Lockdown e gelate di primavera: prezzi alle stelle per l'ortofrutta. Persi interi raccolti. Falò notturni per scaldare i vigneti

Venerdì 16 Aprile 2021 di Maria Claudia MINERVA

Il repentino, quanto inatteso, crollo della colonnina di mercurio dei primi giorni di aprile ha bruciato i raccolti dopo un lungo periodo di alte temperature che in Puglia hanno favorito il risveglio della vegetazione con alberi e piante fiorite già dal mese di gennaio e che ora, invece, risultano distrutte dal gelo improvviso. Ingenti i danni alle coltivazioni di tutta la regione: compromesse la produzione di ciliegi, albicocchi, peschi e mandorli ma anche patate, ortaggi, grano precoce, carciofi, ma anche la vite e l'ulivo. A rischio le coltivazioni più precoci di grano, che potrebbero dover essere riseminate, nel caso in cui la prima semina dovesse risultare compromessa del tutto. Gli agricoltori hanno fatto di tutto per salvare le piante: a Terlizzi, nel Barese, come anche a Taranto, per proteggere i raccolti e i vigneti sono stati addirittura accesi i falò notturni, anche per riscaldare i mandorli in fiore, mentre a Noci e Putignano è stata spruzzata acqua sui ciliegi per creare un velo protettivo contro il gelo. Ingente la conta dei danni, i Comuni stanno lavorando per definire le aree colpite per poi chiedere, tramite la Regione, il riconoscimento della calamità.

 

La mappa dei danni


Questa la mappa del danno in Puglia, stilata da Coldiretti: nella provincia di Bari e nella Bat sono state colpite soprattutto le campagne di Conversano, Gioia del Colle, Noci, Bisceglie, Casamassima, Acquaviva delle Fonti, Grumo Appula, Toritto, ecc. In particolare le varietà precoci di ciliegie, ma anche mandorli e vigneti. Nella provincia di Foggia, i comuni più colpiti sono stati, invece, Lucera, Biccari, Volturino, San Severo, Torremaggiore, Foggia, Orta Nova e Deliceto, Troia, San Ferdinando: il bilancio parla del 100% di danno per i vigneti a spalliera, del 50% sotto i tendoni e una perdita del 50% sui frutteti. Stesso scenario in provincia di Brindisi dove i vigneti hanno subito uno straordinario chock termico e risultano bruciati dal gelo a Mesagne, Francavilla Fontana e Oria. Danni ingenti anche per la produzione di carciofi, ormai inservibili. Nella provincia di Taranto risultano compromessi ortaggi estivi, vigneti, mandorli, agrumi e alberi da frutto, soprattutto a Massafra e a Castellaneta, con ciliegi, albicocchi, melograni e vigneti di uva da tavola colpiti dall'ondata di gelo. Bruciati interi vigneti di varietà precoci di Chardonnay e uva da tavola tra Manduria, Sava, Avetrana e Grottaglie. Gelati gli alberi di cachi con la produzione azzerata, i vigneti di uva da tavola a Castellaneta Marina, gli agrumeti a Palagiano.
Anche in provincia di Lecce la stima del danno, secondo Coldiretti Puglia, «è drammatica con il 50% delle patate e degli ortaggi in campo gelati dal brusco abbassamento delle temperature», denuncia Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce. Sono moltissimi i danni a Nardò sulle produzioni orticole e viticole, su patate e angurie sotto tunnel, sui vigneti a Guagnano, Campi Salentina, a Leverano, Veglie, Copertino e Carmiano, mentre risultano compromessi gli ortaggi a Ugento, Melissano, Racale e Taviano, dove sono andati in fumo patate, meloni, angurie e melanzane, a Gallipoli distrutte le patate, con pesanti compromissioni su carciofi e pomodori a Corigliano e a Galatina. «Le piante durante il riposo invernale - sottolinea Cantele - sono in grado di sopportare temperature inferiori allo zero, anche di decine di gradi, ma diventano particolarmente sensibili, una volta risvegliate, in fase di fioritura o dopo aver emesso le nuove foglioline».

 

La quantificazione


Ora, come si è detto, tocca ai Comuni e alla Regione quantificare i danni e definire le aree colpite, così da comunicare al Ministero delle Politiche agricole e forestali la declaratoria degli eventi avversi. Il ministro Stefano Patuanelli ha già preso l'impegno di firmare il decreto che consentirà alle aziende dei territori colpiti l'accesso al fondo di solidarietà nazionale ed altre misure di sostegno.
Nel frattempo, Coldiretti Puglia segnala anche l'impennata dei prezzi al consumo per la verdura e le primizie di stagione come fave fresche e piselli, ma anche carciofi, finocchi, cicorie e zucchine con una forbice dei prezzi dal campo alla tavola che registra percentuali a due zeri fino al 500%. «A pesare è il persistere della chiusura di ristoranti, bar, agriturismi che moltiplicando gli sbocchi di mercato e ampliando la concorrenza svolge una funzione calmieratrice sui prezzi - afferma il presidente Savino Muraglia -. Le primizie di stagione come fave fresche e piselli, ma anche carciofi, finocchi, cicorie e zucchine registra percentuali di aumento del prezzo a due zeri e fino al 500%».

Ultimo aggiornamento: 13:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA