Nichi Vendola annuncia il ritorno alla politica attiva: «Torno dall'esilio, riprendo la parola». L'annuncio su Facebook

Venerdì 11 Giugno 2021

Nichi Vendola torna alla poltiica attiva, a Sinistra Italiana. A pochi giorni dalla condanna di primo grado nel processo “Ambiente Svenduto” sulla gestione Riva dell'ex Ilva a Taranto, e dopo le polemiche per le accuse rivolte alla magistratura, l'ex presidente della Regione Puglia annuncia su Facebook che «l'esilio è finito». 

 

Il post


«Penso - ha scritto Vendola - che la “guerra dei trent’anni” tra potere politico e potere giudiziario abbia fatto male alla nostra democrazia, diventando l’alibi che ha di fatto impedito una seria riforma della politica e della giustizia. Tuttavia io sono stato in disparte, anche perché l’unica ricchezza che ho cumulato nella mia vita è la reputazione, che non è un diploma o un curriculum ma l’immagine e il senso stesso di una vita intera. Per me l’immagine e il senso di una storia di militanza cominciata all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, cioè cinquant’anni fa. Io attendevo dalla Corte di Taranto, dopo 8 anni di processo, di essere restituito a questa storia e all’assoluta correttezza delle mie azioni. Così non è stato. Aspetterò l’esito dell’appello con la stessa convinzione».

 

La decisione

 

Così, alla luce di una condanna che Vendola ha vissuto come una ingiustizia - il ritorno nell'agorà, dopo anni dedicati alla famiglia, al compagno e al figlio. «Credo sia urgente - ha aggiunto - elevare il livello del dibattito pubblico alla luce delle lezioni della pandemia, che disvelano la fragilità dell’esistenza umana, ma anche la follia di un modello di sviluppo incentrato sul dominio del profitto e sull’irresponsabilità ambientale, e che ad oggi vedono come effetto dirompente il moltiplicarsi delle disuguaglianze».

 

 

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