L'intervista/Delli Noci: «Mi candido per portare Lecce e il Salento a Bari»

Domenica 28 Giugno 2020 di Francesca SOZZO
Il monitoraggio costante dei cantieri avviati in città e nelle marine. L'impegno da vicesindaco che non è mancato né mancherà nei prossimi mesi. Lo sguardo rivolto a Bari. Perché «sì, mi candido» alla Regione macinando chilometri per stringere mani e incontrare salentini. La scelta, dopo otto anni di esperienza politica come assessore e vicesindaco di Lecce, supera i confini della città. Rompe il silenzio e gli indugi Delli Noci, pronto a seguire l'impegno e il futuro che portano il nome di Michele Emiliano.
Ad un anno dalla seconda legislatura, che bilancio può fare da vicesindaco?
«È presto per fare bilanci. Quest'anno è iniziato nel peggiore dei modi possibili, con una pandemia che ha bloccato tanti progetti modificando la tabella di marcia e producendo danni economici alla città e anche all'Ente. L'impegno è, anche per questa ragione, costante e ai massimi livelli e la squadra è consapevole delle difficoltà politico amministrative alla luce di quanto accaduto. Abbiamo bisogno dei mancanti quattro anni di mandato per completare il cambiamento per il quale siamo stati scelti dai cittadini».
Dove trascorrerà le vacanze? Sulla spiaggia di San Cataldo o a Pane e pomodoro?
«Sarò con la mia famiglia a San Cataldo come ogni anno, mangiando frisa e pomodoro. Ma battute a parte, non so quanto tempo riuscirò a trascorrere in vacanza con la mia famiglia perché sono impegnato direttamente in campagna elettorale».
Quindi, Delli Noci si candida: lo dica una volta per tutte.
«Sì, mi candido».
Perché la scelta di guardare a Bari?
«Perché vorrei mettere a disposizione di questo nostro Salento l'esperienza maturata in questi otto anni circa nel ruolo di assessore e vice sindaco. Abbiamo creato un movimento civico radicato in città che stiamo strutturando a livello provinciale e crediamo sia arrivato il momento di rappresentare a livello regionale le grandi potenzialità di questo territorio. Mi auguro di poterlo fare attraverso una politica innovativa a servizio della mia città e del Salento».
In quale lista si candiderà?
«Nella lista CON, la civica del presidente Emiliano».
La legge elettorale non è semplice, ha messo in conto tutti i rischi?
«Non ho mai fatto candidature semplici e non ho mai fatto candidature di convenienza, altrimenti nel 2017 non mi sarei candidato a sindaco. Costruisco il mio movimento civico e una proposta politica che sia utile per il mio territorio e per le nuove esigenze del Salento e della Puglia».
Ipotizziamo che Delli Noci vada a Bari, può fare tutti gli scongiuri del caso, che eredità lascia ai suoi a Palazzo Carafa?
«Oggi sono orgogliosamente vicesindaco della mia città. La campagna elettorale non mi distoglierà dagli impegni assunti con Lecce e con Carlo Salvemini. La città ha votato un progetto politico che ci ha visti assieme e sono contento di aver contribuito a far nascere una nuova classe dirigente che oggi siede in maggioranza e che si impegna su tante battaglie che riguardano la città anche alla luce dei nuovi bisogni post pandemia. Il mio obiettivo non è quello di andare a Bari, ma di portare Lecce e il Salento a Bari».
Perché i pugliesi dovrebbero votarla?
«Anche se non ho ancora 40 anni, credo di aver maturato in questi anni un'esperienza politico-amministrativa utile a dare una spinta di nuove energie e idee alla mia regione».
Cosa manca?
«Questo territorio ha avuto una grande esplosione del comparto turistico, ma serve ora, anche attraverso le Zes per esempio, una nuova crescita industriale che valorizzi l'esistente e che generi nuovi distretti e comparti con l'obiettivo principale di generare lavoro, cosa che manca. Penso al nuovo distretto del biotech, al rilancio già avviato del Tac, alla necessità di industrializzazione del comparto agricolo. Serve una nuova spinta innovativa, servono idee e azioni che migliorino la qualità della vita di tutti e soprattutto serve risolvere i problemi - numerosi - che riguardano tutti a livelli differenti e per farlo è necessario accorciare le distanze tra Pubblica amministrazione e cittadini, perché troppo spesso, a causa della burocrazia, i processi si complicano, i tempi si allungano e i cittadini si esasperano con giusta ragione».
Cosa ne pensa di questa grossa koalition messa in campo per tirare la volata a Fitto?
«Io giro il Salento e mi rendo conto che la loro scelta rafforza l'idea che mi ha portato ad allontanare quel modo di fare politica, la politica delle scelte fatte a tavolino, nei palazzi, senza idee e senza nessun programma, insomma restando ben lontani dai cittadini e dalle loro esigenze. Rivedo lo stesso film visto a Lecce nelle passate amministrative, quel film che i cittadini hanno dimostrato di non gradire. Manca il coraggio di guardare al futuro, esiste solo la volontà di resuscitare un passato remoto, con una scelta fuori dal tempo. Invece è proprio il momento di guardare al futuro e di occuparsi del destino di questa nostra regione».
E secondo lei Emiliano è il futuro?
«Emiliano è il presidente uscente della Regione ed è stato scelto attraverso le primarie. È una persona capace, energica, che ha dimostrato in questi ultimi mesi di essere in grado di affrontare con coraggio e sangue freddo una situazione straordinaria che ha sconvolto il mondo intero. Affiancandosi a professionisti seri come il professor Lopalco è stato in grado di portare a casa un enorme risultato: la Puglia può essere considerata una regione covid-free. I prossimi saranno anni complessi a seguito di questa emergenza sanitaria, divenuta economica e sociale. Abbiamo bisogno di avere al governo della regione chi saprà gestirla ed Emiliano è la scelta migliore».
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