Puglia, l'offerta di lavoro resta senza risposta. Ripresa congelata. I dati

Stimate 19.450 assunzioni a gennaio: 12.950 nei servizi, 6.850 nell’industria

Puglia, l'offerta di lavoro resta senza risposta. Ripresa congelata. I dati
di Pierpaolo SPADA
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Sabato 22 Gennaio 2022, 05:00

Personale sempre più difficile da reperire a fronte, però, di una quantità crescente di proposte di lavoro precarie. E i posti vacanti si moltiplicano. È una realtà che si sta consolidando. E anche l’ennesimo bollettino mensile elaborato dal sistema Excelsior di Unioncamere la mette nudo nel solco della quarta ondata Covid che sta insidiando molte attività produttive, schiacciate non meno dei consumatori anche dalle spinte inflazionistiche. Il mercato del lavoro, rimesso in piedi dalla ripresa che il 2021 ha alimentato, si ritrova così costretto a subire un “congelamento” che nulla di buono promette in vista dell’estate quando, forse anche più dell’anno scorso, sarà il turismo a patire pesantemente l’assenza di persone disposte a lavorare. 

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I numeri del bollettino

L’aumento delle proposte è il primo effetto della ripartenza della domanda di beni e servizi ma, secondo gli analisti, al suo irrobustimento sta contribuendo proprio il rifiuto delle stesse. I numeri del report Excelsior, con riferimento a gennaio 2022, dicono che in Puglia le imprese - un campione di 89.500 unità rilevato tra il 16 novembre e l’1 dicembre - stimano 19.450 assunzioni: 2.040 in più rispetto a dicembre 2021 e 5.810 in più rispetto a gennaio 2021. Con riferimento al trimestre gennaio-marzo 2022, le assunzioni previste sono, invece, 53.220: 13.330 in più rispetto a un anno fa.

Delle 19.450 assunzioni stimate a gennaio 6.850 dovrebbero riguardano l’industria e 12.590 i servizi. Volano le costruzioni (spinte dai bonus, primo settore anche nel trimestre gennaio-marzo), seguono commercio, turismo e servizi alle persone. Un vero e proprio boom di offerte, dunque. Ma tutt’altro che confortato dalla solidità delle stesse. Oltre la metà di queste (il 53%) è, infatti, a carattere provvisorio, consta cioè della proposta di un contratto a tempo determinato: solo il 24% è a tempo indeterminato. Il dato inquieta se posto a confronto con quello relativo allo stesso periodo dell’anno scorso perché in netta crescita: a gennaio 2021, infatti, solo il 44% delle nuove offerte era a tempo determinato. Mentre le offerte di contratti a tempo indeterminato ammontavano al 27%. Prima della pandemia? “A tempo determinato” il 40% dei contratti proposti a gennaio 2019, “indeterminato” il 28%.

I settori e le richieste

Costruzioni e servizi alle persone sono i settori in cui, a gennaio, è minore la concentrazione di assunzioni “stabili”. La diretta conseguenza di questo quadro è che i destinatari di più delle metà delle nuove offerte ne sono meno attratti, sebbene una buona parte dei candidati (16%) non presenti adeguata preparazione per la mansione richiesta, come testimoniato in ultimo dal disperato appello lanciato nelle scorse dal presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Brindisi, Fernando Parata, che rischia di perdere un’importante commessa perché non riesce a reperire 50 tra saldatori, macchinisti e carpentieri. Un fenomeno che ne incrocia molti altri: dalla disponibilità di incentivi al reddito di cittadinanza, alla base delle dimissioni di massa che stanno interessando vaste zone europee in questa fase storica.

Solo il 23% dei destinatari delle nuove assunzioni in Puglia (nel 2021 il 26%) ha meno di 30 anni. Dunque, è anche un mercato che si rivolge sempre meno ai giovani e che, in un caso su 3, non richiede alcun titolo di studio. Complessivamente, in Puglia è di difficile reperimento il 34,3% dei nuovi profili richiesti (a dicembre era il 31), ovvero circa 6 punti in meno della media nazionale che patisce la performance di contesti complessi, perlopiù individuabili in Lombardia (37,9%), Emilia Romagna ( 41,1%) e Veneto, dove il grado di specializzazione richiesto è assai più elevato che al Sud e quasi un lavoratore su 2 risulta introvabile (45,1%). a difficoltà di reperimento riguarda in Puglia principalmente “aree tecniche e della progettazione” (43,5%), “aree direzione e servizi generali” e “area produzione di beni ed erogazione del servizio”. Per “logistica” e “amministrazione” la mission è certamente meno ardua.

Le figure difficili da reperire

Nel dettaglio, le figure più difficili da reperire sono, in ordine decrescente, le seguenti: “specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche”, “medici e altri specialisti della salute”, “operai specializzati nelle industrie del legno e della carta”, “farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita”, “tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione”, “specialisti della formazione e insegnanti”, “Dirigenti e direttori” e “progettisti, ingegneri e professioni assimilate”. Tutte le altre figure sono più reperibili, a partire da “personale non qualificato nella logistica, facchini e corrieri”, “specialisti in discipline artistiche e in scienze umane e sociali” e “personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali”. I più richiesti, invece, sono sempre quei tre profili che, da soli, assorbono il 79% delle assunzioni stimate in gennaio: “operai specializzati e conduttori impianti”, “professioni commerciali e dei servizi” e “dirigenti, specialisti e tecnici”.

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