Palinuro, Puglia in festa. E il comandante è di Gallipoli

Palinuro, Puglia in festa. E il comandante è di Gallipoli
di Rita DE BERNART
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Sabato 23 Luglio 2022, 07:15 - Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 20:23

“E già, fugate le stelle, rosseggiava l’Aurora, quando da lungi scorgiamo oscuri colli e il basso lido dell’Italia”. Il mito intramontabile di Enea e del suo nocchiero Palinuro, tradito dal Dio Sonno e caduto in mare durante una notte di navigazione, veleggiano in queste settimane sui riflessi verde azzurro dei mari pugliesi a bordo dell’omonimo veliero. E quando Palinuro, la seconda nave scuola della Marina Militare italiana, approda in Puglia è festa grande. Soprattutto se al comando c’è un giovane di questa terra: il capitano di fregata Francesco Rima, gallipolino, classe ‘79. 

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LA STORIA


Il legame è antico e senza tempo e affonda le radici nei versi immortali dell’Eneide di Virgilio: quelle sponde dove l’eroe troiano in fuga dalla Grecia approdò prima di raggiungere Roma potrebbero essere infatti proprio quelle salentine di Castro. E poi c’è la passione dei pugliesi, gente di mare per molti versi, la tradizione della marineria e il glorioso passato di Taranto, dove la goletta Palinuro è di casa e ogni anno imbarca gli allievi della Scuola Sottufficiali della Marina Militare di Taranto, la Mariscuola, per la campagna addestrativa. Un orgoglio tutto pugliese che quest’anno è raddoppiato: in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell’Istituto nautico “A.Vespucci” di Gallipoli, lo scafo, per la campagna d’istruzione estiva, fa tappa anche a Gallipoli dove in questi giorni è ormeggiato e rimarrà fino a martedì 26.

IL COMANDANTE

«Fin dal momento in cui ho accostato per venire all’ormeggio a Gallipoli – racconta Rima - nella mente riaffioravano tutti i ricordi della mia infanzia quando uscivo con il mio optimist per gli allenamenti. Rivedere la città che mi ha visto nascere e crescere, stando al comando di una nave della Marina Militare mi ha reso fiero di me stesso e del faticoso percorso che ho fatto per essere qui». “Faventibus Ventis”, segno augurale di venti favorevoli, è il motto della goletta e la sua polena, un nocchiero con gli occhi chiusi ma con la barra del timone ben stretta fra le mani è un monito per i marinai, che al mare affidano la propria vita, a restare svegli e in guardia dalle insidie. Un equipaggio di circa 84 uomini a cui si uniscono gli allievi delle scuole militari; un’imbarcazione varata nel 1934 nei Cantieri Navali Dubigeon di Nantes in Francia, e acquistata nel 1950 dalla Marina italiana di cui è diventata un simbolo. «Quando mi è stato comunicato che sarei diventato il Comandante di un veliero come la nave Scuola Palinuro - prosegue il capitano - ho, fin da subito, capito che mi veniva affidata una grande opportunità: quella di custodire, assieme al mio equipaggio, le tradizioni dell’arte marinaresca che solo una nave a vela può tramandare attraverso le Campagne d’Istruzione a favore dei vari allievi. La Marina Militare ha sempre rappresentato l’eccellenza per tutto il Sistema Paese. Proprio a bordo delle Unità Navali è possibile toccare con mano quello che tutto il mondo ci invidia: il Made in Italy. La classe unita all’eleganza che riesce a stupire. Infatti, la Marina Militare, per riuscire a stare al passo con i tempi e con le grandi nazioni, è continuamente alla ricerca delle migliori tecnologie per quanto riguarda gli apparati e al continuo addestramento del proprio personale».


Il mare insegna la pazienza, la temperanza e il coraggio ma soprattutto il rispetto degli uomini e la fiducia. «Non mi è mai capitato di avere paura – continua- grazie al mio passato molto legato al mare. Da Ufficiale di Marina non sei mai solo: la cosa più bella è guardare negli occhi i propri uomini e le proprie donne e leggere la fiducia e l’approvazione. La gratificazione più grande è vedere nei loro occhi l’orgoglio di portare in giro per il mondo la bandiera italiana e quando proprio loro stessi, con il loro lavoro quotidiano e con le piccole azioni, mi fanno sentire il loro Comandante. Piccole cose che rendono ogni mio sacrificio assolutamente più lieve, anche se stare lontano dalla famiglia, dagli affetti, non è mai facile». Ma la Puglia ha proprio il mare come risorsa più grande. «Quello che stiamo vivendo è proprio il Secolo Blu», conclude l’ufficiale. «Tutte le attività commerciali passano per il mare che è diventato una grande e importante risorsa per tutti i Paesi rivieraschi. Proprio per questo motivo la Marina Militare pone grande attenzione al rispetto del mare e favorisce, nella formazione, lo sviluppo di questo sentimento verso questa risorsa».
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