M5s nella bufera, rischio scissione. Laricchia: «Io con Grillo, resto al mio posto»

Giovedì 1 Luglio 2021 di Paola COLACI

Non è ancora finita. Tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte la guerra di nervi e posizionamento nel Movimento 5 Stelle continua. Dopo la “sparata” di martedì e la dichiarazione ufficiale di, «incapacità a gestire il Movimento» lanciata come un anatema all’indirizzo dell’ex premier, ieri il garante ha provato ad aggiustare il tiro. E alla valanga di accuse sui social ma anche e soprattutto al rischio di esodo di pentastellati, ha risposto con un video messaggio all’insegna del, «restiamo uniti, non sono un padre padrone ma ho agito col cuore». Lo statuto di Conte, «metteva al centro solo lui e io ho solo chiesto la garanzia di avere la struttura del garante identica allo statuto che c’è ora. Non ho chiesto altro» è tornato a ribadire il fondatore del Movimento. 

Conte: «Pronto a pubblicare le mail di Grillo»

A stretto giro la replica dell’ex candidato leader M5s: «Ho sempre rispettato e continuerò a rispettare Beppe Grillo ma non dica falsità sul mio conto. Ho agito sempre in trasparenza. Sono pronto a pubblicare lo scambio di mail che ho avuto con Grillo se lui mi autorizza». Ma nel movimento 5 Stelle tira già aria di scissione. Per molti il dubbio è amletico: restare o lasciare? Ma i primi big sono già pronti a fare le valigie verso nuove mete. Se per il “padre fondatore” la parola d’ordine era e resta la rifondazione, l’obiettivo per molti ora diventa il riposizionamento. E il nuovo soggetto politico che potrebbe nascere sulle ceneri dello strappo tra il garante e l’ex premier Giuseppe Conte può rappresentare una valida alternativa. Al vincolo del secondo mandato, in molti casi. Ma tant’è. Per tutta la giornata di ieri in Parlamento si sono tenute assemblee alla Camera e in Senato per cercare di trovare una quadra. Perché se ormai è quasi scontato che si andrà alla conta, ora è necessario capire chi sta con Conte e chi con Grillo.

Laricchia: «Fallimento della leadership di Crimi: ero e resto nel Movimento»


Nessun dubbio per Antonella Laricchia: la consigliera regionale, ex candidata alla presidenza della Regione Puglia e ultima barricadera del “no” alle alleanze con il centrosinistra resterà fedele alla linea del padre fondatore del Movimento. «Ma la mia posizione personale è anche quella di recuperare un rapporto con Rousseau - ci tiene a chiarire subito - Laricchia - Il progetto di Conte partiva con un affronto alla memoria di Gianroberto Casaleggio, il quale in punto di morte progettava ancora Rousseau. Fatto che per me sarebbe stato imperdonabile. Quella piattaforma rappresenta il principio di democrazia che ci ha sempre distinto dalle altre forze politiche». Dunque, la volontà ribadita a chiare lettere di restare nel Movimento. «Ero e resto nel Movimento - ricorda la consigliera regionale - Sino a questo momento avevo una posizione molto critica rispetto a quello che stava accadendo. E credo che Beppe Grillo abbia fatto la cosa giusta, sebbene con le tempistiche sbagliate. Nei mesi sono stati accumulati errori su errori che ora stanno venendo al pettine». Sì, ma ora che l’ipotesi di leadership di Conte è definitivamente tramontata, chi guiderà il Movimento? «Un direttivo formato da 5 persone e votato attraverso gli strumenti con i quali abbiamo sempre preso le decisioni più importanti».

Consiglieri regionali M5s con Emiliano, Laricchia: «Il problema resta»

Certo, di escludere una scissione Laricchia non se la sente. «Tante persone probabilmente andranno via - ammette - Ma ricordo che negli ultimi due anni sotto la reggenza di Vito Crimi abbiamo avuto un record di abbandoni perché abbiamo accumulato una serie di errori e negazioni dei nostri principi. Del resto, basta dare un’occhiata a quello che è accaduto in Puglia». Chiaro il riferimento alla scelta avallata da Roma di entrare a far parte della Giunta e della maggioranza del governo regionale di Michele Emiliano da parte dei suoi colleghi eletti con il Movimento. L’assessore al Welfare Rosa Barone e il vice presidente del Consiglio Cristian Casili in testa. Ma anche i consiglieri Marco Galante e Grazia Di Bari. «E a proposito di Puglia, come canta Orietta Berti: abbiamo risolto un bel problema con la fine della leadership di Crimi. Ora, però, ce ne restano mille».
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