Troppo caldo, allarme di Coldiretti: a rischio la semina degli ortaggi

Troppo caldo, allarme di Coldiretti: a rischio la semina degli ortaggi
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Giovedì 27 Ottobre 2022, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 17:52

«Con la prospettiva di una novembrata di Halloween con caldo record e assenza di pioggia sono a rischio le semine di ortaggi, foraggere e grano nei terreni induriti da un 2022 anomalo in cui si registrano precipitazioni ridotte di un terzo anche se più violente». Lo sottolinea la Coldiretti Puglia «in riferimento al gran caldo anomalo in tutta la Puglia in un 2022 che si classifica peraltro fino ad ora come il più caldo mai registrato dal 1800 con una temperatura addirittura superiore di quasi un grado (+0,96 gradi) rispetto alla media storica secondo Isac Cnr nei primi nove mesi dell'anno».

A rischio l'uva da tavola e gli ortaggi

Per la Coldiretti, «il caldo perdurante e fuori stagione sta mettendo a rischio l'uva da tavola non ancora raccolta sotto i tendoni, dove le temperature raggiungono picchi troppo alti per garantire la conservabilità del prodotto.

Per gli ortaggi e le semine sono balzati alle stelle i costi di carburante per l'irrigazione e in difficoltà per l'allarme siccità fuori stagione sono in realtà tutte le colture in campo a causa della maturazione contemporanea degli ortaggi, come cime di rape, cicorie e finocchi pronti alla raccolta già ad ottobre con i prezzi in campo in discesa libera. Una situazione preoccupante - evidenzia la Coldiretti - dopo che nel 2022 in Puglia la siccità ha causato un calo del 30% delle rese per il grano e l'avena, del 25% per i legumi, ma anche la maturazione contemporanea delle diverse varietà di frutta e ortaggi, come ciliegie e asparagi, dove le primizie e le varietà tardive sono maturate praticamente assieme, invadendo il mercato che non ha assorbito le produzioni. Ma gli effetti sono stati evidenti anche sul settore olivicolo, con il caldo durante la fioritura e la siccità che hanno compromesso l'allegagione, con una stima di un calo sensibile della produzione di olive del 50% in Puglia».

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