E sulle monete da collezione ci saranno anche orecchiette e vino Primitivo. Omaggio alle eccellenze di Puglia

Diciassette monete per oltre 250mila esemplari prodotti nel 2022. Ci saranno anche Falcone e Borsellino, Alberto Sordi e il panettone lombardo

Martedì 25 Gennaio 2022

E sulle monete di Stato anche le eccellenze di Puglia: orecchiette e vino primitivo. Si tratta di monete da collezione che ricorderanno Falcone e Borsellino, ma anche il grande attore Alberto Sordi e il Purgatorio di Dante.

La presentazione

Dai magistrati uccisi nel 1992 dalla mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a eccellenze imprenditoriali e artistiche, istituzioni e prodotti entrati nell'immaginario collettivo, come le figurine Panini. Sono i temi delle monete della collezione numismatica 2022, presentata a Roma dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dal Poligrafico e Zecca dello Stato: 17 monete che ricordano, come sottolineato dal presidente del Poligrafico Antonio Palma, il «linguaggio importante e simbolico» della moneta.

Oltre 250mila esemplari prodotti nel 2022 - in aumento rispetto al 2021 - per far fronte alla crescita della richiesta. Al sito di e-commerce del Poligrafico gli iscritti sono passati nell'ultimo anno da 19mila a 40mila, 172mila i pezzi acquistati nel 2021.

Per la prima volta verranno coniate due monete rettangolari. Una micro moneta in oro celebra la fontana di Trevi; due sono dedicate a eccellenze enogastronomiche: per la Puglia orecchiette e vino Primitivo, e panettone e Franciacorta per la Lombardia. Una moneta sul tema sostenibilità raffigura un giaguaro, altre lo sport, con l'esultanza di Paolo Rossi ai mondiali dell'82. E ancora Alberto Sordi, il Purgatorio di Dante, i 170 anni della Polizia di Stato, i 35 del programma Erasmus.

Le monete «sono piccole opere d'arte che tramandando la tradizione dell'artigianato», ha commentato il Direttore Generale del Tesoro, Alessandro Rivera, che si è soffermato su quella a circolazione ordinaria dedicata ai 30 anni dall'uccisione di Falcone e Borsellino: «Non sono trascorsi invano, ma molto si può ancora fare perchè queste persone restino modello per i giovani che si affacciano alla carriera nelle pubbliche istituzioni, anche nei concorsi per far fronte a impegni del Pnrr». 

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