluogo domenica 23 per tenere un incontro con i Vescovi del Mediterraneo nella Basilica di San Nicola e celebrare la messa davanti ai fedeli.

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Rappresentanti religiosi si ritroveranno accanto ad alcune figure apicali delle istituzioni politiche. Ci saranno il presidente della Cei (conferenza episcopale italiana) cardinale Gualtiero Bassetti, promotore dell'iniziativa, insieme a 58 vescovi, patriarchi e cardinali provenienti dagli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, più di 500 preti e diaconi e 600 religiose, e in piazza Libertà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e, secondo alcune voci circolate nelle scorse ore, probabilmente il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. La Puglia dunque tornerà di nuovo al centro e sarà un grande crocevia di popoli e di civiltà.

I vescovi di Taranto, Lecce e Ugento-Leuca concordano sul fatto che questo evento porterà il territorio pugliese nei prossimi giorni «ad affermarsi come punto di riferimento ecclesiale ma anche culturale su ciò che sta accadendo al mondo intero». Fin dal titolo di quello che è stato definito «una sorta di Sinodo» sul Mediterraneo, si comprendono gli obiettivi che si cercheranno di raggiungere a Bari.

«Tutti insieme rifletteremo, pregheremo, approfondiremo il tema della pace all'interno dei territori che si affacciano sul mar Mediterraneo, visto come una frontiera di pace ma pure una finestra aperta al dialogo e all'integrazione fra i popoli. Ricordiamo che questo mare è stato la culla della cultura europea poi sviluppatasi nel mondo intero», è questa la prima riflessione sull'evento dell'Arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro. «Il Mediterraneo dovrà essere un luogo di pace e di incontro, dove diffondere il messaggio di rispetto dell'altro e della dignità per tutti i popoli e le persone. A Bari ci saranno vari aspetti, da quello ecclesiale e pastorale a quello culturale, in cui ognuno racconterà come i cristiani vivono il dramma della guerra, le sofferenze enormi nelle chiese orientali, i problemi della migrazione. Sarà affermato che il cuore ecclesiale partecipa alle sofferenze e alle gioie dei nostri popoli e che la pace si può impiantare e incrementare».

All'Arcivescovo di Lecce Michele Seccia piace citare Giorgio La Pira, il «sindaco santo» di Firenze, «quando parlava del Mediterraneo come grande lago di Tiberiade, luogo di incontro e di pace di persone di culture e di religioni diverse». «Di certo questa venuta di Papa Francesco a Bari vuole ricordare che il Mediterraneo è il luogo per una nuova evangelizzazione, di una nuova presenza della chiesa, di un dialogo interreligioso e culturale - afferma l'arcivescovo leccese -. Il Santo Padre ci vuole indicare che la via del dialogo e dell'accoglienza sono temi centrali nell'azione pastorale di vescovi e diocesi. E la Puglia, dai primi anni'90, ne sa qualcosa in fatto di accoglienza. Oggi solo l'affermazione della pace nel Mediterraneo, è la garanzia che può permettere questa accoglienza senza paure, senza sospetti e con la centrale disponibilità di chi viene, di essere riconoscibile e riconosciuto».
Dalla diocesi Ugento-Leuca il vescovo mons. Vito Angiuli racconta il successo ottenuto l'altro giorno dall'iniziativa PeaceMob - Mediterraneo, frontiera di pace con 800 alunni delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado dell'istituto comprensivo De Blasi di Gagliano del Capo e di Castrignano del Capo, sul piazzale del santuario di Santa Maria di Leuca.

«Si è trattato di un flash mob sulla pace con cui abbiamo voluto sensibilizzare le nuove generazioni a questo tema - spiega Angiuli -. Da diversi anni stiamo lavorando come diocesi e Parco culturale in questo senso attraverso l'esperienza della Carta di Leuca, cioè un meeting internazionale che si tiene in estate in cui i giovani del Mediterraneo si incontrano per riflettere e portare il messaggio nel proprio Paese». A Leuca è stata cantata anche la canzone Freedom, spiritual gospel, amata da don Tonino Bello.

Ultimo aggiornamento: 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA