Liste d'attesa e interventi saltati: in Puglia 55 milioni per recuperare

Liste d'attesa e interventi saltati: in Puglia 55 milioni per recuperare
di Vincenzo DAMIANI
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Venerdì 28 Maggio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 15:07

La Puglia può contare su un “tesoretto” per abbattere le liste di attesa e recuperare gli interventi ed esami saltati durante la terza ondata Covid. In cassa, infatti, ci sono circa 23 dei 31 milioni di euro del decreto dello scorso ottobre, stanziati dal governo nazionale proprio per potenziare le strutture con assunzioni e acquisti di macchinari. Ma poi il Covid ha travolto di nuovo tutti e gli ospedali sono tornati a “chiudere”. In più, dal decreto “Rilancio” la Puglia dovrebbe ottenere circa 30-35 milioni, cioè il 6,7% dei 500 milioni complessivi. Fatti due conti, potrebbero esserci a disposizione 55 milioni da investire.

Nuove assunzioni e acquisto attrezzature

«Serviranno – spiega il direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaroper potenziare gli organici con nuove assunzioni e per pagare prestazioni aggiuntive e, laddove necessario, acquistare strumentazione». Mercoledì c’è stata una riunione operativa tra il governatore Michele Emiliano, l’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, Montanaro e i direttori delle Asl proprio per riprogrammare la “ripartenza” anche in sanità dopo la terza ondata Covid. I temi dell’incontro sono stati quelli della ripresa dell’assistenza ospedaliera, con l’illustrazione dei contenuti della delibera di giunta approvata lunedì 24 maggio che riporta immediatamente all’assistenza no-Covid otto ospedali e che segna il passo per la progressiva riconversione all’attività ordinaria del resto della rete ospedaliera pur mantenendo attivo un piano di emergenza per fronteggiare un’eventuale recrudescenza della pandemia.

La riconversione degli ospedali

«Abbiamo iniziato da otto ospedali – spiega Montanaro – ma a breve toccherà a tutte le altre strutture. Le Asl potranno agire in base all’andamento epidemiologico e al numero di pazienti Covid ricoverati, che fortunatamente cala di giorno in giorno». Mercoledì si è discusso anche del piano di recupero delle prestazioni sanitarie e, con il coordinatore della Rete oncologica regionale, Gianmarco Surico, della piena ripresa delle attività di screening. «La riunione ha avuto un carattere programmatorio – aggiunge Montanaro – e altre saranno calendarizzate nei prossimi giorni per reimpostare le attività sanitarie no-Covid e proseguire quelle Covid fino al termine dell’emergenza».

Galante (M5s): «Lopalco presenti il piano in Commissione»

Ieri c’è stato anche un incontro tra il consigliere regionale del M5S Marco Galante e Lopalco, l’esponente pentastellato ha chiesto lumi sul piano per l’abbattimento delle liste d’attesa e sull’istituzione della figura dell’infermiere di famiglia. «L’abbattimento delle liste d’attesa per il Movimento 5 Stelle - dichiara Galante – è da sempre una priorità sia a livello nazionale che regionale. Il Covid ha purtroppo portato a una situazione critica per quello che riguarda prestazioni ambulatoriali ed esami clinici e diagnostici in tutte le Asl pugliesi, per cui l’assessore mi ha assicurato che saranno al più presto erogati i fondi per implementare personale e strumentazioni proprio per l’abbattimento delle liste d’attesa. La prossima settimana inizierà la riconversione degli ospedali Covid e ho chiesto all’assessore di presentare il piano in commissione Sanità in modo da poter dare risposte ai cittadini sui territori». Per ora, sono otto gli ospedali pugliesi della rete “Covid” tornati alla “normalità”, tra questi ci sono anche due strutture sanitarie tarantine, il centro di Martina Franca e quello di Castellaneta. La Regione ha avviato la graduale riconversione dei suoi ospedali, nell’elenco delle strutture ci sono anche i centri di Barletta, San Paolo di Bari, San Severo, Villa Lucia Hospital di Conversano, il Miulli di Acquaviva delle Fonti e la struttura campale della Marina Militare di Barletta. Riattivare i posti letto per ricoveri e prestazioni ordinarie vuol dire anche poter iniziare a recuperare gli interventi chirurgici programmati saltati e cominciare a smaltire le lunghe liste di attesa. Tutti gli ospedali, però, dovranno restare in stato di “allerta”, se necessario entro 10 giorni dalla richiesta della Regione dovranno riattivare i posti letto Covid.

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