La vendemmia del clima pazzo: -20 per cento, ma più qualità

Domenica 10 Novembre 2019 di Valentina PERRONE
Fino al meno 20% di raccolta, ma poteva anche andare peggio per come si erano messe le cose a causa degli sbalzi termici. Si tirano le somme e dallo sguardo al cielo si passa ai conti veri e propri con la sfida di vendite e marketing già lanciata.
Si chiude la vendemmia 2019, dopo un'annata in cui maltempo e temperature a sorpresa hanno dominato le scene: nel Salento si registra un calo nella produzione, ma in compenso si registrano livelli di qualità elevati. È il quadro diffuso da Coldiretti Puglia che per parla di «un taglio della produzione del 20% in media rispetto allo scorso anno e questo significa addio ad una bottiglia di vino su cinque». Un dato che emerge dal bilancio Coldiretti per la Giornata del Ringraziamento festeggiata in tutta Italia a partire dal week-end di San Martino e promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sulla nuova annata. Un appuntamento nazionale che per il 2019 fa tappa oggi ad Altamura: parteciperà il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, che sarà accompagnato dal presidente regionale Savino Muraglia.
Si tratta dei dati di una vendemmia avviata con non poche difficoltà, «partita ufficialmente il 20 agosto, in ritardo di dieci giorni rispetto all'anno scorso, e dopo tre mesi di febbrile attività dicono da Coldiretti - il bilancio è nella media positivo». Il riferimento è alla qualità prodotta di vino. «A dispetto del clima impazzito dei mesi scorsi - commenta il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia la produzione è risultata nella norma con qualità straordinarie e una vendemmia da circa 10 milioni di ettolitri di vino».
Fin qui il ragionamento condotto su tutta la Puglia accompagnato anche da alcune considerazioni sulle esportazioni. «Nutriamo forti aspettative - aggiungono da Coldiretti - considerato che l'export è cresciuto in valore di un ulteriore 6,7% nel 2018, con un aumento del 5% per i vini Doc, per le Igp del 4% e del 6% per gli spumanti».
Il problema, però, riguarda la Puglia meridionale e, dunque, anche la provincia di Lecce che, nella stessa fetta di territorio, incrocia le produzioni del Tarantino e del Basso Brindisino. I numeri di Coldiretti, rispetto al 2018, in particolare per l'area del Negroamaro, segnalano nel Salento «un calo tra il 15% e il 20% a causa del clima pazzo e degli sbalzi termici». Un dato che si affianca a «un calo tra il 15% e il 20% in Valle d'Itria per l'andamento climatico anomalo, mentre la provincia di Foggia si presenta in linea con le medie storiche e nelle province di Bari e Bat il calo non ha superato il 5%».
E qui tocca a Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce, approfondire i dati del territorio salentino: «Nei vigneti, alla fine, è ritornato un grande ottimismo dopo una primavera più fredda del consueto che ha influenzato germogliamento e fioritura, e maggio e giugno con piovosità sopra la media. Poi, il maestrale e la tramontana perduranti da più di 30 giorni hanno garantito una vendemmia di straordinaria qualità anche se a fronte di calo del raccolto tra il 15 e il 20% in Salento».
Si perde in quantità, dunque, ma in compenso si guadagna sulla qualità, a conclusione di un'annata che di certo sarà ricordata per i capricci del clima e per i suoi andamenti assai di frequente non in linea con le tendenze stagionali. Un clima che più volte ha tenuto col fiato sospeso i produttori e in alcuni casi si è reso causa di conseguenze tutt'altro che secondarie.
Infine, un altro elemento che fa ben sperare: la nuova frontiera delle colture biologiche. Con Coldiretti che registra «un grande successo dove 1 ettaro su 8 è biologico attestando la Puglia come seconda regione italiana con 10900 ettari nel segmento del vino bio».materiali rinnovabili d'origine vegetale».
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