Investimenti, priorità al Mezzogiorno. Conte: «Avamposto per il rilancio dell'Italia»

Investimenti, priorità al Mezzogiorno. Conte: «Avamposto per il rilancio dell'Italia»
di Massimiliano IAIA
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Sabato 3 Ottobre 2020, 08:43 - Ultimo aggiornamento: 11:48
Questa volta sarà diverso, «non saranno i soliti titoli». Da Bari, decretando ufficialmente aperta l'84esima edizione della Fiera del Levante, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scelto un altro punto di vista, quello dello spettatore che per l'ennesima volta si apprestava a sentire il consueto discorso sul Mezzogiorno. «Per decenni da questo palco si sono susseguite promesse di rilancio, sono pugliese e lo so bene», ha esordito il premier non prima di essersi congratulato con gli organizzatori per aver organizzato un'edizione così difficile, e così insolita, per via delle disposizione anti-Covid. No, assicura Conte, stavolta qualcosa è cambiato, stavolta «ci sono le condizioni per realizzare una svolta, per la prima volta ci è stata data l'occasione per fare del Sud l'avamposto del rilancio dell'Italia intera».

Ed elenca tutte le risorse a disposizione del Paese: «Oltre ai 209 miliardi del Recovery Fund, abbiamo anche i Fondi React-Eu, Fondi strutturali, Fondi di sviluppo e coesione. Nei giorni scorsi, incontrando alcuni studenti, ho detto loro: Se falliamo la sfida del Recovery Fund, possiamo andarcene tutti a casa». Non si riferiva, Conte, solo al futuro del governo, ma alla consapevolezza di dover prendere un treno che non ripasserà più.
L'agenda è presto detta, e infatti Conte la ribadisce tutta d'un fiato: «Digitalizzazione della pubblica amministrazione, transizione ecologica, connessione con le infrastrutture di trasporto e la logistica, coesione e inclusione sociale, tutela della salute». Servirà, ha detto Conte, dotarsi «di uno strumento normativo dedicato per assicurare un canale preferenziale a questi progetti. Dobbiamo spendere bene rispettando il cronoprogramma che anticiperemo a Bruxelles, i fondi devono trasformarsi in cambiamenti concreti, spostamenti rapidi per i pendolari, basta con le scuole che cadono a pezzi, sì a nuove case green».

Nello specifico è entrato il governatore Michele Emiliano, che poco prima - dopo aver ricordato che «il percorso della decarbonizzazione della fabbrica si potrà realizzare solo attraverso una piena partecipazione dal basso, a cominciare dal coinvolgimento della Regione e dei Comuni interessati - aveva suggerito la rotta da seguire per la Puglia: «Realizzare l'alta velocità ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto, l'asse stradale 106 Jonica, lo spostamento del casello autostradale sulla statale 16 a Mola di Bari, realizzare la Maglie-Leuca, dotare la Capitanata di un sistema stradale moderno e sicuro».
Sono tante le opere che il governo considera prioritarie, ed è per questo motivo che il premier ha annunciato che a ore firmerà «il decreto per individuare i cantieri oggetto del decreto semplificazioni, nominando commissari incaricati di accelerare i tempi».
Conte ha ricordato l'introduzione della fiscalità di vantaggio per il Sud, con sgravi al 30% per le imprese: «Sarà decennale. C'è il piano di ripresa e resilienza. Gran parte delle risorse saranno dedicate al Sud, ma non dobbiamo creare una contrapposizione Nord-Sud. Ci saranno tante misure anche per il Centro e per il Nord ma io dico sempre se riparte il Sud riparte l'Italia intera».

Conte è tornato anche a parlare del Mes, affermando che prima di decidere se accedere ai fondi, serve «concentrarsi sul piano per la sanità e le sue priorità». E ha affrontato il tema della riforma fiscale, con il passaggio ai sistemi di pagamento elettronici per abbattere il nero e liberare così risorse per abbassare le tasse. Ha annunciato «una piattaforma digitale per l'agricoltura di precisione, con una sensoristica in grado di coprire il 10% della superficie».

Ultimo, ma non ultimo, «il prezzo troppo alto che il Sud paga per la fuga dei cervelli», l'unica esportazione che non va bene. E ancora, la necessità di sostenere l'imprenditoria femminile. Alla Fiera del Levante Conte è stato per la terza volta, per tutti i suoi tre anni da presidente, da uomo del Sud, chiamato a dare una risposta al Sud. Non la solita. Stavolta dovrà essere diversa.
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