Puglia, concorsi e procedure irregolari. Nella relazione del nucleo ispettivo regionale 8 denunce, 32 segnalazioni nel 2020

Puglia, concorsi e procedure irregolari. Nella relazione del nucleo ispettivo regionale 8 denunce, 32 segnalazioni nel 2020
di Paola ANCORA
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Giovedì 10 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:29

Cinque denunce alle Procure di Puglia. Altre tre ai giudici inquirenti della Corte dei Conti e poi decine di richiami alle diverse strutture sanitarie regionali. La seconda relazione consegnata dal Nucleo ispettivo regionale sanitario (Nirs) al presidente della Regione Michele Emiliano punta un faro su malasanità e cattiva gestione della res publica, consegnando alla politica il compito di risolvere le criticità segnalate dai cittadini al Nirs e ai magistrati materiale sul quale indagare, come è accaduto dopo la consegna della prima relazione, quando il Nucleo guidato dall’avvocato Antonio La Scala censì ben 8.000 presunti furbetti del vaccino. Non tutte quelle segnalazioni superarono tuttavia la fase delle indagini perché le Procure in più di un caso - pur censurando «la scelta dell’amministrazione di preferire quadri dirigenziali di aziende operanti in regime contrattuale rispetto ai cosiddetti fragili» - presentarono richiesta di archiviazione non ravvisando la commissione di alcun reato.

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LA RELAZIONE
La relazione di La Scala - consegnata a Emiliano circa due mesi fa ma condivisa in sede di Giunta solo ora - riguarda le 32 ispezioni portate a termine dal Nucleo nel 2021 sulle 46 complessive ritenute attendibili e partite tutte da segnalazioni presentate nel corso dell’anno precedente, il 2020. Dopo un esame attento dei dettagli in esse contenuti e della documentazione allegata al Nirs sono apparse meritevoli di approfondimento. Sono tutte riconducibili due “macroaree”, in particolare: la malasanità e la cattiva gestione di denaro pubblico e strutture sanitarie. 
Un quarto delle segnalazioni ricevute dal Nucleo ispettivo ha riguardato presunti casi di malasanità, come interventi andati male o presunti errori diagnostici da parte dei medici ospedalieri. Il resto, invece, era riferito a sospetti casi di sperpero di denaro pubblico, di manipolazione di selezioni e concorsi nei quali - a detta dei denuncianti - i vincitori sarebbero stati già noti o, ancora, presunti abusi o irregolarità commessi fra le mura di strutture accreditate, come le Rsa per l’accoglienza e la cura di anziani e disabili. 

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«Più di una segnalazione - dice La Scala del Nirs - riguarda concorsi e procedure ritenuti irregolari. Abbiamo ricevuto lettere molto dettagliate con l’indicazione anticipata di chi avrebbe vinto questo o quel concorso dedicato a personale medico, paramedico e amministrativo delle strutture sanitarie». Ci sono state poi denunce circa irregolarità nella documentazione contabile e amministrativa di Asl, ospedali e di tutto quanto graviti attorno alla sanità di Puglia. O, ancora, sono state segnalate strutture accreditate e ritenute non all’altezza del servizio affidato loro per mancanza dei requisiti richiesti per l’accreditamento, come è accaduto - per esempio - per diverse Rsa. 

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LE DENUNCE
Non solo. I cittadini hanno denunciato al Nirs medici che avrebbero svolto l’attività libero-professionale nelle ore dedicate invece alla sanità pubblica. E hanno puntato il dito sull’attendibilità di alcune spese contabili degli enti, come è accaduto per il rimborso delle spese sostenute per un corso di formazione richiesto e ottenuto dai dirigenti di una struttura sanitaria che, però, non ne avrebbero avuto alcun diritto. 
Saranno ora le Procure, contabili e penali, a provvedere al doveroso supplemento investigativo negli otto casi denunciati direttamente dal Nirs, mentre la Regione è impegnata a squadernare atti e documenti sulle spese sostenute nel corso degli ultimi anni per restituire trasparenza e rigore all’immagine dell’ente, “annebbiata” dal caso Lerario. Dopo l’arresto per corruzione dell’ex capo dipartimento della Protezione civile il 23 dicembre scorso, infatti, la prima commissione regionale al Bilancio e alla Programmazione sta passando al setaccio le spese autorizzate con procedura d’urgenza nel corso della pandemia, le procedure negoziate senza pubblicazione di gara e gli affidamenti diretti sopra soglia decisi in altri settori, come l’Economato, gestito dal 2017 al 2021 sempre da Mario Lerario. Nel corso di quei cinque anni, stando alla tabella consegnata alla commissione dal successore del dirigente arrestato, Nicola Lopane, l’Economato ha registrato 14,3 milioni di euro per far fronte a 130 forniture di beni e servizi. «Aspetteremo ora - ha commentato il presidente della commissione Fabiano Amati - l’elenco delle spese per importi sotto 50mila euro e successivamente provvederò a convocare i dirigenti interessati per meglio chiarire il quadro di riferimento normativo e motivazionale entro cui sono stati svolti gli acquisti di beni e servizi».

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