La Napoli-Bari a fine 2023, il ministro Giovannini: «Puntiamo a ridurre il gap»

La Napoli-Bari a fine 2023, il ministro Giovannini: «Puntiamo a ridurre il gap»
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Giovedì 14 Ottobre 2021, 05:00

«Tra gli obiettivi del Pnrr c’è quello di assicurare il recupero del divario infrastrutturale tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale, anche infra-regionali, nonché di garantire analoghi livelli essenziali di infrastrutturazione e dei servizi a essi connessi. Un pezzo molto consistente dei fondi del Pnrr, quasi 30 miliardi, vanno a Rete ferroviaria italiana, che deve realizzare la Bari-Napoli di alta velocità». La svolta è sempre più vicina, e il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, lo ha ricordato durante l’audizione alla Commissione parlamentare sul federalismo infrastrutturale, convocata per approfondire il tema della perequazione fiscale in relazione al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo stesso Giovannini, tra l’altro, aveva affermato nei giorni scorsi su Radiouno che il primo collegamento diretto tra Napoli e Bari sarà previsto alla fine del 2023.

I FONDI
Il ministro ha spiegato che «il 50% dei 40 miliardi di euro dei progetti del Mims finanziati dal Next Generation EU va alle regioni del Mezzogiorno; tale percentuale sale al 63% se si considerano unicamente le «nuove risorse». Per il Piano Complementare (circa 10 miliardi di euro) la percentuale di risorse destinate alle regioni del Mezzogiorno è pari al 91%». Un «investimento senza precedenti».
Rispondendo poi alle domande dei parlamentari su alcune opere particolarmente attese, Giovannini ha spiegato: «La Salerno-Reggio Calabria alta velocità è una innovazione storica straordinaria mai immaginata precedentemente se non negli articoli di giornale e adesso invece è in fase di realizzazione. Un pezzo molto consistente dei fondi del Pnrr quasi 30 miliardi vanno a Rete ferroviaria italiana che deve realizzare la Bari-Napoli di alta velocità».
L’occasione è servita anche a ribadire gli obiettivi circa la riduzione del gap infrastrutturale tra Nord e Sud: «La scelta che il Governo e che questo ministero ha fatto è veramente a favore del recupero del divario infrastrutturale con investimenti senza precedenti. Il quadro complessivo mostra che non solo si sta lavorando per attuare il decreto legge 121 di quest’anno, ma che già di fatto anche nelle scelte per il Pnrr e il fondo complementare la scelta di investimenti per ridurre la distanza infrastrutturale, tra Nord e Sud in particolare, è già stata compiuta».

I TRASPORTI
Proprio quella dei trasporti è una delle maggiori criticità, ha ricordato il ministro, segnalata dalle stesse famiglie. «Nel Mezzogiorno il 40% delle famiglie indica difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici e la qualità del servizio offerto è più bassa», «è più elevata la quota di famiglie che dichiara di vivere in abitazioni in cattive condizioni, con strutture danneggiate o con problemi di umidità» e sempre al Sud «si disperde il 48% dell’acqua immessa nella rete ed è più elevata la quota di famiglie che dichiara irregolarità nell’erogazione del servizio (18%) o che non si fida di bere l’acqua del rubinetto (40%)». Secondo Giovannini, al fine di ridurre i divari infrastrutturali, si possono seguire diversi approcci. Il primo approccio sugli indicatori di dotazione infrastrutturale è guardare all’Istat e tenere gli “Indicatori territoriali di dotazione infrastrutturale-Atlante Statistico Territoriale delle Infrastrutture” «come il riferimento statistico per lo svolgimento di tale attività ricognitiva». Gli indicatori di offerta «devono essere rapportati alla domanda di mobilità» e poi «sono necessari una lettura integrata e un approccio olistico». C’è un secondo approccio possibile, aggiunge il ministro, che è quello degli indicatori di accessibilità: «Un certo luogo è più o meno accessibile in funzione del tempo che si impiega per raggiungere tutte le altre possibili destinazioni» e «l’indicatore relativo misurerebbe quindi se le infrastrutture di trasporto migliorano o peggiorano l’accessibilità di un territorio, data la sua localizzazione geografica».
«La lista delle opere - ha concluso Giovannini - non può essere rivista perché le opere sono state selezionate per essere completate entro il 2026 e fanno parte dell’accordo con l’Unione Europea». E in questa c’è anche la tanto sospirata Bari-Napoli di alta velocità.

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