Ospedale in Fiera a rischio chiusura ma 40 pazienti ricoverati. L'ipotesi: trasferimento al Policlinico

Ospedale in Fiera a rischio chiusura ma 40 pazienti ricoverati. L'ipotesi: trasferimento al Policlinico
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Venerdì 4 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 21:51

Senza ulteriori proroghe allo stato di emergenza dal 1° aprile l’ospedale Covid in Fiera del Levante a Bari dovrà essere chiuso. L’aut aut alla Regione e alla Protezione civile - il secondo dopo quello di luglio - è arrivato nelle scorse ore dal prefetto di Bari, Antonella Bellomo. Un ultimatum recapitato a meno di 30 giorni dalla scadenza dei permessi in deroga per la struttura costruita in piena emergenza Covid. E nelle stesse ore in cui nei padiglioni 7, 9, 10, 11 e 18 della Fiera del Levante si contano ancora 40 ricoveri: 32 in area medica e 8 in terapia intensiva. Pazienti per i quali da qui a tre settimane potrebbe essere necessario prevedere il trasferimento al Policlinico di Bari o in altre strutture.

Pazienti da trasferire: via alla ricognizione dei posti letto

Seppure al momento non sia ipotizzabile stimare se e quanti posti letto saranno occupati a fine mese, nelle ultime settimane il trend dei pazienti ricoverati si è mantenuto stabile. Ecco perché nei giorni scorsi in sede di tavolo tecnico convocato dall’assessore regionale alla Sanità Rocco Palese, il Dipartimento di Prevenzione e il Policlinico di Bari - a cui è affidata la gestione sanitaria dell’Ospedale in Fiera - hanno avviato un riflessione sulla necessità di trasferire i pazienti in caso di smantellamento della struttura. «E su questo fronte i reparti di area medica e terapia intensiva del Policlinico di Bari potrebbero essere sufficienti a garantire l’accoglienza dei pazienti provenienti dall’ospedale in Fiera - ha fatto sapere il direttore del Dipartimento, Vito Montanaro - Nel caso in cui sia necessario disporre di un numero maggiore di posti letto, invece, procederemo a una ricognizione in altre strutture». Del resto dalla data di avvio delle attività - il 16 marzo del 2021 -l’ospedale realizzato in tutta fretta, in meno di due mesi e costato circa 19 milioni di euro, non ha mai smesso di accogliere pazienti Covid ospitando anche l’hub vaccinale più grande di Puglia.

Protezione civile, Lopane: «Dal 1° aprile non avremo più titolo a pagare»

Ora però la struttura sembra avere i giorni contati. Come già rilevato dai tecnici collaudatori in sede di Commissione regionale congiunta Sanità e Bilancio a metà febbraio scorso, l’intera opera è stata realizzata infatti attraverso deroghe motivate dallo stato di emergenza. E anche la certificazione antimafia delle ditte impegnate nella costruzione sarebbe passata in secondo piano. «La deroga concessa per la costruzione dell’ospedale cesserà con la cessazione dello stato di emergenza - avevano già anticipato i collaudatori - E c’è la necessità di comprendere come l’ospedale a partire dal 1° aprile possa continuare a esercitare la sue funzioni». Parere riportato anche nel verbale acquisito dalla Procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta per turbata libertà degli incanti e falso nella quale risulta indagato Domenico Barozzi, procuratore dell’impresa omonima che ha realizzato le opere. E anche l’ipotesi di procedere con una variante urbanistica per regolarizzare la procedura data l’esiguità del tempo a disposizione risulterebbe una opzione impraticabile. A ciò si aggiunga il fatto che il presidente della Newco “Fiera del Levante”, Sandro Ambrosi nei giorni scorsi ha ribadito la necessità di avere più spazi a disposizione per tornare a organizzare eventi e iniziative. Ma anche e soprattutto, di ottenere il rimborsi di oltre 1,2 milioni di euro anticipati per le spese di acqua ed energia elettrica. Una matassa tutt’altro che semplice da sbrogliare per il governatore di Puglia, Michele Emiliano il quale sta seguendo la vicenda in prima persona. «Al momento le valutazioni sono affidate a un tavolo tecnico e politico - conferma il capo della Protezione Civile, Nicola Lopane - Gli approfondimenti sono ancora in corso. Per alcuni servizi la Protezione civile sta continuando a pagare le spese e lo potrà fare sino a fine mese. Scaduto il termine del 31 marzo, tuttavia, non avremo più alcun titolo neppure ai pagamenti». Si vedrà.

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