Mare inquinato in Puglia? Solo in due tratti di costa: ecco quali sono e cosa ha trovato Legambiente

Martedì 11 Agosto 2020
Dei 23 punti monitorati sulla costa pugliese e sul lago di Varano, solo 2 risultano oltre i limiti di legge, entrambi giudicati fortemente inquinati. Si tratta del punto a mare di fronte la foce del Canale di Ponente a Barletta e il punto alla foce del Canale Reale a Torre Guaceto nel Comune di Carovigno, Brindisi. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l'inquinamento microbiologico arriva in mare, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali. È in sintesi quanto rilevato lungo le coste pugliesi dal team di tecnici e volontari di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, le campagne di Legambiente dedicate al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle acque italiane.



Gli altri 21 punti pugliesi analizzati risultano entro i limiti di legge. I due punti entro i limiti monitorati in provincia di Brindisi sono il punto in mare di fronte la foce del canale Posticeddu e il punto sulla spiaggia della Provincia in località Giancola a Brindisi. Invece a Lecce e provincia sono quattro i punti analizzati risultati entro i limiti: il punto sulla spiaggia libera nella riserva naturale Le Cesine di Vernole, il punto sul canale di scarico nella Marina di Leuca e Castrignano del Capo, la punta dell'Aspide a Nardò e il punto sulla spiaggia libera Le Dune a Porto Cesareo. Altri quattro punti monitorati, infine, in provincia di Taranto. Sono la spiaggia della Commenda a Maruggio, la spiaggia Lido Azzurro a Taranto, la spiaggia libera Montedarena a Pulsano e il punto sulla foce del fiume Lenne a Palangiano.

«Restano alcune criticità sui tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali, ma nel complesso siamo soddisfatti dell'esito dell'analisi di Goletta Verde commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. Gli interventi infrastrutturali attuati dalla Regione Puglia e volti al miglioramento del comparto depurativo stanno contribuendo a migliorare lo stato di salute del nostro mare. Non è un caso che anche quest'anno la Puglia sia sul podio nella classifica di Guida Blu per numero di vele. A ciò sia affianca il monitoraggio delle acque lacustri, i cui dati non hanno evidenziato criticità».

Per la prima volta quest'anno la Goletta non segue il classico itinerario coast to coast a bordo dell'imbarcazione, che si prende una pausa nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposto dalla pandemia. Il viaggio ideale lungo la Penisola vive infatti di una formula inedita, ma che ugualmente punta a non abbassare la guardia sulla qualità delle acque e sugli abusi che minacciano le coste italiane. Legambiente sottolinea che il monitoraggio di Goletta non intende sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi, prendendo in considerazione i punti scelti in base al maggior rischio presunto di inquinamento, individuati dai circoli locali e dai cittadini attraverso il servizio di segnalazione SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle spiagge sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d'acqua, arrivano in mare. Il monitoraggio delle acque pugliesi è stato effettuato dal 14 luglio al 5 agosto scorsi dai volontari dell'associazione. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati inquinati i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e fortemente inquinati quelli in cui i limiti sono superati per più del doppio del valore normativo. Ultimo aggiornamento: 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA