Nuovo Dpcm per le feste di Natale: le regole per shopping, spostamenti e coprifuoco

Lunedì 23 Novembre 2020 di Maria Claudia MINERVA

Come sarà il Natale al tempo del coronavirus? Il Governo è al lavoro su un nuovo Dpcm in vista del 3 dicembre - giorno in cui scadrà quello emanato il 3 novembre scorso - per fissare restrizioni e regole anti Covid almeno fino alla fine dell'anno e scongiurare così ulteriori pericoli di contagio durante il periodo delle festività. L'ipotesi sarebbe quella di allentare le attuali restrizioni sul contagio, tenendo conto anche delle richieste che arrivano dai settori della ristorazione e del commercio, danneggiati oltremodo dalle ultime chiusure. E anche dal fatto che dal primo dicembre parte il cashback sugli acquisti con carte e bancomat, ma solo su quelli fatti in presenza: lo shopping online è escluso.


Tutto ciò potrà accadere, con la solita, obbligatoria premessa, vale a dire che la curva pandemica si raffreddi. Le nuove misure dipenderanno infatti dal numero dei contagi e dall'andamento dell'indice Rt. Inutile nasconderlo: c'è il timore che mollare la presa in vista del Natale significhi poi ritrovarsi con un picco di contagi e un nuovo lockdown a gennaio. Diversi ministri, a partire da quello della Salute Roberto Speranza, e gli esperti, ripetono da giorni che per il momento quello sul Natale è un dibattito surreale; ma è stato proprio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, qualche giorno fa, ad indicare quale sarà la linea del governo: «Dobbiamo prepararci ad un Natale più sobrio; veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non saranno possibili». Quindi ha aggiunto: «Pensiamo che sarà possibile scambiarci i doni permettere all'economia» di crescere.
Tra le tante misure allo studio, ristoranti aperti la sera (ma non durante le festività) nelle zone gialle e con tavoli per massimo quattro persone, orario dei negozi prolungato fino alle 22 per evitare file agli ingressi, deroghe minime per lo spostamento tra le Regioni per consentire ai familiari di rivedersi almeno in vacanza, zone rosse nelle province dove il contagio da Covid 19 è alto e dove le strutture sanitarie mostrano di essere in affanno. Il tutto «senza escludere la possibilità di emettere ordinanze di chiusura a ridosso di Natale e Capodanno, proprio come accaduto dopo ferragosto per ordinare la serrata delle discoteche».


Il nuovo decreto dovrebbe entrare in vigore dal 4 dicembre, ed è proprio da quel giorno che tutte le Regioni cambieranno fascia di rischio, a partire da Piemonte e Lombardia che dovrebbero entrare in zona arancione, mentre tutte le altre dovrebbero, invece, passare da quella arancione alla gialla. La Puglia al momento è zona arancione, il governatore Michele Emiliano, nei giorni scorsi, aveva chiesto di entrare in zona rossa per le province di Foggia e della Bat, che sono quelle che stanno soffrendo maggiormente per il virus, ma il governo non ha accolto la richiesta.


Per la circolazione invece, il coprifuoco per intenderci, è possibile che si decida di prorogare il rientro obbligatorio nella propria abitazione alle 23 o alle 24. Nessun allentamento sembra invece previsto per entrare e uscire dalle regioni in fascia rossa e arancione, nemmeno durante le festività natalizie. La discussione tra ministri è appena cominciata, anche il confronto con governatori e sindaci passerà per diverse riunioni, ma per questo aspetto sembra assai probabile che prevalga la linea del rigore.
Rimarrà ovunque il divieto di assembramento all'aperto e al chiuso, così come il divieto di organizzare feste sia nei locali pubblici sia nelle case. Per le abitazioni non potrà però essere prevista alcuna imposizione, soltanto raccomandazioni sulla necessità, per evitare rischi di contagio soprattutto per le persone anziane e fragili, di ricevere soltanto i parenti e comunque in numero limitato. Chiuse ancora le palestre, divieto per sport da contatto e impianti sciistici.


«Per evitare l'assembramento da shopping di Natale - ha detto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo - ci vorrà un monitoraggio rigoroso. E sanzioni rigorose». Altrimenti, è la conclusione degli scienziati, «salta tutto e a gennaio ci troviamo con la terza ondata». Che fare, dunque? Tra le ipotesi sul tavolo anche quella di contingentare non solo gli ingressi negli esercizi commerciali ma anche l'accesso a determinate strutture, strade e piazze dove si concentra lo shopping, soprattutto nelle grandi città, sulla scia di quanto già fatto con la possibilità per i sindaci di chiudere i luoghi della movida. Ci sarà anche un piano per il potenziamento dei controlli da parte delle forze dell'ordine.


Sarà un Natale blindato. Unica deroga per la vigilia, la notte del 24 dicembre: starebbe infatti prendendo sempre più forma l'idea di consentire ai fedeli di andare alla messa di mezzanotte. Anche in questo caso con una lista di precauzioni da rispettare alla lettera.

Ultimo aggiornamento: 15:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA