La difesa dei Cinque Stelle: «Contro il Movimento la macchina del fango»

La difesa dei Cinque Stelle: «Contro il Movimento la macchina del fango»
È il momento della riflessione in casa Movimento Cinque Stelle dopo la batosta europea: al Sud si resta in testa, anche se con percentuali decisamente più basse rispetto a qualche mese fa. Nell'analisi della sconfitta nazionale, c'è da tenere in considerazione anche la Puglia, visto che almeno in termini percentuali non è stato risparmiato nessuno dei territori che soltanto un anno fa avevano decretato un'affermazione senza eguali da parte dei pentastellati. Inevitabilmente si fa il punto sulle questioni affrontate in un anno di governo, anche per capire dove e in quali proporzioni le scelte messe in atto non abbiano avuto quell'efficacia traducibile in consenso elettorale. Al Sud sembra non aver funzionato troppo il reddito di cittadinanza, sonoramente bocciato nelle circoscrizioni settentrionali. Nella città di Taranto la questione Ilva ha fatto perdere molti consensi, sebbene il Movimento abbia comunque mantenuto la leadership. Non così a Melendugno, dopo le polemiche su Tap: in questo caso si registra una disfatta clamorosa rispetto all'anno scorso, quando fu superato il 62%, ora trasformatosi in un 22% che non basta nemmeno a conservare il primato nel piccolo Comune salentino. Non è l'unico caso, comunque: in tanti altre località pugliesi si è verificato il sorpasso della Lega registrato come trend nazionale.
Alcuni rappresentanti pentastellati si sono espressi già prima della conferenza stampa del leader Luigi Di Maio, tenutasi nel primo pomeriggio di ieri: «Nessuno ha chiesto le mie dimissioni - ha detto il vicepremier -, ho chiesto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di convocare il prima possibile un vertice di governo, dobbiamo lavorare alle promesse che abbiamo fatto agli italiani». La nota del gruppo M5S pugliese punta a rimarcare comunque i risultati positivi, laddove ottenuti. E soprattutto si fa solo il raffronto con il risultato conseguito alle Europee del 2014. Nessun passaggio sul confronto con le Politiche. In Puglia il Movimento 5 Stelle si conferma la prima forza politica. Nella nostra regione come in tutta la Circoscrizione Meridionale siamo cresciuti rispetto alle Europee del 2014, sia in termini di percentuali, che di valore assoluto. Ringraziamo gli elettori che ci hanno dato ancora una volta la loro fiducia, che ci spinge a lavorare sempre di più e sempre meglio per il nostro territorio. Rispetto a cinque anni fa, conquistiamo in Europa un seggio in più, passando in Puglia da un eurodeputato eletto a tre. Questo risultato è carico di significato, specie considerando che la nostra regione è amministrata dal Pd di Emiliano, che ha registrato, invece, un calo vertiginoso rispetto alle precedenti europee. Il voto dei cittadini pugliesi ci incoraggia, anche in quelle province in cui avevano dato il M5S in calo come a Taranto e dove, invece, abbiamo resistito e colto un messaggio di fiducia. Non ci culliamo, anzi porteremo avanti con sempre più forza le nostre battaglie per il bene dei cittadini.
Nel tardo pomeriggio di ieri, ha parlato ai giornalisti anche la riconfermata europarlamentare Rosa D'Amato, che ammette: «Non è un buon giorno per il Movimento 5 Stelle, è inutile girarci intorno. Ma nonostante il risultato nazionale, dobbiamo anche rivendicare che il M5S resta la prima forza politica al Sud. E non era scontato. Nella provincia di Taranto, poi, il Movimento 5 Stelle si conferma il primo partito. E questo era ancora meno scontato. Voglio esprimere tutta la mia soddisfazione per la fiducia che i cittadini hanno voluto rinnovare nei miei confronti, fiducia proveniente da tutto il territorio della circoscrizione. Un risultato che non cade dal cielo. In questi abbiamo lavorato sodo, penso alla attività relativa ai fondi europei, agli sportelli informativi aperti sul territorio, alle battaglie portate avanti accanto alle piccole e medie imprese e ai lavoratori del settore pesca».
I deputati tarantini Giovanni Vianello e Alessandra Ermellino rivendicano con orgoglio la leadership mantenuta nel capoluogo «nonostante la macchina del fango che abbiamo subìto, e che si è rivelata un boomerang». Ma intanto nel movimento il confronto interno su un anno trascorso dall'altare alla polvere è appena iniziato.
M.Iai.
 
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Martedì 28 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 10:09