Liste Pd, Emiliano: «Pronti a fare la nostra parte». Soddisfatto Boccia, polemico Amati: «Liste invotabili piene di raccomandati uomini»

Liste Pd, Emiliano: «Pronti a fare la nostra parte». Soddisfatto Boccia, polemico Amati: «Liste invotabili piene di raccomandati uomini»
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Martedì 16 Agosto 2022, 19:07 - Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 07:54

Incassato il risultato, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano si dice pronto a fare la sua.  «La cosa certa è che dalla Puglia, dai territori, siamo pronti a fare la nostra parte per far conoscere il programma di governo del Pd, per costruire intorno ad esso partecipazione e condivisione e per contribuire al rafforzamento dei valori che il programma racchiude e che trovano fondamento nella nostra Costituzione repubblicana». Il governatore glissa sul malcontento scoppiato in Puglia per le scelte del partito e anzi rivendica il contributo che i "suoi" potranno dare alla causa delle Politiche: «Abbiamo dovuto accogliere - prosegue - la richiesta di Enrico Letta di candidare il vice presidente della Regione, Raffaele Piemontese, e la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone per rinforzare al massimo le nostre liste. Loredana e Raffaele, in due, hanno preso quasi 35 mila voti alle ultime regionali, sono due colonne del Pd e della regione e hanno ricevuto un giusto riconoscimento dopo anni e anni di militanza e di campagne elettorali difficili. Si tratta di un contributo al Pd che la giunta regionale ha dovuto offrire per dare una mano in un momento così difficile e anche per consentire a me di evitare la candidatura come capolista al Senato».

La soddisfazione di Boccia

Considerato il vero regista delle scelte nazionali sulla Puglia, Francesco Boccia si dice fiero del suo ruolo, che lo vede primo all'Uninominale del Senato, come d'altronde indicato da Letta: «Rappresentare la comunità del Partito democratico della Puglia in Senato sarà un grande onore. In questi anni la Puglia ha mostrato al mondo tutta la sua bellezza e le sue infinite opportunità. Ha dimostrato all’Italia intera che può esserci un altro Sud. Il Sud con la schiena dritta, il Sud del progresso tra tradizione e innovazione tecnologica. Non dobbiamo fermarci, nè tornare indietro, ma vogliamo rafforzare ancora di più la nostra terra con l’impegno di tutta la nostra comunità. È una grande responsabilità che affronteremo ancora tutti insieme con l’orgoglio e la passione di sempre», scrive sui social i deputato del Partito Democratico e responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale. 

La polemica di Amati e i mal di pancia nel Salento

Mentre nel Salento si tiene l'assemblea provinciale convocata d'urgenza per decidere la linea del partito dopo il duro smacco subito dal Nazionale nella composizione delle liste, il consigliere regionale democratico Fabiano Amati comenta l'accaduto senza mezzi termini: Le liste Pd Puglia sono “invotabili”, composte dai raccomandati (uomini) di Emiliano. Il presidente della commissione Bilancio in Regione va dritto al punto: «Non è più il tempo di lamentarsi in silenzio - dice - chi non è d’accordo deve con coraggio uscire allo scoperto e contribuire a distruggere questo sistema di potere, per costruire un’alternativa di buon governo e linearità». Per Amati, «le liste del Pd Puglia sono state generalmente composte sulla base di raccomandazioni e ossequi ai capetti di turno». «Le liste del mio partito, il Pd - evidenzia - risultano perciò invotabili: l'idea secondo cui i simboli esistono e vanno sostenuti a prescindere dalle persone che li rappresentano è idolatria o paganesimo applicato alla politica, soprattutto se i candidati arriveranno in Parlamento non attraverso le preferenze dei cittadini, ma approfittando di una legge elettorale indecente, fondata sulle nomine gradite ai gruppi di potere organizzati. Mi dispiace tanto - conclude - che su questo anche Enrico Letta si sia reso complice e perciò colpevole, giungendo a tollerare, addirittura, capilista tutti uomini». Infine Amati chiama a raccolta gli esponenti del partito: «Mi appello ai sindaci, consiglieri regionali e comunali, affinché si uniscano nella battaglia, cancellando ogni forma di soggezione o rassegnazione, spesso usate nella speranza che prima o poi qualcosa cambi o arrivi il proprio turno».

La nota della conferenza Pd: Letta ci ripensi

“Ascoltata la relazione del segretario provinciale, con cui descrivendo le fasi di formazione delle liste rimette le sue dimissioni, l’assemblea respinge le dimissioni - si legge nella nota diffusa dalla onferenza dei segretari, i sindaci, gli amministratori e gli iscritti Pd - e chiede al segretario Letta un ripensamento sulle candidature così da garantire la giusta rappresentanza alla Federazione di Lecce. Il partito regionale non ha saputo rappresentare la spinta delle federazioni, si è concentrato su Bari, e si è fatto distrarre dalle rivendicazioni civiche finendo per considerare il civismo non più come un valore aggiunto della coalizione ma come sostituto del Pd. Il Salento non ci sta. Il partito democratico recuperi il suo dna, valorizzi l’impegno, la coerenza è il consenso popolare. Non candidare Loredana Capone significa tradire quei valori da lei così bene interpretati, una storia politica ancora più forte perché interpretata da una donna. Il partito democratico e la sinistra non possono macchiarsi di questa colpa”.

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