Leonardo, sindacati in sciopero generale: manifestazione a Roma per dire no alla cassa

Protesta di Fiom, Fim e Uilm dopo la scelta della cassa a 0 ore da gennaio per vuoto lavoro

Lunedì 6 Dicembre 2021 di Alessio PIGNATELLI

Diversi pullman e auto dalla Puglia verso la Capitale per dire no a un annuncio che sa tanto di sconfitta. Sono partiti nella notte i lavoratori pugliesi degli stabilimenti Leonardo di Grottaglie - in provincia di Taranto - e di Foggia per lo sciopero di gruppo con manifestazione che si terrà oggi sotto la sede societaria in piazza Montegrappa. La situazione è assai critica: dopo aver schivato gli ammortizzatori nonostante periodi di fermo produttivo, Leonardo ha dichiarato negli scorsi giorni di dover ricorrere alla cassa integrazione ordinaria a zero ore: dal 3 gennaio e per 13 settimane coinvolgerà, per riduzione di commesse di lavoro, i quattro stabilimenti di Leonardo, divisione Aerostrutture, che sono tutti nel Mezzogiorno. Oltre a Grottaglie e Foggia anche Nola e Pomigliano d’Arco.

I numeri

In totale, sono 3.500 i dipendenti Leonardo che andranno in cassa, di cui 1.839 per i due stabilimenti pugliesi. E di questi ultimi, 1.049, su un organico totale di circa 1.300 addetti, riguardano solo il sito di Grottaglie dove, su iniziativa della Fiom Cgil e della Uilm, lo sciopero è già cominciato giovedì scorso alle 17, appena l’azienda ha ufficializzato la lettera della cig, e si concluderà oggi a mezzanotte per agganciarsi allo sciopero nazionale di 24 ore del gruppo. Ma come si è giunti a questa situazione e come mai lo stabilimento jonico è quello più impattato dalla crisi? Innanzitutto c’è un problema endemico: il sito grottagliese è caratterizzato da una monocommessa con la lavorazione di due sezioni di fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787.

Il “vuoto lavoro” del sito produttivo è iniziato con la crisi di Boeing sul mercato d’Oltreoceano ma è stata la pandemia a dare il colpo di grazia con la contestuale crisi del trasporto aereo che ha provocato una drastica riduzione della produzione. Ecco perché questa dipendenza - Leonardo si è detta impegnata ad allentare attraverso nuove commesse tra cui l’assegnazione a Grottaglie di parti del nuovo drone europeo “Euromale” - ha creato un buco nero. Fino ad oggi, l’azienda è riuscita a evitare l’ammortizzatore con un sistema misto di ferie, permessi e corsi formativi: l’impatto che questa nuova decisione avrà sugli stabilimenti di Aerostrutture, e in particolare su quello di Grottaglie, desta dunque non poche preoccupazioni per le ricadute economiche, occupazionali e sociali che questa misura avrà sulle famiglie dei lavoratori e sull’intero territorio.

La manifestazione

La manifestazione prenderà avvio da piazzale Flaminio alle ore 11 e il corteo raggiungerà la sede della Leonardo in via Montegrappa. Per il segretario generale della Uilm Rocco Palombella «non si può restare fermi di fronte a questo processo di riorganizzazione che “Leonardo” ha avviato con un metodo inaccettabile e con scelte industriali non condivise con le organizzazioni sindacali. Da tempo rivendichiamo la necessità». La leader della Fiom, Francesca Re David, ha chiesto «l’immediata apertura di un confronto con il governo e l’azienda». A seguito dell’annuncio della cassa integrazione ordinaria a zero ore Fiom Cgil e la Uilm hanno indetto nel sito pugliese uno sciopero immediato da giovedì mentre oggi ci sarà uno sciopero complessivo nel gruppo Leonardo promosso dalle tre sigle metalmeccaniche, compresa la Fim Cisl.

«Per quest’anno, abbiamo lavorato con un intervento di solidarietà e un intervento diretto dell’azienda - ha chiosato il segretario generale Fim Roberto Benaglia - ma la crisi perdura, il Covid non è finito, il 2022 è un altro anno di scarsità produttiva. Chiediamo a Leonardo di impegnarsi per Grottaglie con nuovi investimenti e con un rilancio produttivo che superi la crisi e guardi al futuro. Speriamo entro Natale di fare con Leonardo una trattativa che porti al miglior accordo possibile».

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